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Kaja Kallas: “Secondo l’intelligence Mosca prepara nuovi sabotaggi, dobbiamo essere pronti”

La responsabile della politica estera Ue denuncia un aumento delle attività russe contro l’Europa: "Non sono incidenti, sono tentativi calcolati"

Kaja Kallas: “Secondo l’intelligence Mosca prepara nuovi sabotaggi, dobbiamo essere pronti”

L’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha lanciato un nuovo allarme sui rischi legati alle attività di Mosca, parlando di un aumento delle pressioni e degli attacchi di tipo ibrido contro i Paesi europei.

“Dobbiamo restare vigili perché dalle nostre informazioni di intelligence emerge che la Russia sta pianificando ulteriori atti di sabotaggio e attacchi contro le nostre democrazie, con l’obiettivo di dividere e intimidire le nostre società e dissuaderle dal continuare ad aiutare l’Ucraina. È qualcosa che Mosca ha in mente”, ha dichiarato Kallas prima del Consiglio Ue Difesa in programma per oggi, lunedì 28 settembre 2026.

“Non sono incidenti”: l’accusa sugli attacchi ibridi

Il tema centrale dell’allarme europeo riguarda la cosiddetta guerra ibrida, cioè un insieme di azioni che comprendono operazioni informatiche, disinformazione, sabotaggi, pressioni politiche e altre attività sotto la soglia di un conflitto militare aperto.

Durante un intervento al Parlamento europeo di Strasburgo il 15 settembre 2026, Kallas aveva sostenuto che l’Europa avrebbe registrato un aumento degli episodi attribuiti alla strategia russa.

“Non si tratta di incidenti. Sono tentativi calcolati da parte della Russia di indebolire la nostra determinazione, mettere alla prova la nostra unità e giocare con i timori di un’escalation“, aveva detto l’Alta rappresentante Ue.

Fra gli episodi citati dalle istituzioni europee figurano un incidente che ha coinvolto un elicottero danese, un drone abbattuto sulla Lituania e altri episodi classificati dalle autorità come possibili azioni di pressione o destabilizzazione.

Nel suo intervento davanti agli eurodeputati, Kallas aveva collegato la necessità di una risposta europea alla prosecuzione della guerra in Ucraina e alla strategia russa nel continente: “Putin non si fermerà a meno che non venga fermato“.

La responsabile della diplomazia europea ha inoltre invitato gli Stati membri a rafforzare la risposta comune:

“Poiché la Russia è disposta ad assumersi rischi sempre maggiori, l’Europa deve imporre un costo sempre più elevato“.

Nelle scorse ore è tornata sul tema e ha tuonato:

 “L’Ucraina ha urgente bisogno di difesa aerea. Rinnoviamo l’appello a quei Paesi che dispongono di questi sistemi nelle proprie scorte affinché valutino di fornirli effettivamente all’Ucraina. La rimozione degli oligarchi Alisher Usmanonv e Mikhail Fridman dalla lista delle sanzioni è stata deplorevole. Ma dobbiamo concentrarci sull’aspetto positivo, ovvero che 2.998 persone saranno soggette alle sanzioni per tre anni. E per rimuoverle, è necessario che tutti siano d’accordo”, ha aggiunto.

Mosca respinge le accuse: “La Russia non minaccia nessuno”

Il Cremlino respinge da tempo le accuse occidentali secondo cui la Russia starebbe conducendo una campagna di destabilizzazione contro l’Europa. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che Mosca “non minaccia la Francia né alcun altro Paese europeo”, negando qualsiasi intenzione ostile della Russia verso gli Stati occidentali.

La posizione russa è che le accuse occidentali siano utilizzate per giustificare un aumento delle spese militari e delle pressioni diplomatiche.