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Maggioranza sotto, Conte: “Avete sfiduciato la vostra premier”. Schlein: “Si apra la crisi di Governo”

Meloni aveva chiesto il voto palese, ma lo scrutinio segreto scopre i franchi tiratori. Le opposizioni occupano i banchi del governo e chiedono le dimissioni

Maggioranza sotto, Conte: “Avete sfiduciato la vostra premier”. Schlein: “Si apra la crisi di Governo”

La sfida lanciata da Giorgia Meloni si è trasformata in una sconfitta parlamentare. Alla Camera, martedì 14 luglio 2026, la maggioranza è andata sotto sull’emendamento alla legge elettorale che avrebbe reintrodotto le preferenze accanto ai capilista bloccati. Il voto è finito con un solo scarto: 188 contrari e 187 favorevoli. A pesare è stato lo scrutinio segreto, chiesto dalle opposizioni, che ha fatto emergere franchi tiratori e assenze dentro il centrodestra.

La premier, prima del voto, aveva chiesto che ciascuno “ci mettesse la faccia”, spingendo per il voto palese. Dopo la bocciatura, però, è stata costretta a riconoscere che “anche nella maggioranza sono mancati diversi voti” e che su questo “serve una riflessione”.

Poi l’attacco alle opposizioni: “Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto”. La conclusione politica è stata durissima: “Ha vinto di nuovo la palude”.

Conte: “Aprite una crisi di governo”

Il primo ad affondare il colpo in Aula è stato Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle ha accusato Fratelli d’Italia e Meloni di aver tentato di presentare agli italiani un “finto emendamento sulle preferenze”. Poi ha trasformato il voto in una sfiducia politica alla presidente del Consiglio:

“Meloni ha inteso sfidare questo Parlamento, lanciando una sfida dicendo che bisogna metterci la faccia. La faccia ce l’avete messa, siete andati sotto e avete sfiduciato la vostra presidente del Consiglio”.

Da qui la richiesta esplicita: “Aprite una crisi di governo e andate a casa perché tocca a noi”. Per Conte, il dato politico è più pesante del singolo emendamento: la premier aveva trasformato quel voto in una prova di forza, ma a bocciare la linea del governo non sono state solo le opposizioni. Sono stati anche pezzi della maggioranza, nascosti dal voto segreto.

Schlein: “Prendete atto del fallimento”

Sulla stessa linea Elly Schlein. La segretaria del Pd ha parlato di un voto “contro l’arroganza” e ha chiesto alla premier di trarne le conseguenze politiche.

“È il momento di tornare a casa e di dare al Paese un governo in grado di risolvere i problemi degli italiani. Prendete atto del fallimento e andate a casa”, ha detto la leader dem.

Per le opposizioni, la sconfitta non riguarda soltanto le preferenze. Riguarda il modo in cui la maggioranza ha provato a portare avanti la riforma elettorale, dopo settimane di tensioni interne e polemiche sul premio di maggioranza, sui capilista bloccati e sull’impianto complessivo della nuova legge. In Aula sono partiti cori di “dimissioni” ed “elezioni”, mentre deputati di Pd, M5S e Avs hanno occupato i banchi del governo per protestare contro la decisione del centrodestra di proseguire comunque l’esame del testo.

Matteo Renzi – leader di Italia Viva – ha rincarato:

“La maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta”.

AVS: “Una forzatura contro il Parlamento”

Anche Alleanza Verdi e Sinistra ha letto il voto come una sconfitta politica diretta della premier e della maggioranza. Per AVS, il centrodestra ha provato a imporre una riforma elettorale costruita per blindare il potere, ma il voto segreto ha fatto emergere divisioni interne che erano già evidenti da settimane. La posizione del gruppo è netta: la legge elettorale non può essere trattata come una prova muscolare della maggioranza, soprattutto quando riguarda le regole del gioco democratico.

Il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni aveva già contestato l’impianto della riforma, accusando il governo di occuparsi di legge elettorale mentre nel Paese crescono le difficoltà di famiglie e imprese. Dopo il voto alla Camera, la linea di AVS si salda a quella delle altre opposizioni: la sconfitta sulle preferenze mostra che la maggioranza non è compatta nemmeno sulle regole con cui vorrebbe andare alle prossime elezioni.

La bagarre e il caso dei video sul voto segreto

La seduta è precipitata nel caos anche per un altro motivo: la pubblicazione di un video dei deputati di Futuro Nazionale vicini a Roberto Vannacci, che avrebbero filmato il momento del voto segreto sulle preferenze. Le opposizioni hanno chiesto la sospensione dei lavori e la convocazione dei questori. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha richiamato alcuni deputati e poi sospeso la seduta.

Chiara Braga, deputato del Partito democratico

Alla ripresa, la tensione è rimasta altissima. La capogruppo Pd Chiara Braga ha accusato la maggioranza di insistere con “una discussione finta come finta era la vostra unità”.

Riccardo Ricciardi del M5S ha ribaltato contro Meloni l’accusa di “palude”: “Siete voi la palude”.