Dalla guerra in Ucraina ai rapporti con gli Stati Uniti, fino al costo dell’energia e alle risorse destinate alla difesa. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta questa mattina nell’Aula del Senato, a Palazzo Madama, per illustrare la posizione italiana in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre a Bruxelles.
Un intervento incentrato sulle principali crisi internazionali e sulle loro conseguenze economiche, nel quale la premier ha ribadito il sostegno italiano all’Ucraina, espresso riserve su una recente decisione del presidente americano Donald Trump e difeso la politica del Governo in materia di sicurezza.
Ucraina, Meloni: “La resa non è pace”
Sul conflitto tra Russia e Ucraina, la presidente del Consiglio ha confermato la linea mantenuta finora dall’Italia: sostegno a Kiev, pressione economica su Mosca e ricerca di una soluzione diplomatica che garantisca la sicurezza europea. Per Meloni, interrompere il sostegno militare all’Ucraina non significherebbe necessariamente fermare la guerra, ma potrebbe favorire le ambizioni territoriali della Russia.
“La resa non è pace, è conquista“, ha affermato, richiamando anche l’esperienza storica dei Paesi dell’Europa orientale durante il periodo sovietico.
La premier ha quindi ribadito che l’Italia continuerà a sostenere Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, mantenendo il coordinamento con gli alleati europei e atlantici.
Critiche a Trump sull’intesa per il gasolio russo
Uno dei passaggi più significativi ha riguardato la decisione annunciata venerdì 9 ottobre dal presidente americano Donald Trump sul gasolio proveniente dalla Russia. Meloni l’ha definita una scelta “molto rischiosa”, sostenendo che potrebbe offrire a Mosca nuove entrate economiche e indebolire l’efficacia delle sanzioni occidentali. Secondo la presidente del Consiglio, l’attuale aumento dei prezzi dei carburanti dipende soprattutto dalla guerra in Iran e dalle tensioni in Medio Oriente, più che dal conflitto ucraino.
Per questo, un alleggerimento delle restrizioni sul petrolio russo potrebbe produrre benefici economici incerti, favorendo contemporaneamente il finanziamento dello sforzo bellico del Cremlino. Una presa di posizione che evidenzia una differenza di valutazione tra Roma e Washington su una questione centrale per gli equilibri internazionali.
Pace in Ucraina, l’Europa deve avere una voce comune
Meloni ha affrontato anche il ruolo diplomatico dell’Unione europea, chiedendo che i Ventisette siano maggiormente coinvolti nei negoziati per porre fine alla guerra. La premier ha proposto di individuare una figura autorevole, incaricata di rappresentare l’Europa al tavolo delle trattative con un mandato condiviso. Un riferimento è stato rivolto anche al cosiddetto formato E3, composto da Francia, Germania e Regno Unito, che ha assunto un ruolo importante nelle iniziative diplomatiche. Secondo Meloni, se questi Paesi intendono proseguire autonomamente, dovrebbero almeno agire sulla base di un mandato riconosciuto dagli altri partner europei.
Difesa, la risposta alle accuse di militarismo
Toni decisi anche sulle spese militari, tema che continua a dividere maggioranza e opposizioni. Meloni ha respinto l’accusa secondo cui l’aumento degli investimenti nella difesa comporterebbe necessariamente una riduzione delle risorse destinate alla sanità, alla scuola e al welfare. La presidente del Consiglio ha spiegato che il Governo ha scelto di non utilizzare interamente i margini di spesa aggiuntivi disponibili per la sicurezza, precisando che tali margini sono legati a specifiche regole europee e non possono essere automaticamente trasferiti ad altri settori. Chi sostiene che il Governo sottragga fondi agli ospedali per finanziare una politica militarista, ha affermato, “mente sapendo di farlo”.
Caro energia, l’appello all’Unione europea
Sul fronte economico, Meloni ha individuato nel costo dell’energia uno dei principali ostacoli alla competitività delle imprese italiane ed europee. Le tensioni geopolitiche e le difficoltà nelle rotte commerciali stanno facendo aumentare i costi di trasporto, assicurazione e approvvigionamento, con effetti che si riflettono sulle bollette delle famiglie e sui prezzi dei prodotti. La presidente del Consiglio ha chiesto una risposta europea coordinata e tempestiva, capace di produrre bollette più leggere per cittadini e imprese.
Particolare attenzione è stata dedicata alle politiche ambientali. Per la premier, la transizione energetica non deve compromettere la capacità produttiva delle aziende europee, già sottoposte alla concorrenza internazionale e a costi energetici elevati.
Il vertice di Bruxelles e le prossime decisioni
Le comunicazioni del 14 ottobre precedono il Consiglio europeo in programma giovedì 15 e venerdì 16 ottobre, durante il quale i leader discuteranno anche di Medio Oriente, migrazioni, competitività, sicurezza e bilancio europeo. Per l’Italia, le priorità indicate da Meloni sono il contenimento dei costi energetici, il mantenimento del sostegno all’Ucraina e una maggiore capacità dell’Europa di assumere decisioni comuni sulle crisi internazionali.
Il confronto di Bruxelles dovrà ora chiarire quali di queste richieste potranno tradursi in iniziative condivise e quali resteranno oggetto di ulteriori negoziati tra gli Stati membri.