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Londra accusa Elon Musk di istigare la rivolta contro gli immigrati a Belfast

La replica del tycoon: "Sono i migranti assassini che decapitano persone innocenti nelle loro città d'origine a far infuriare la gente, non i "social media!"

Londra accusa Elon Musk di istigare la rivolta contro gli immigrati a Belfast

L’8 giugno 2026, uomo è stato gravemente ferito in un’aggressione con coltello nella capitale dell’Irlanda del Nord. Dopo l’attacco, la polizia ha arrestato un uomo sudanese di 30 anni, Hadi Alodid, successivamente comparso in tribunale con l’accusa di tentato omicidio.

La polizia dell’Irlanda del Nord ha precisato che l’episodio non viene trattato come terrorismo. L’aggressione è stata filmata e il video ha iniziato a circolare rapidbamente online, in particolare su X, la piattaforma di proprietà di Elon Musk. Il caso ha assunto subito una dimensione pubblica perché l’indagato è un richiedente asilo sudanese. Questo dettaglio è stato ripreso da account e figure anti-immigrazione, trasformando la vicenda giudiziaria in un tema politico.

“Solo protestando ripetutamente e in modo rumoroso ci sarà qualche cambiamento”, ha tuonato Elon Musk dalla sua piattaforma.

Le proteste del 9 giugno

Nella serata del 9 giugno 2026, a Belfast sono scoppiati disordini anti-immigrati. Uomini mascherati hanno incendiato abitazioni e veicoli, mentre alcune famiglie straniere sono state costrette a lasciare le proprie case.

La violenza si è concentrata in particolare in alcune aree dell’est e del nord di Belfast. La polizia è intervenuta con reparti antisommossa e ha utilizzato idranti per disperdere i manifestanti. Le autorità hanno parlato di attacchi rivolti contro persone appartenenti a minoranze etniche.

La premier nordirlandese Michelle O’Neill ha condannato gli episodi definendo gli attacchi contro le famiglie immigrate un atto di “codardia disgustosa”.

La famiglia della vittima chiede calma

La vittima, Stephen Ogilvie, un tecnico radiologo del servizio sanitario pubblico (Nhs) originario della Scozia, cha ha perso un occhio in seguito all’aggressione da parte del rifugiato sudanese Hadi Alodid, è ricoverato in ospedale in condizioni stabili. La sua famiglia, in un comunicato, si dice “disgustata” dalle violenze e ha lanciato un invito alla moderazione:

“Vogliamo chiarire in modo inequivocabile che i disordini notturni non sono benvenuti e che la protesta pacifica è l’unica via da seguire”, aveva affermato la famiglia.

La richiesta della famiglia è arrivata mentre in città proseguivano tensioni e proteste. Nel frattempo, però il video dell’aggressione e i contenuti collegati erano già stati rilanciati da account anti-immigrazione e da figure della destra radicale britannica.

“Abbiamo molti migranti che danno un contributo estremamente prezioso al nostro Paese, anche nel sistema sanitario e nel settore dell’ospitalità, e dipendiamo da loro per il funzionamento del nostro Paese”, avevano aggiunto i familiari dell’uomo ferito, sottolineando di non volere che questa “terribile tragedia venga utilizzata per dividere le persone o alimentare l’ostilità”.

Le accuse di Londra contro X

Ieri, 10 giugno 2026, il regolatore britannico Ofcom ha avvertito le piattaforme online sui rischi legali legati alla diffusione di contenuti che incitano alla violenza o all’odio. L’intervento è arrivato dopo i disordini di Belfast.

La ministra britannica della Tecnologia, Liz Kendall, ha dichiarato che incitare alla violenza sui social media è illegale e ha chiesto a Ofcom di confrontarsi con urgenza con le piattaforme, inclusa X. Il governo britannico ha richiamato le società digitali agli obblighi previsti dall’Online Safety Act.

Il Guardian ha scritto che X non rischierà interventi immediati del governo britannico per la rimozione dei post collegati ai disordini di Belfast almeno per due mesi, nonostante le critiche rivolte alla piattaforma e al suo proprietario.

Le parole di Hilary Benn

Hilary Benn, ministro britannico per l’Irlanda del Nord, ha definito le violenze “racist thuggery”, cioè “teppismo razzista”. Benn ha respinto l’idea che gli episodi possano essere considerati una normale protesta. Sarebbero circolati online, secondo le autorità, liste di indirizzi collegati a richiedenti asilo e ad attività gestite da migranti.

Naomi Long, ministra della Giustizia dell’Irlanda del Nord, ha accusato commentatori e agitatori online di avere contribuito ad alimentare le tensioni.

Farage: “Condanno disordini ma la paura della gente non stupisca”

Il capo di Reform UkNigel Farage, ha espresso condanna per i disordini che hanno scosso ieri Belfast ma ha sottolineato che la maggior parte delle persone scese in strada per protestare, dopo l’accoltellamento di un residente commesso da un rifugiato sudanese, “L’uomo responsabile dell’aggressione è entrato illegalmente. E c’è da stupirsi che la gente a Belfast e altrove abbia paura?”.

Il ruolo (e la replica) di Elon Musk

Elon Musk è entrato nella vicenda perché, nei giorni successivi all’accoltellamento, ha rilanciato su X contenuti e messaggi collegati alle proteste anti-immigrazione.

Il tycoon ha condiviso o amplificato contenuti collegati alla protesta, compresi messaggi di esponenti e account anti-immigrazione. Musk, non nuovo a interventi a gamba tesa nella situazione interna in Gran Bretagna, ha aizzato le proteste anti-immigrati, rilanciando anche un post dell’attivista di estrema destra, Tommy Robinson, in cui vi era la lista degli appuntamenti per i dimostranti.

“E’ sconvolgente, chiunque cerchi di sfruttare una situazione del genere per la propria agenda politica fa qualcosa di gravemente sbagliato e provoca danni”, ha commentato la presidente del Labour Party, Anna Turley, parlando del tycoon.

Ha inoltre rimandato al mittente le polemiche circa una sua “invasione di campo”:

“Sono i migranti assassini che decapitano persone innocenti nelle loro città d’origine a far infuriare la gente, non i “social media!“.

Il 4 giugno 2026, pochi giorni prima dei fatti di Belfast, il primo ministro britannico Keir Starmer aveva già accusato Musk di interferire nella politica britannica. Dopo le violenze di Belfast, Keir Starmer ha condannato gli episodi. Il primo ministro britannico ha definito le scene viste in città “completamente inaccettabili”.

La posizione del governo britannico è che la libertà di discutere di immigrazione non possa coprire l’incitamento alla violenza o gli attacchi contro persone in base all’origine.

Belfast e la memoria dei Troubles

Belfast è una città con una storia recente segnata dai Troubles, il conflitto politico e settario che per circa trent’anni ha coinvolto comunità cattolico-nazionaliste e protestante-unioniste, fino all’Accordo del Venerdì Santo del 1998.

Le violenze anti-immigrati di giugno 2026 hanno richiamato alla memoria alcuni elementi di quel passato: uomini mascherati, famiglie costrette a lasciare le case, polizia in assetto antisommossa e incendi nelle strade. Il contesto attuale, però, è diverso: al centro non c’è lo scontro settario tradizionale dell’Irlanda del Nord, ma la tensione sull’immigrazione, alimentata anche dalla diffusione online di video, indirizzi, messaggi e convocazioni di protesta.