Kiev sotto attacco, il Baltico in allerta. La guerra in Ucraina torna a far scattare l’allarme anche oltre i confini del Paese. Nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2026, un nuovo massiccio attacco russo ha colpito Kiev e la regione circostante, provocando almeno nove morti e oltre una dozzina di feriti, secondo le autorità ucraine citate da Reuters. Nella capitale sono morte otto persone, tra cui non risultano bambini, mentre nella vicina Boryspil una persona è rimasta uccisa e nove sono state ferite.
Il bilancio è stato successivamente indicato da Volodymyr Zelensky in almeno 12 morti, mentre le autorità continuano a lavorare nelle aree colpite. L’attacco arriva dopo cinque giorni consecutivi di raid sulla capitale: è dunque la sesta notte consecutiva caratterizzata da bombardamenti e allarmi aerei.
In many cities and communities, work to address the aftermath of the Russian attack has been ongoing since last night – nearly 350 first responders are involved in Kyiv and the region alone. A significant number of jet-powered drones and ballistic missiles were used in the… pic.twitter.com/8cg4ik0V2F
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) September 1, 2026
Missili e droni contro la capitale
Secondo l’Aeronautica militare ucraina, l’attacco è iniziato nella serata di lunedì e ha impiegato un’ampia combinazione di armamenti: missili balistici, missili da crociera, missili anti-radar e 218 droni e falsi bersagli. Circa un terzo dei droni utilizzati sarebbe stato di tipo jet-powered. Gli obiettivi principali dell’offensiva sono stati indicati nelle regioni di Kiev e Odessa.
Nella capitale sono stati colpiti diversi quartieri e sono scoppiati incendi. Le squadre di soccorso hanno operato tra edifici residenziali e strutture civili danneggiate. A Boryspil, nella regione di Kiev, missili e droni hanno danneggiato un edificio abitativo e una struttura commerciale.
Zelensky: “La difesa aerea non è sufficiente”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato la nuova ondata di attacchi e ha ribadito la necessità di rafforzare la difesa aerea del Paese.
Il problema è particolarmente evidente davanti alla capacità russa di combinare grandi quantità di droni con missili di diverso tipo, costringendo le difese ucraine a fronteggiare contemporaneamente numerosi bersagli.
L’offensiva arriva inoltre mentre proseguono gli sforzi diplomatici per cercare una soluzione al conflitto. Zelensky ha riferito di aver avuto un colloquio “dettagliato e costruttivo” con gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, con l’obiettivo di definire ulteriori incontri legati al percorso negoziale.
L’allarme si sposta sui Paesi baltici
Nelle stesse ore in cui Kiev veniva colpita, l’attenzione si è spostata anche sui cieli del Baltico. Nella notte del 1° settembre, un allarme aereo è stato attivato in Lettonia. Successivamente alcuni droni sono entrati nello spazio aereo dell’Estonia, facendo scattare l’intervento della missione di pattugliamento aereo NATO.
Secondo le autorità estoni, l’allarme è stato diramato alle 3:11 per diverse contee. I droni si sarebbero mossi parallelamente al confine orientale dell’Estonia e a quello lettone prima di entrare nello spazio aereo estone.
Decollano i caccia turchi della NATO
La risposta dell’Alleanza è stata immediata. Dalla base aerea di Ämari, in Estonia, sono decollati i caccia turchi impegnati nella missione NATO di difesa e sorveglianza dello spazio aereo baltico. I velivoli hanno cercato di individuare i droni mentre le autorità estoni mantenevano attivo l’allarme. L’emergenza è stata successivamente revocata prima delle 6 del mattino.
Il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna ha ringraziato la NATO per la rapidità della risposta, sottolineando che l’Alleanza ha reagito “rapidamente e esattamente come previsto”.

Riga rafforza la sorveglianza
Anche la Lettonia ha attivato i propri sistemi di sicurezza. Il ministero della Difesa lettone ha comunicato che l’emergenza nello spazio aereo della zona di Alūksne, nel nord-est del Paese, si è conclusa alle 4:17. Le Forze armate lettoni hanno confermato l’attivazione dei caccia della missione NATO di pattugliamento aereo e hanno rafforzato le capacità di difesa antiaerea lungo il confine orientale.
Il ministero ha inoltre avvertito che, finché proseguirà la guerra russa contro l’Ucraina, non si può escludere il ripetersi di episodi in cui droni stranieri entrino o si avvicinino allo spazio aereo lettone.
Ancora da chiarire l’origine dei droni
Un elemento fondamentale è l’origine dei velivoli. Al momento non è possibile attribuire automaticamente i droni alla Russia.
Le autorità estoni hanno confermato lo sconfinamento e l’intervento dei caccia NATO, ma non hanno indicato pubblicamente una responsabilità definitiva. L’episodio si inserisce tuttavia in una serie di incidenti che negli ultimi mesi hanno coinvolto droni collegati alla guerra russo-ucraina e hanno aumentato la preoccupazione nei Paesi che confinano con la Russia.
La stessa NATO considera il pattugliamento aereo uno degli strumenti permanenti per garantire l’integrità dello spazio aereo degli Alleati e consentire una risposta rapida davanti ad attività considerate anomale o potenzialmente ostili.
Il precedente della Lettonia: anche i caccia italiani erano intervenuti
L’episodio arriva poche settimane dopo un altro caso significativo. Il 14 agosto 2026, caccia Eurofighter italiani impegnati nella missione NATO nei Baltici avevano intercettato e abbattuto un drone entrato nello spazio aereo della Lettonia.
Secondo le informazioni diffuse allora, il velivolo era probabilmente ucraino e potrebbe essere stato deviato dalla propria traiettoria nel corso delle operazioni militari contro obiettivi russi.
Il fianco orientale della NATO resta in massima allerta
Gli episodi di queste settimane si inseriscono in un quadro di crescente attenzione dell’Alleanza Atlantica verso il proprio fianco orientale. La NATO ha progressivamente rafforzato la propria presenza militare nell’area dopo l’invasione russa su larga scala dell’Ucraina del febbraio 2022. L’obiettivo è proteggere il territorio degli Stati membri e garantire la capacità di reagire rapidamente a eventuali minacce aeree.
Il sistema di NATO Air Policing consente agli Alleati di monitorare continuamente il traffico aereo e di far decollare rapidamente i caccia quando viene individuata un’attività anomala.