allerta sanitaria

Sempre più caldo: oggi 15 le città da bollino rosso (e picco nel weekend)

L’anticiclone africano spinge le temperature verso i 39 gradi: l’allerta sanitaria si estende da Nord a Centro-Sud, mentre aumentano i rischi legati ad afa, notti tropicali e stress urbano

Sempre più caldo: oggi 15 le città da bollino rosso (e picco nel weekend)

L’ondata di caldo africano che da giorni interessa l’Italia entra nella sua fase più critica. Dopo un inizio settimana già segnato da temperature elevate e notti tropicali, martedì 23 giugno il bollettino del Ministero della Salute porta a 15 le città da bollino rosso, il livello massimo di rischio per la salute. E la pressione non sembra destinata ad allentarsi: mercoledì 24 giugno2026 le città in rosso saliranno a 16, mentre nella seconda parte della settimana il caldo potrebbe intensificarsi ancora, soprattutto con l’avvicinarsi del fine settimana.

La fotografia del disagio arriva dai bollettini sulle ondate di calore, aggiornati dal Ministero per 27 città italiane. Il quadro è netto: l’alta pressione di matrice subtropicale continua a comprimere aria calda sul Mediterraneo, alimentando temperature oltre la media, afa nelle aree urbane e un progressivo accumulo di calore anche nelle ore notturne. Non è soltanto il valore massimo del termometro a preoccupare, ma la durata dell’episodio e la difficoltà delle città a raffreddarsi dopo il tramonto.

37/38 gradi in Pianura Padana di giorno, poi la "notte tropicale"
Notti tropicali

Da 12 a 15 città in rosso nel giro di ventiquattr’ore

Il salto dell’allerta è rapido. Lunedì 22 giugno le città da bollino rosso erano 12: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino e Verona. Martedì 23 giugno alla lista si aggiungono Ancona, Venezia e Viterbo, portando il totale a 15. Mercoledì 24 giugno è previsto un ulteriore aumento, con l’ingresso di Latina fra le città al livello massimo.

Il bollino rosso non indica semplicemente una giornata molto calda. Segnala condizioni climatiche che possono produrre effetti negativi non solo sulle persone fragili, come anziani, bambini piccoli e soggetti con patologie croniche, ma anche sulla popolazione generale.

È il motivo per cui le autorità sanitarie insistono sulla necessità di limitare gli spostamenti nelle ore più calde, evitare l’attività fisica intensa all’aperto e prestare attenzione ai segnali di disidratazione o colpo di calore.

Il peso delle notti tropicali

Il disagio maggiore, in molte città, non si esaurirà nel pomeriggio. Nelle aree urbane più esposte all’isola di calore, come Milano, Firenze e Roma, il problema sarà anche serale e notturno. Quando le minime restano elevate e l’umidità aumenta, il corpo fatica a recuperare. Le cosiddette notti tropicali, con temperature che non scendono sotto soglie di reale sollievo, peggiorano la qualità del sonno e aumentano lo stress fisico, soprattutto per chi vive in case poco ventilate o senza raffrescamento adeguato.

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Caldo estremo

È questo il lato meno spettacolare ma più insidioso delle ondate di calore: non il picco isolato, ma la persistenza. Una giornata a 37 o 38 gradi può essere gestibile se seguita da una notte fresca. Diventa molto più problematica se si inserisce in una sequenza di giorni caldi, con asfalto, cemento e muri che rilasciano lentamente il calore accumulato.

L’anticiclone africano e il caldo europeo

La spinta arriva da una massa d’aria calda in risalita dal Sahara, sostenuta da un robusto anticiclone africano. Lo stesso schema sta interessando buona parte dell’Europa centro-occidentale, con temperature prossime ai 40 gradi in diversi Paesi e criticità anche per trasporti, turismo e infrastrutture. In Italia, le zone più esposte restano le pianure del Nord, le regioni tirreniche e le aree interne del Centro-Sud, dove le massime possono spingersi verso i 37-39 gradi.

Il punto più delicato è la durata. Le previsioni indicano che l’ondata di calore potrebbe accompagnare il Paese almeno fino alla fine del mese. Nella seconda parte della settimana, il caldo potrebbe accentuarsi ulteriormente, con un possibile nuovo picco tra venerdì e il weekend, soprattutto nelle zone interne e meno ventilate. Non è escluso che localmente si sfiorino i 40 gradi.

Città sotto stress, attenzione ai più fragili

Il caldo estremo è un problema sanitario prima ancora che meteorologico. Per questo il Ministero della Salute aggiorna i bollettini con previsioni a 24, 48 e 72 ore, proprio per permettere a cittadini, strutture sanitarie e amministrazioni locali di organizzarsi. Le raccomandazioni restano quelle ormai consolidate: evitare l’esposizione al sole tra le 11 e le 18, bere con regolarità, fare pasti leggeri, rinfrescare gli ambienti domestici e controllare le persone più vulnerabili.

La Protezione Civile ricorda in particolare di non uscire nelle ore più calde e di proteggere bambini e anziani dall’esposizione diretta al sole. Sono indicazioni semplici, ma decisive quando l’allerta passa dal disagio meteorologico al rischio sanitario. In giornate da bollino rosso, anche attività ordinarie come una passeggiata, una commissione o un viaggio in auto possono diventare più faticose del previsto.

Weekend osservato speciale

Il weekend diventa il prossimo snodo da monitorare. Se l’anticiclone manterrà la sua posizione sul Mediterraneo, il caldo accumulato nei giorni precedenti potrebbe amplificare l’afa e rendere ancora più pesanti le condizioni nelle grandi città. La differenza, a questo punto, la faranno soprattutto ventilazione, umidità e capacità delle temperature notturne di scendere almeno di qualche grado.