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Tajani: “Possibili tentativi di influenza russa sul voto in Italia”

Kallas: "La guerra ibrida deve essere una svegliata per l'Europa"

Tajani: “Possibili tentativi di influenza russa sul voto in Italia”

La Russia potrebbe tentare di influenzare le prossime elezioni in Italia. A dirlo è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che oggi, 2 settembre 2026, ha inserito il rischio di interferenze russe nel più ampio quadro della sicurezza europea.

“È una questione generale, è una questione che riguarda tutta l’Unione europea”, ha detto Tajani, sottolineando che “non è da escludere” la possibilità di tentativi di condizionamento del voto nei Paesi europei. Per il ministro, proprio per questo è necessario “intervenire in anticipo”.

Il timore è che le interferenze possano assumere forme diverse: campagne di disinformazione, manipolazione del dibattito pubblico, attività online coordinate o tentativi di alimentare divisioni e sfiducia nelle istituzioni. La partita, dunque, non riguarderebbe necessariamente il funzionamento materiale delle urne, ma il contesto nel quale gli elettori arrivano a esprimere il proprio voto.

Kallas: “Una svegliata” per l’Europa

Le parole di Tajani arrivano nello stesso giorno in cui Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, torna a puntare l’attenzione sulla guerra ibrida condotta dalla Russia.

Kaja Kallas, alto commissario Ue

Secondo Kallas, gli attacchi ibridi dovrebbero rappresentare “una svegliata” per quei Paesi europei che sono rimasti più prudenti sulla necessità di mantenere una linea dura nei confronti di Mosca. Il riferimento è soprattutto al dibattito sulle sanzioni, ma il messaggio è più ampio: la minaccia russa, secondo Bruxelles, non riguarda soltanto il campo di battaglia ucraino.

La sicurezza europea passa anche dalla capacità di proteggere infrastrutture, reti informatiche e processi democratici. Ed è proprio in questo spazio, sotto la soglia di un conflitto militare tradizionale, che si colloca la cosiddetta guerra ibrida.

Il caso tedesco alza la tensione

A rendere ancora più attuale il tema sono gli ultimi sviluppi in Germania. Berlino ha attribuito alla Russia la responsabilità dell’episodio del 4 agosto all’aeroporto di Lipsia, dove era stato trovato un drone con esplosivo nei pressi di un aereo cargo ucraino. Mosca ha respinto le accuse.

Il nodo delle sanzioni e degli asset russi

Nella discussione tra i ministri degli Esteri europei resta inoltre centrale il tema delle sanzioni contro Mosca e dell’eventuale utilizzo degli asset russi congelati.

Tajani ha ribadito che l’Italia non è contraria in linea di principio all’utilizzo di questi beni, ma che occorre affrontare con attenzione i possibili problemi giuridici. Una posizione che si intreccia con quella di Kallas, che considera proprio l’intensificarsi degli attacchi ibridi un ulteriore motivo per spingere l’Europa a mantenere alta la pressione sulla Russia.

Il messaggio che arriva da Bruxelles e dalle capitali europee è quindi sempre più netto: la sfida con Mosca non si gioca soltanto sul sostegno militare all’Ucraina o sulle sanzioni economiche. Si gioca anche sulla capacità degli Stati di difendere le proprie società da operazioni di influenza e destabilizzazione.