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Ucraina, nuovi raid russi: morti e blackout. Zelensky annuncia attacchi alle raffinerie di Mosca, tensione con Musk su Starlink

La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per Kiev, alle prese non soltanto con l'intensificarsi degli attacchi russi, ma anche con le crescenti tensioni con gli Stati Uniti

Ucraina, nuovi raid russi: morti e blackout. Zelensky annuncia attacchi alle raffinerie di Mosca, tensione con Musk su Starlink

L’Ucraina tornerà a colpire le raffinerie petrolifere russe. Lo ha annunciato il presidente Volodymyr Zelensky in un’intervista al Financial Times, pubblicata giovedì 15 ottobre 2026, dopo una nuova serie di bombardamenti di Mosca contro città e infrastrutture energetiche ucraine.

La decisione arriva in un momento particolarmente delicato per Kiev, alle prese non soltanto con l’intensificarsi degli attacchi russi, ma anche con le crescenti tensioni con gli Stati Uniti. A preoccupare il Governo ucraino sono soprattutto le limitazioni al sistema satellitare Starlink, fondamentale per numerose operazioni militari, e il timore di una riduzione delle informazioni di intelligence fornite da Washington.

Zelensky annuncia la ripresa degli attacchi alle raffinerie russe

“Lo stop è finito. Abbiamo chiuso”. Con queste parole Zelensky ha annunciato la conclusione della sospensione degli attacchi ucraini contro le infrastrutture petrolifere russe.

Kiev aveva accettato di interrompere temporaneamente i bombardamenti agli impianti energetici, aderendo alla proposta di una tregua reciproca sostenuta dal presidente americano Donald Trump.

Secondo il Governo ucraino, tuttavia, Mosca non avrebbe rispettato l’intesa, continuando a colpire infrastrutture civili e centrali elettriche. Le raffinerie russe rappresentano un obiettivo strategico per Kiev: danneggiare la capacità di lavorazione del petrolio può compromettere le forniture di carburante e aumentare i costi economici della guerra per il Cremlino.

Nuovi raid russi: morti, feriti e 600mila persone senza luce

Nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026, la Russia ha condotto nuovi attacchi contro diverse città ucraine, tra cui Kiev e Lutsk, nell’ovest del Paese. I bombardamenti hanno colpito edifici civili, provocando morti e feriti, e interessato almeno sei impianti elettrici nelle aree di Kiev e Kharkiv. Secondo le autorità ucraine, oltre 600.000 persone sono rimaste senza elettricità.

Un ulteriore attacco russo, nella notte del 15 ottobre, ha causato tre vittime nell’Ucraina centrale, secondo le prime informazioni. Il danneggiamento delle infrastrutture energetiche assume particolare gravità con l’avvicinarsi dell’inverno, quando la disponibilità di elettricità e riscaldamento diventa essenziale per la popolazione.

Starlink rallentato, difficoltà per i droni ucraini

Ad aggravare la situazione è arrivata la denuncia di nuove restrizioni alle comunicazioni satellitari. Secondo Serhii Beskrestnov, consulente tecnologico della presidenza ucraina, nella notte tra il 13 e il 14 ottobre SpaceX avrebbe introdotto limiti di velocità per i terminali Starlink installati su mezzi in movimento.

Le restrizioni avrebbero compromesso alcune operazioni condotte con i droni, compresi quelli impiegati per intercettare i velivoli russi. La notizia è stata riportata anche da Associated Press e The Times, che hanno evidenziato l’importanza delle comunicazioni satellitari nelle operazioni militari ucraine. Il problema interessa in particolare i sistemi utilizzati sui mezzi più veloci e le applicazioni militari collegate alla rete Starshield, sviluppata da SpaceX per esigenze governative e di difesa.

Musk contro Zelensky: “È ora che se ne vada”

Lo scontro si è ulteriormente inasprito con l’intervento di Elon Musk, fondatore di SpaceX e proprietario della piattaforma X. Giovedì 15 ottobre, rispondendo a un contenuto relativo a un’intervista di Zelensky al giornalista britannico Piers Morgan, Musk ha scritto: “Questo massacro continuerà. È ora che Zelensky se ne vada”.

Una presa di posizione che si inserisce nel deterioramento dei rapporti tra il presidente ucraino e parte dell’amministrazione americana. Zelensky aveva già definito le restrizioni alle comunicazioni satellitari un grave errore, avvertendo che potrebbero compromettere la difesa delle città ucraine e mettere ulteriormente a rischio la popolazione.

Intelligence americana, cresce la tensione con Trump

Al centro dello scontro diplomatico c’è anche il ruolo degli Stati Uniti nella difesa dell’Ucraina. Zelensky ha denunciato quella che considera una pericolosa interruzione o riduzione delle informazioni di intelligence americane, essenziali soprattutto per individuare e contrastare gli attacchi missilistici russi. Il presidente ucraino ha inoltre criticato l’avvicinamento tra Trump e Vladimir Putin, in particolare dopo le decisioni americane relative al commercio di gasolio russo.

Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa statunitense, all’interno della Casa Bianca sarebbe stata discussa la possibilità di limitare ulteriormente la condivisione delle informazioni con Kiev. Non è però stato confermato un blocco generalizzato e permanente dell’assistenza di intelligence. Zelensky ha espresso il proprio disappunto verso Washington, sostenendo che indebolire il sostegno occidentale rischia di favorire Mosca.

L’Europa e il rischio di una nuova escalation

La ripresa annunciata degli attacchi alle raffinerie russe apre una nuova fase del confronto sulle infrastrutture energetiche. Da una parte, l’Ucraina vuole mantenere la capacità di colpire obiettivi economici strategici russi; dall’altra, Mosca continua a prendere di mira la rete elettrica ucraina, con conseguenze dirette sulla popolazione civile.

Sul piano diplomatico, il progressivo deterioramento dei rapporti tra Kiev e Washington aumenta l’importanza del sostegno europeo. Mercoledì 14 ottobre, durante una visita a Londra, Zelensky ha incontrato il primo ministro britannico Andy Burnham, ricevendo nuove rassicurazioni sull’assistenza militare, soprattutto per la difesa aerea. La prospettiva di una tregua energetica appare per il momento compromessa. E mentre aumentano le difficoltà nei rapporti con gli Stati Uniti, l’Ucraina si prepara ad affrontare un altro inverno di guerra, con la sicurezza delle città e la tenuta delle infrastrutture energetiche nuovamente al centro dell’emergenza.