Roberto Vannacci torna al centro del dibattito politico italiano e internazionale. A riaccendere i riflettori è il Financial Times, che in un’analisi dedicata alla sua ascesa politica lo presenta come un possibile “cavallo di Troia dell’influenza russa” in Italia.
Il ragionamento del noto giornale si basa soprattutto su posizioni politiche ed il possibile effetto che Futuro Nazionale potrebbe avere sugli equilibri italiani e sulla linea di politica estera del governo.
Certo è che il tema è caldo, proprie delle scorse il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva ipotizzato possibili ingerenze russe nelle prossime elezioni nostrane.
Le posizioni sulla Russia e sull’Ucraina
Vannacci ha più volte criticato la strategia italiana ed europea di sostegno militare a Kiev, sostenendo la necessità di interrompere l’invio di armi e di puntare sul negoziato. Negli ultimi mesi ha inoltre sostenuto l’opportunità di riaprire i rapporti economici con la Russia.
Lo stesso Vannacci ha respinto l’etichetta di uomo di Mosca. A marzo aveva definito “farloccherie” le accuse sui suoi presunti legami con la Russia, sostenendo di non essere filo-Putin ma di ritenere necessario arrivare a un accordo di pace accettando anche le condizioni russe.

In un’altra occasione ha spiegato la sua posizione sull’invasione dell’Ucraina sostenendo di non condividere l’attacco russo, ma descrivendo la guerra dal punto di vista di Mosca come un conflitto “esistenziale” legato anche all’espansione della NATO verso Est.
L’accusa: influenza politica, non finanziamenti dimostrati
Secondo l’analisi, alcune posizioni di Vannacci coincidono con temi particolarmente favorevoli agli interessi russi: stop agli aiuti militari all’Ucraina, critica delle sanzioni, richiesta di riaprire i rapporti commerciali con Mosca e contestazione della linea atlantica più rigida.
Il quotidiano britannico sottolinea inoltre come la crescita di Vannacci possa rappresentare un problema per Giorgia Meloni, che ha mantenuto una posizione nettamente favorevole all’Ucraina e all’interno della NATO. Un eventuale rafforzamento di Futuro Nazionale potrebbe infatti spostare ulteriormente a destra il dibattito sulla politica estera italiana.
Vannacci: “Nessun rapporto occulto”
La replica del leader di Futuro Nazionale è netta. Vannacci sostiene che le accuse siano costruite sulle sue posizioni pubbliche, trasformate in una presunta prova di influenza del Cremlino.
“Egregio Signore, Le rispondo con mano tremante, avendo appena scoperto – grazie al Suo articolo “Il ‘Cavallo di Troia’ della Russia in Italia mette alla prova Giorgia Meloni”, pubblicato oggi sul Suo prestigioso giornale – di essere un “candidato della Manciuria” inviato dalla Federazione Russa per lamentarmi dei prezzi insostenibili della benzina nel mio Paese, l’Italia. Si affida a testate notoriamente russofobe come l’Ecfr e l’Iai per dipingermi come un “Cavallo di Troia”. Onestamente, mi aspettavo di più da Lei”.
“Mi perdoni, ma fatico ancora ad accettare l’idea che il dissenso rispetto all’ortodossia di Bruxelles equivalga ormai empiricamente a una slealtà verso l’Occidente – conclude Vannacci – Attendo con interesse il Suo prossimo articolo sulla cospirazione internazionale dietro le lamentele per i prezzi nei supermercati. A proposito: da quando chiedersi perché la benzina costi così tanto richiede un nulla osta di sicurezza? Ciò nonostante, La ringrazio molto per aver dato risalto – gratuitamente, spero! – alle mie posizioni”.
Futuro Nazionale cresce nei sondaggi
Il tema assume particolare rilevanza perché Futuro Nazionale sta guadagnando consenso. Secondo un sondaggio SWG riportato da Reuters il 1° settembre, il partito di Vannacci è al 7,5%, davanti a Forza Italia al 7,1% e ormai quarta forza politica nazionale.