Corre su un filo sottilissimo la tensione tra Europa e Russia. Il giorno successivo al drone di Mosca che ha colpito un treno ucraino vicino al confine con la Polonia, altri due casi sospetti hanno avuto a che fare con velivoli russi a contatto con i paesi europei e i territori della NATO (in copertina: immagine di repertorio da Ministero della Difesa italiana).
Caccia NATO abbatte drone in Lituania
Nel dettaglio, Gitanas Nauseda, Presidente della Lituania (Paese sia membro UE che membro NATO), ha scritto su X che un caccia dell’Alleanza Atlantica ha abbattuto un drone che stava sorvolando nei propri cieli nazionali.
A drone that just entered Lithuanian airspace was destroyed by NATO fighter jets. I thank Allied personnel for their swift response.
With Russia intensifying its aggression against Ukraine, such readiness is vital for our region. Together with our NATO Allies, Lithuania will…
— Gitanas Nausėda (@GitanasNauseda) September 14, 2026
Il drone è poi precipitato in un’area rurale vicino al lago di Kaunas, regione centrale della Lituania.
“Un drone che era appena entrato nello spazio aereo lituano è stato abbattuto dai caccia della NATO – ha scritto Gitanas Nauseda – Ringrazio il personale alleato per la loro pronta risposta. Con la Russia che intensifica la sua aggressione contro l’Ucraina, tale prontezza è vitale per la nostra regione. Insieme ai nostri alleati della NATO, la Lituania difenderà il suo spazio aereo”.
Non è la prima volta, dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, che i Paesi del Baltico (Lituania, Estonia e Lettonia) registrano intrusioni di droni nei loro territori. Lo scorso maggio, sempre un caccia della NATO ha intercettato un velivolo ucraino nei cieli estoni: si è trattato del primo intervento di questo tipo da parte della polizia aerea dell’Alleanza Atlantica dal 2022.
Fregata russa lancia due bengala contro elicottero danese
Poche ore più tardi, invece, è stata la Danimarca (anch’esso membro NATO) a riferire di un episodio controverso. L’esercito danese, infatti, ha scritto che una fregata russa ha lanciato due razzi di segnalazione verso un loro elicottero militare in acque internazionali, al largo della costa della Danimarca, mancandolo di poco.
Nel dettaglio, l’elicottero stava eseguendo una missione di routine per fotografare la nave russa, quando è stato sfiorato dai due bengala. Il ministro della Difesa Jeppe Bruus, come riferito all’emittente TV2, ha fatto sapere che Copenaghen convocherà l’ambasciatore russo per discutere dell’incidente.
Trump: “Tregua energetica Kiev-Mosca”
Nel frattempo, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato sul suo social Truth, un post nel quale fa sapere di un possibile accordo tra Kiev e Mosca su una tregua energetica.
“L’Ucraina ha accettato di non colpire obiettivi energetici russi. La Russia ha accettato di fare lo stesso!”.
Trump ha poi aggiunto:
“L’aumento del prezzo del diesel a livello mondiale è causato maggiormente dalla guerra tra Russia e Ucraina e non dall’Iran”.

Rispetto a queste parole del capo della Casa Bianca, Volodymyr Zelensky, Presidente dell’Ucraina, ha spiegato su Telegram che vuole garanzie.
“Se i partner sono disposti a garantire che la Russia smetterà di colpire la nostra rete elettrica, le nostre altre infrastrutture energetiche, le infrastrutture critiche e il flusso di cibo, noi, ovviamente, siamo pronti a garantire una corrispondente cessazione dei nostri attacchi”.
Come riportato dal Financial Times, che ha citato fonti vicine al Cremlino, Putin sarebbe riluttante a raggiungere un accordo prima dell’inverno, sostenendo che gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine potrebbero aumentare la pressione su Kiev.
Gli attacchi continuano
Sul campo di battaglia, invece, la notte appena trascorsa, quella tra lunedì 14 e martedì 15 settembre 2026, ha visto un attacco di droni ucraini nella regione russa di Samara, sul fiume Volga. Colpito, come dichiarato su Telegram dal governatore Vyacheslav Fedorishchev, un impianto industriale (non specificato). In quella regione si trovano numerose grandi raffinerie di petrolio.
Nella città portuale di Taganrog (Russia meridionale), un magazzino di Ozon (società di commercio elettronico) è stato danneggiato da un’offensiva missilistica ucraina, come dichiarato su Telegram dal governatore regionale Yuri Slyusar. Nell’attacco, sono stati colpiti anche un gasdotto e alcuni edifici residenziali.