Maggioranza divisa

Caso Roggero, scontro nel governo sulla legittima difesa: Lega e FdI accelerano, Forza Italia frena

Salvini e Meloni spingono per ampliare la tutela di chi reagisce, Tajani si distanzia per i rischi di cancellare il confine tra difesa e offesa

Caso Roggero, scontro nel governo sulla legittima difesa: Lega e FdI accelerano, Forza Italia frena

Il provvedimento depositato in Senato dal Carroccio riaccende il confronto politico sulla sicurezza e sui confini della responsabilità penale, riportando al centro il rapporto tra tutela delle vittime e limiti della risposta individuale.

Legittima difesa, scontro nel governo

La condanna definitiva a 14 anni di carcere per omicidio volontario nei confronti del gioielliere Mario Roggero riporta al centro del dibattito politico il tema della legittima difesa. Il 72enne, dopo una rapina nel suo negozio, era uscito in strada, aveva inseguito i responsabili e sparato quattro colpi contro i rapinatori in fuga, uccidendone due e ferendo un terzo.

Mario Roggero

La sentenza ha spinto la Lega a presentare una nuova proposta di modifica dell’articolo 52 del codice penale, approvato dallo stesso partito nel 2019, con l’obiettivo di ampliare la tutela per chi reagisce a un’aggressione all’interno della propria attività o della propria abitazione.

Una posizione sostenuta dal leader del Carroccio Matteo Salvini e dalla premier Giorgia Meloni, ma che ha aperto una frattura con Forza Italia.

Forza Italia prende le distanze

Sul dossier sicurezza emerge una nuova divisione all’interno della maggioranza. Da una parte la Lega punta a rafforzare la protezione di chi subisce un’aggressione, dall’altra Forza Italia e Tajani chiedono di mantenere il principio dell’equilibrio tra difesa e offesa.

Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani

Il capogruppo azzurro alla Camera Enrico Costa ha definito necessario un approccio prudente, spiegando che non si risolvono problemi complessi cambiando precipitosamente tre parole del codice penale.

Anche il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha ribadito la necessità di preservare due criteri fondamentali: l’attualità del pericolo e la proporzione tra aggressione e risposta.

Sisto ha inoltre criticato il mancato confronto preventivo tra gli alleati di governo prima della presentazione della proposta.

Cosa prevede la riforma proposta dalla Lega

La proposta depositata al Senato, con prima firma del parlamentare leghista Claudio Borghi, prevede l’introduzione di un nuovo comma all’articolo 52 del codice penale.

Il testo stabilisce che, in caso di aggressione armata all’interno del proprio domicilio o di un esercizio commerciale, professionale o imprenditoriale, la reazione immediata della vittima non è punibile indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura strettamente difensiva della condotta.

Una formulazione che, secondo i critici, elimina il principio di proporzionalità tra offesa e reazione, lasciando margini fino alla non punibilità anche di condotte che potrebbero configurare un omicidio. Per questo Forza Italia ha espresso contrarietà, richiamando i limiti imposti dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Tajani tenta di evitare la frattura

Se il partito ha condannato la riforma e non si è espresso così nettamente sul caso Roggero, una posizione più sfumata è arrivata dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che tenta di mantenere il dialogo con i colleghi di maggioranza.

Il leader di Forza Italia ha spiegato di non essere convinto della necessità di modificare la legge sulla legittima difesa, pur sottolineando la necessità di comprendere lo stato d’animo del gioielliere.

Tajani ha confermato anche il sostegno alla richiesta di grazia avanzata per Roggero, distinguendo però il piano umano da quello legislativo. Secondo quello legislativo, il leader degli azzurri riconosce le colpe di Roggero. All’interno di Forza Italia, secondo alcune fonti del partito, restano comunque differenze di approccio sul tema.

Il risarcimento alle famiglie dei rapinatori

Un punto su cui Forza Italia ha invece aperto riguarda una norma che impedirebbe a chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato, e ai suoi familiari, di chiedere un risarcimento.

La questione riguarda anche il caso Roggero: i familiari dei due rapinatori uccisi sono tra i destinatari della provvisionale complessiva da 480mila euro stabilita nella sentenza.

Nel frattempo la procura generale di Torino ha disposto il sequestro conservativo di 50mila euro su un conto corrente estero intestato al gioielliere e alla moglie, a garanzia delle spese di giustizia.

Il caso apre così un nuovo confronto nella maggioranza: la Lega chiede un ampliamento delle tutele per chi reagisce a un’aggressione, mentre Forza Italia avverte sul rischio di superare il confine tra difesa e vendetta.