Le autostrade tornano percorribili, i camion riprendono a viaggiare e i supermercati cominciano a ricevere nuovamente le merci. Dopo quasi una settimana di proteste contro il caro carburante, arriva una svolta in Campania: nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre sono stati rimossi i blocchi stradali dei tir nel Casertano e nel Salernitano, mentre a Napoli è stato sciolto anche il presidio nella zona del varco Bausan.
In diverse zone della regione sono ancora numerosi i distributori senza carburante, mentre davanti alle poche pompe funzionanti si formano lunghe code. Anche il rifornimento di alimenti nei supermercati procede a rilento, dopo giorni di consegne interrotte.

La svolta arriva mentre il governo combina nuovi aiuti economici e fermezza contro le interruzioni della circolazione. Sul tavolo resta anche l’ipotesi precettazione.
Distributori a secco e supermercati ancora sguarniti
La riapertura delle strade non risolve immediatamente i problemi. Numerosi distributori sono ancora senza carburante, mentre alle pompe funzionanti si registrano lunghe code.
Nei supermercati, dopo giorni di consegne interrotte, scarseggiano soprattutto frutta, verdura, latte e prodotti freschi, ma in alcuni casi anche alimenti confezionati e beni essenziali. Occorrerà tempo per ripristinare i rifornimenti dai centri logistici ai negozi.
Il Garante interviene: possibile precettazione
Giovedì 22 ottobre la Commissione di garanzia sugli scioperi ha segnalato il rischio che i blocchi compromettano diritti fondamentali come salute, sicurezza e libertà di circolazione, sollecitando interventi per garantire i servizi essenziali. Fra gli strumenti disponibili figura la precettazione, che può imporre limitazioni straordinarie all’astensione dal lavoro. Non è stata però disposta: la decisione spetta alle autorità competenti.
Il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi ha confermato che il governo valuta misure incisive prima di eventuali sgomberi, privilegiando comunque una soluzione negoziata.
“Non possiamo pensare che a Napoli ci siano i supermercati vuoti a vita o che si vada a piedi perché i distributori non hanno benzina”, ha dichiarato il 22 ottobre.
Meloni denuncia intimidazioni. Indaga la Procura
Anche Giorgia Meloni è intervenuta dopo l’approvazione del decreto di aiuti, ribadendo la disponibilità al dialogo con chi manifesta pacificamente, ma denunciando minacce e danneggiamenti ai danni dei camionisti intenzionati a lavorare.
L’esecutivo intende garantire la libera circolazione delle merci, distinguendo le rivendicazioni legittime dai comportamenti illeciti. Intanto la Procura di Napoli ha avviato accertamenti su possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nei blocchi. Si tratta di verifiche investigative: nessuna regia criminale è stata accertata.
Il decreto: 175 milioni per trasporti, agricoltura e pesca
Il Consiglio dei ministri del 22 ottobre ha approvato aiuti per 175,2 milioni di euro contro i rincari del carburante. All’autotrasporto vanno 105,2 milioni: 45,2 milioni rafforzano il credito d’imposta sul gasolio acquistato tra marzo e agosto, mentre 60 milioni coprono il periodo dal 1° settembre al 5 ottobre.
Altri 60 milioni sono destinati all’agricoltura e 10 milioni alla pesca. Previste inoltre misure per sostenere le imprese più piccole e agevolare la gestione dei costi operativi. Secondo Rixi, le prime 2.000 aziende dovrebbero trovare i crediti d’imposta nei rispettivi cassetti fiscali entro la prossima settimana. Le imprese interessate sono complessivamente circa 32.000.
Le richieste dei camionisti: “Gli aiuti non bastano”
Una parte degli autotrasportatori giudica insufficienti le misure e chiede interventi strutturali sul prezzo del gasolio. Tra le soluzioni discusse figura il “metodo spagnolo”, che adegua le tariffe di trasporto alle variazioni del carburante, ripartendo i rincari tra vettori e committenti. Restano aperte anche le questioni delle condizioni di lavoro, delle aree di sosta e della sostenibilità economica delle imprese.
Sicilia e Calabria sospendono i blocchi. Nuovo incontro il 27 ottobre
Le principali organizzazioni promotrici hanno sospeso le proteste anche in Sicilia e Calabria, pur mantenendo le proprie rivendicazioni. Rimangono tensioni tra le diverse sigle e i gruppi autonomi. Il prossimo confronto con il governo è fissato per martedì 27 ottobre. Nel frattempo, le priorità sono il ripristino dei rifornimenti, la ripresa delle attività produttive e il ritorno alla normalità nei supermercati.
La protesta entra così in una nuova fase: meno blocchi, trattative ancora aperte e la precettazione che resta una possibilità. Il nodo sarà capire se gli aiuti approvati basteranno a evitare nuove mobilitazioni.