Nuovo scossone ai vertici del potere ucraino. Il 19 agosto 2026 il presidente Volodymyr Zelensky ha licenziato Iryna Mudra, vice capo dell’Ufficio presidenziale, dopo che il suo nome è finito nell’ambito di un’inchiesta condotta dagli organismi anticorruzione di Kiev. La decisione è arrivata poche ore dopo le perquisizioni condotte dagli investigatori e mentre cresceva la pressione politica sulla presidenza.

Il caso riguarda un’indagine del NABU (Ufficio nazionale anticorruzione ucraino) e della SAPO (Procura specializzata anticorruzione) su una presunta rete accusata di riciclaggio di denaro. Secondo gli investigatori, sarebbero stati movimentati circa 150 milioni di grivne, pari a circa 3,4 milioni di dollari, attraverso una banca statale. Fra gli obiettivi dell’inchiesta figurano parlamentari, ex parlamentari, dirigenti bancari e un alto funzionario dell’Ufficio presidenziale.
Mudra ha negato responsabilità e ha dichiarato di voler collaborare con gli investigatori. Al momento, secondo quanto riportato dalle agenzie internazionali, il suo coinvolgimento riguarda l’indagine ma non equivale a una condanna.
Il caso Mudra arriva dopo settimane difficili per Zelensky
La nuova crisi arriva dopo un’estate complicata per il presidente ucraino. Già nei mesi precedenti altri esponenti vicini alla leadership erano stati coinvolti in indagini sulla corruzione, alimentando il dibattito interno sulla trasparenza delle istituzioni.

Il tema è particolarmente delicato per Kiev perché la lotta alla corruzione rappresenta uno dei punti centrali del percorso di avvicinamento all’Unione europea e una condizione monitorata dagli alleati occidentali che sostengono l’Ucraina nella guerra contro la Russia.
L’inchiesta che ha coinvolto Mudra arriva inoltre dopo altri casi che avevano già scosso l’entourage presidenziale, compreso quello dell’ex capo dell’ufficio di Zelensky, Andriy Yermak, finito a sua volta sotto pressione per un’altra indagine.

La fronda Fedorov: la richiesta di elezioni durante la guerra
La vicenda giudiziaria si intreccia con un’altra crisi politica interna. Nei giorni immediatamente precedenti, l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, rimosso dall’incarico a luglio 2026, aveva lanciato una dura critica alla gestione del potere a Kiev.
In un intervento pubblico diffuso il 18 agosto, Fedorov ha sostenuto che l’Ucraina stia vivendo una “crisi sistemica di governance” e ha chiesto di tornare al voto nonostante la guerra e la legge marziale.
“La democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia”, ha dichiarato Fedorov, sostenendo che il Paese debba trovare un modo per garantire un processo elettorale anche durante il conflitto.

La sua posizione rappresenta una sfida diretta a Zelensky, il cui mandato presidenziale sarebbe scaduto nel 2024, ma che è rimasto in carica proprio a causa della legge marziale introdotta dopo l’invasione russa del 24 febbraio 2022.
Il viaggio negli Stati Uniti e l’incontro con Elon Musk
Mentre a Kiev cresce la tensione politica, Fedorov prepara un viaggio negli Stati Uniti. L’obiettivo è rafforzare i contatti internazionali e presentarsi come interlocutore anche oltre i confini ucraini.
Fra gli incontri annunciati ci sarebbe quello con Elon Musk, imprenditore che con la sua azienda SpaceX ha avuto un ruolo centrale nella guerra tecnologica ucraina grazie al sistema satellitare Starlink, utilizzato dalle forze ucraine per mantenere le comunicazioni sul campo.

Il viaggio assume un chiaro valore politico: arriva in una fase in cui Fedorov sta costruendo una propria immagine pubblica, mentre il consenso interno attorno a Zelensky viene messo alla prova dagli scandali e dalle tensioni sulla gestione del potere.
La partita interna a Kiev mentre continua la guerra
La crisi politica si apre mentre l’Ucraina resta impegnata sul fronte militare contro Mosca e continua a dipendere dal sostegno economico e militare degli alleati occidentali. Per Zelensky la priorità resta mantenere compatta la leadership del Paese, ma le ultime settimane hanno aperto un nuovo fronte: non solo la guerra contro la Russia, ma anche il confronto interno sul futuro politico dell’Ucraina.
Il caso Mudra e la nuova iniziativa politica dell’ex ministro della Difesa svelano una tensione crescente dentro le istituzioni ucraine, in un momento in cui Kiev è chiamata a sostenere contemporaneamente lo sforzo bellico e la fiducia dei propri alleati.