Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, cita l’Italia per rispondere alle accuse americane agli alleati europei. In un’intervista a Fox News, Rutte ha sostenuto che dalle basi statunitensi presenti in Italia sono decollati 500 aerei Usa a supporto dell’operazione Epic Fury, la campagna militare americana contro l’Iran.
“Capisco perfettamente la delusione”, ha detto Rutte rispondendo alle critiche rivolte da Washington ai Paesi europei che hanno sostenuto di non voler essere coinvolti nella guerra. Poi ha aggiunto: “Ma se prendiamo, per esempio, l’Italia, 500 aerei americani sono decollati da basi statunitensi in Italia per sostenere l’operazione Epic Fury. Quindi è qualcosa di enorme”.
Rutte ha anche rivendicato il ruolo più ampio dell’Europa nel supporto logistico alle operazioni americane. Secondo il segretario generale della Nato, nell’insieme degli alleati europei si parla di “4.000 o 5.000 missioni di volo”. Fra gli esempi citati c’è anche la Romania, indicata come piattaforma per attività di rifornimento in volo.
“It would be devastating for the region, it would be devastating for the whole world.”
NATO Secretary General Mark Rutte joined @BretBaier on @SpecialReport and threw his support behind President Trump’s approach to Iran, warning of the global consequences if Tehran were to… pic.twitter.com/CNGKx0X0eo
— Fox News (@FoxNews) June 23, 2026
L’operazione partita il 28 febbraio
Epic Fury è stata lanciata il 28 febbraio 2026, dopo il fallimento dei negoziati sul dossier nucleare iraniano. Secondo le ricostruzioni disponibili, l’operazione americana si è appoggiata in larga parte anche agli asset militari statunitensi già presenti in Europa.
Il dato fornito da Rutte non chiarisce se i “500 aerei” vadano intesi come singoli velivoli o come missioni e decolli complessivi. Il punto, però, è chiaro: il segretario generale Nato vuole dimostrare che l’Europa non è rimasta del tutto fuori dalla crisi iraniana, almeno sul piano logistico.
Il precedente di Sigonella
Le parole di Rutte arrivano dopo settimane di tensione tra Washington e alcuni alleati europei sull’uso di basi e spazi aerei. Il caso italiano più delicato riguarda Sigonella.
Il 31 marzo 2026 l’Italia ha negato l’utilizzo della base siciliana ad alcuni velivoli militari statunitensi diretti verso il Medio Oriente. Secondo quanto ricostruito all’epoca, la decisione fu motivata dal fatto che non era stata presentata nei tempi necessari la richiesta di autorizzazione preventiva.
Il messaggio a Trump
L’intervista di Rutte arriva alla vigilia del suo incontro a Washington con il presidente americano Donald Trump. L’obiettivo è preparare il vertice Nato di Ankara, previsto per il 7 e 8 luglio 2026, e ridurre le tensioni transatlantiche.
Trump ha criticato più volte gli alleati europei, accusandoli di non fare abbastanza sulla difesa e di non aver sostenuto adeguatamente gli Stati Uniti nella crisi con l’Iran. Rutte, invece, prova a presentare un quadro diverso: gli alleati possono avere posizioni politiche non identiche, ma hanno comunque fornito supporto operativo.
Opposizioni: “Meloni chiarisca”
“Le dichiarazioni del segretario della Nato Rutte sono gravissime e sbugiardano Giorgia Meloni. 500 voli americani a sostegno della guerra in Iran confermano purtroppo che il governo italiano ha mentito al Parlamento. Ci viene da pensare che tutto quello che è successo tra Meloni e Trump sia semplicemente una grande presa in giro”, così il leader dei Verdi Angelo Bonelli.
Immediata anche una nota del Pd:
“Il Partito Democratico chiede chiarimenti urgenti al Governo sulla dichiarazione del segretario generale della Nato Mark Rutte, che ha affermato come le basi italiane abbiano svolto un ruolo determinante nel sostenere l’intervento militare statunitense contro l’Iran, definito da Rutte stesso come illegittimo e contrario ai principi e agli interessi dell’Italia.
Secondo quanto riportato da Rutte, dalla base italiana sarebbero decollati almeno 500 aerei americani, dato che contrasta con le rassicurazioni fornite in precedenza dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quale aveva garantito che il Paese non sarebbe stato coinvolto direttamente nelle operazioni belliche. Il Pd sottolinea che le proprie perplessità manifestate in Parlamento hanno ricevuto solo risposte vaghe e insufficienti da parte dell’Esecutivo.
Le affermazioni di Rutte vanno oltre: il segretario della Nato ha descritto l’Europa come una “piattaforma di proiezione della potenza americana”, evidenziando come il continente sia stato trasformato in strumento della logica di potenza dell’amministrazione Trump, fondata sulla prevalenza della forza sulla legalità internazionale.
In questo contesto, il responsabile Esteri, Europa e Cooperazione internazionale nella segreteria nazionale del Partito Democratico Giuseppe Provenzano sostiene che il Governo italiano, e in particolare la Presidente del Consiglio, ha l’obbligo di chiarire urgentemente queste gravi affermazioni, esigendo trasparenza su un tema di rilevanza strategica e costituzionale per la nazione”.