Vertice intergovernativo

Libano e Iran: cosa si sono detti ieri Meloni e Macron in Costa azzurra

I due leader hanno poi sottolineato l'ottimo rapporto che corre tra i due Paesi: "Francia e Italia sono partner naturali: non c'è più nulla di glaciale"

Libano e Iran: cosa si sono detti ieri Meloni e Macron in Costa azzurra

Antibes, in Costa azzurra (Francia), è stata la sede del 36° Vertice intergovernativo Italia-Francia, che si è svolto nella giornata di giovedì 25 giugno 2026. Un tavolo al quale si sono seduti non solo Giorgia Meloni e Emmanuel Macron, ma anche i rispettivi ministri dei Governi di entrambi i Paesi.

 

Dopo una visita istituzionale al Musée Picasso, i lavori del Vertice si sono tenuti a Villa Eilenroc, a cui ha fatto seguito la cerimonia di scambio degli accordi. A quel punto Meloni e Macron hanno tenuto una conferenza stampa congiunta per enunciare i dettagli del loro incontro.

 “Le occasioni di confronto in questi giorni tra noi non mancano (G7, Consiglio europeo, incontro degli E5), ciononostante abbiamo ritenuto che fosse importante trovare un momento in questi molteplici incontri per fare il punto anche sulle nostre relazioni bilaterali – ha esordito la nostra Premier, che poi ha sottolineato il ruolo storico e strategico dei due Paesi come fondatori dell’Unione Europea – Senza Italia e Francia l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono“.

Sulla stessa linea, Macron ha evidenziato:

Francia e Italia sono partner naturali. Viviamo tutti sotto lo stesso clima che è caldo: non c’è più nulla di glaciale“.

Tra i punti più salienti del discorso di Meloni c’è sicuramente la questione dei fronti di guerra in Medio Oriente e in Ucraina.

La Presidente del Consiglio italiano ha parlato di Hormuz, Gaza, Cisgiordania, ma anche della situazione in Libano:

 “Noi continueremo a fare la nostra parte per dare una mano nell’intesa tra Stati Uniti e Iran e soprattutto per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Dopodiché la drammatica situazione di Gaza e della Cisgiordania restano al centro delle nostre preoccupazioni, ma siamo altrettanto attenti sulla crisi in Libano dove Italia e Francia possono fare assolutamente la differenza. Sono due Nazioni impegnate da sempre per la pace e la stabilità. Come sapete, a fine anno terminerà la missione Unifil ed è necessario dal nostro punto di vista garantire una presenza internazionale che scongiuri un pericolosissimo vuoto di sicurezza: abbiamo deciso di lanciare una coalizione per il sostegno del Libano post-Unifil“.

Meloni e Macron

Parlando con la stampa a margine del Vertice intergovernativo, Meloni è intervenuta sulle dichiarazioni di Mark Rutte, segretario generale della NATO, riguardo ai voli autorizzati dall’Italia durante la crisi con l’Iran:

Una entusiastica ricostruzione confusionaria. Credo che si debba essere prudenti quando si parla di queste materie. Non abbiamo partecipato al conflitto con l’Iran”.

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Sul conflitto ucraino, invece, la nostra Premier ha dichiarato:

"Con il Presidente Macron abbiamo avuto innumerevoli scambi sulla materia e chiaramente l’obiettivo è come si possa contribuire al meglio al sostegno dell’Ucraina e come si possa accompagnare al meglio un processo per una pace giusta e duratura per questa Nazione martoriata. A fronte di una ripetuta disponibilità di Kiev al negoziato, da parte russa invece si continui a rifiutare il dialogo, ponendo precondizioni che sono oggettivamente irricevibili".

Difesa, economia e immigrazione

Tra gli argomenti affrontati nel faccia a faccia Italia-Francia ci sono stati anche difesa, economia e immigrazione.

"Penso alla collaborazione che ci consente di contribuire all’autonomia strategica europea, particolarmente faccio riferimento al Programma SAMP/T, l’unico sistema europeo di difesa aerea e antimissile a lungo raggio, progettato e costruito interamente in Europa - ha affermato Meloni in merito al tema della difesa - Una cooperazione che noi vogliamo rendere sempre più forte e si dimostra anche con la roadmap 2026-2031".

I Governi di Italia e Francia

Sul lato delle relazioni commerciali ed economiche, invece, la Premier ha aggiunto:

"Nel 2025 l’interscambio ha superato la soglia record di 112 miliardi di euro. La Francia rimane il primo investitore estero in Italia, ma io penso che anche su questo si possa sempre fare meglio e torno sul tema del Business Forum che ci racconta anche di quanta disponibilità ci sia a fare ancora meglio da parte dei nostri reciproci sistemi produttivi".

Infine, il tema immigrazione, che resta una prerogativa tanto del nostro Governo, quanto di quello francese:

"La collaborazione si riflette anche in una delle intese che sono state scambiate sulla gestione dei flussi migratori, fondamentale tra due Nazioni come le nostre, se vogliamo essere efficaci nel contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani. Noi cooperiamo sul tema da molto tempo, cooperiamo efficacemente, ma con le nuove regole europee potremo farlo con risultati ancora migliori.

Confronto Meloni-Macron

Nel 2026 noi abbiamo assistito a un’ulteriore diminuzione del 40% degli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione Europea. Quindi siamo sulla buona strada. La sicurezza dei confini però si deve estendere anche alle altre grandi emergenze del nostro tempo e qui non posso non ricordare la lotta al traffico di droga, domani ricorre la Giornata mondiale contro le droghe e vale la pena di ricordare che Italia e Francia hanno deciso di dare ulteriore impulso alla coalizione europea che hanno lanciato insieme, alla quale hanno aderito già oltre 30 nazioni".