Circa un mese fa, nella notte tra martedì 4 e mercoledì 5 agosto 2026, due droni hanno fatto scattare l’allarme all’aeroporto di Lipsia/Halle, in Germania.

Nel dettaglio, uno è stato rinvenuto a terra con materiale esplosivo accanto a un aereo da trasporto ucraino, mentre un secondo avrebbe urtato in volo un cargo DHL poco dopo il decollo, provocandogli danni alla parte anteriore.
Nell’immediato le autorità tedesche hanno fatto partire le indagini sull’accaduto, al fine di risalire all’origine dei droni. L’episodio è stato classificato come reato contro la sicurezza dello Stato.
La Germania accusa la Russia
Nella giornata di martedì 1° settembre 2026, a distanza di poche settimane dai fatti, la Germania ha reso pubblico l’esito degli accertamenti eseguiti: dietro ai droni, infatti, ci sarebbe la Russia.
“La Russia ha la responsabilità dell’attacco ibrido a Lipsia del 4 agosto” ha dichiarato Alexander Dobrindt, ministro dell’Interno tedesco, in conferenza stampa congiunta con Johann Wadephul, collega degli Esteri.
Foreign Minister Johann Wadephul and Interior Minister Alexander Dobrindt held a press conference in which they accused a Russian intelligence service of being behind the drone incident at Leipzig airport on the night of August 4-5. pic.twitter.com/D8JmfOkQLo
— DW Politics (@dw_politics) September 1, 2026
Un annuncio nel quale sono state citate le prove valutate dai servizi e dagli enti di sicurezza della Germania e che, di conseguenza, ha portato il Governo tedesco a prendere dei provvedimenti immediati contro Mosca.
“Il consolato tedesco in Russia a Bonn viene chiuso dal 18 settembre. Il contratto della Casa russa di Berlino viene risolto (ritenuto covo di spie). Inaspriremo i controlli sulle persone” ha affermato il ministro Wadephul.
Solidarietà UE, Nato e dell’Italia
Accanto alla Germania si sono subito mosse l’UE e la Nato.
“Risponderemo” ha riferito Ursula von der Leyen, che lascia intravedere azioni senza precedenti.
“I tentativi russi di intimidirci, di minare la nostra unità e volontà di sostenere l’Ucraina sono vani e falliranno” ha fatto eco Marc Rutte dell’Alleanza Atlantica.

Solidarietà verso la Germania anche da parte dell’Italia:
“In momenti come questo – ha detto la Premier Giorgia Meloni – è essenziale rimanere saldi, continuare a lavorare uniti e mantenere una postura credibile di deterrenza a difesa della sicurezza dei nostri cittadini”.
La replica della Russia
In breve tempo è arrivata la dura reazione da parte della Russia:
“Mosca risponderà a tutte le decisioni anti-russe” ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha aggiunto:
“E’ difficile commentare la questione, poiché quando vengono mosse accuse così gravi, queste devono essere suffragate da prove. Se non erro, non è stato presentato alcun elemento a sostegno. E’ evidente che la Germania sta procedendo lungo la strada di un’ulteriore escalation“.
Durante una conferenza stampa notturna sono arrivate anche le parole del Presidente russo Vladimir Putin, il quale ha riferito che le accuse di guerra ibrida fatte da Berlino a Mosca sono dovute alla “situazione politica interna” in Germania:
“Il cancelliere non gode della fiducia della popolazione, hanno fatto errori evidenti in campo economico”.

La minaccia dei droni in Europa
Ma la minaccia dei droni in Europa non si limita solo al caso di Lipsia.
Nella notte del 1° settembre 2026, un allarme aereo per droni è stato attivato nel Baltico, prima in Lettonia, successivamente in Estonia, facendo scattare l’intervento della missione di pattugliamento aereo NATO, con caccia turchi partiti dalla base aerea di Ämari (Estonia). L’emergenza, iniziata alle 3.11, è stata successivamente revocata prima delle 6 del mattino.
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Episodi di sconfinamento che si vengono a verificare perché non si placano i continui attacchi e bombardamenti russi in Ucraina, avvenuti anche nella notte tra martedì 1 e mercoledì 2 settembre 2026.
Ukrinform riferisce che a Kherson due persone sono morte e 15 sono rimaste ferite in raid su 54 insediamenti della regione. Almeno otto, tra cui un bambino, i feriti a Odessa dove sono stati presi di mira un edificio residenziale di 24 piani, uffici e due istituti scolastici. Il Servizio statale di emergenza dell'Ucraina (Ses) fa sapere invece che un attacco russo nella regione di Kiev ha provocato incendi in tre magazzini.