REPORT AGENAS

Liste d’attesa Sanità: “Nel 2026 già in ritardo 1.9 milioni di prime visite ed esami”

Tuttavia ci sono miglioramenti nel rispetto dei tempi massimi: in 16 Regioni per le prime visite e in 15 Regioni per gli esami diagnostici

Liste d’attesa Sanità: “Nel 2026 già in ritardo 1.9 milioni di prime visite ed esami”

L’introduzione della Piattaforma Nazionale delle Liste d’Attesa, istituita dal DL 73/2024, ha permesso per la prima volta di misurare su scala nazionale i tempi di erogazione delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.

Attraverso l’analisi di 65 milioni di prenotazioni acquisite tra gennaio 2025 e aprile 2026, l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) può oggi individuare le criticità e misurare l’impatto delle misure correttive.

L’Agenas però fa sapere che in Italia, durante il primo quadrimestre 2026, non sono state erogate 1.225.915 di prestazioni di visite mediche. Per quanto per gli esami diagnostici, quali ecografie, risonanze e tac quelli effettuati fuori tempo massimo sono stati 688.543.

Il totale tra prime visite ed esami diagnostici è 1.914.458.

Monitoraggio costante della sanità

Nel confronto tra il primo quadrimestre del 2025 e lo stesso periodo del 2026, la percentuale di rispetto dei tempi massimi per le prime visite è salita dal 76,1% al 78,7%.

Classe di Priorità 1° Quadrimestre 2025 1° Quadrimestre 2026 Trend
U – Urgente (3 giorni) 76,90% 80,60% Migliorato
B – Breve (10 giorni) 76,80% 80,20% Migliorato
D – Differito (30 giorni) 69,40% 73,20% Migliorato
P – Programmata (120 giorni) 84,70% 84,70% Stabile
TOTALE NAZIONALE 76,10% 78,70% Migliorato

 

Un progresso analogo si registra per gli esami diagnostici, passati dall’83,0% all’84,7% di puntualità rispetto alle soglie di garanzia.

Classe di Priorità 1° Quadrimestre 2025 1° Quadrimestre 2026 Trend
U – Urgente (3 giorni) 72,40% 75,70% Migliorato
B – Breve (10 giorni) 75,20% 77,30% Migliorato
D – Differito (60 giorni) 83,20% 85,30% Migliorato
P – Programmata (120 giorni) 85,80% 86,80% Migliorato
TOTALE NAZIONALE 83,00% 84,70% Migliorato

 

Il miglioramento è particolarmente marcato per le prestazioni urgenti e brevi, a testimonianza di una maggiore capacità del sistema di gestire i bisogni clinici immediati.

Rispetto tempi per prime visite

L’analisi regionale per le prime visite mostra risultati positivi in 16 realtà su 21. Di seguito le percentuali di garanzia registrate nel primo quadrimestre del 2025 e del 2026.

Regione 2025 2026 Trend
Abruzzo 77,00% 73,60% ⬇️
Basilicata 90,30% 98,80% ⬆️
Calabria 91,90% 87,00% ⬇️
Campania 84,80% 85,80% ⬆️
Emilia-Romagna 73,70% 77,70% ⬆️
Friuli Venezia Giulia 63,70% 68,30% ⬆️
Lazio 94,80% 90,60% ⬇️
Liguria 58,00% 83,10% ⬆️
Lombardia 72,50% 80,30% ⬆️
Marche 93,00% 94,70% ⬆️
Molise 88,70% 88,80% ⬆️
Piemonte 69,00% 71,20% ⬆️
P.A. Bolzano 71,50% 80,00% ⬆️
P.A. Trento 61,50% 56,10% ⬇️
Puglia 53,40% 56,20% ⬆️
Sardegna 68,30% 62,50% ⬇️
Sicilia 88,00% 80,60% ⬇️
Toscana 76,30% 76,80% ⬆️
Umbria 57,20% 63,10% ⬆️
Valle d’Aosta 80,10% 77,10% ⬇️
Veneto 90,70% 92,80% ⬆️
TOTALE ITALIA 76,10% 78,70% ⬆️
  • Le regioni migliori: La Basilicata (98,8%), le Marche (94,7%) e il Veneto (92,8%) guidano la classifica per efficienza. La Liguria registra il recupero più netto, crescendo di ben 25 punti percentuali.
  • Le regioni peggiori: I dati più bassi si rilevano nella P.A. di Trento (56,1%) e in Puglia (56,2%). Cali significativi interessano la Sicilia (-7,4%) e la Sardegna (-5,8%).

Efficienza negli esami diagnostici

Anche per gli accertamenti diagnostici si riscontrano buoni risultati in 15 Regioni su 21. La tabella seguente dettaglia le performance territoriali.

Regione 2025 2026 Trend
Abruzzo 78,50% 65,00% ⬇️
Basilicata 88,90% 94,90% ⬆️
Calabria 89,70% 85,00% ⬇️
Campania 96,20% 96,30% ⬆️
Emilia-Romagna 84,30% 89,20% ⬆️
Friuli Venezia Giulia 76,00% 80,40% ⬆️
Lazio 91,30% 88,70% ⬇️
Liguria 67,70% 86,30% ⬆️
Lombardia 78,00% 84,80% ⬆️
Marche 89,50% 92,40% ⬆️
Molise 87,00% 89,80% ⬆️
Piemonte 83,20% 81,30% ⬇️
P.A. Bolzano 81,70% 77,50% ⬇️
P.A. Trento 75,90% 75,50% ⬇️
Puglia 59,70% 64,10% ⬆️
Sardegna 74,20% 77,30% ⬆️
Sicilia 76,60% 72,80% ⬇️
Toscana 92,10% 90,10% ⬇️
Umbria 53,40% 62,80% ⬆️
Valle d’Aosta 75,40% 69,20% ⬇️
Veneto 96,10% 97,60% ⬆️
TOTALE ITALIA 83,00% 84,70% ⬆️
  • Le regioni migliori: Il Veneto (97,6%), la Campania (96,3%) e la Basilicata (94,9%) occupano i vertici della classifica. Spiccano i miglioramenti di Liguria (+18,6%) e Umbria (+9,4%).
  • Le regioni peggiori: La flessione più netta è dell’Abruzzo, che scende dal 78,5% al 65,0%. Risultano in calo anche la Valle d’Aosta (69,2%) e la Sicilia (72,8%).

Analisi delle criticità rilevate

L’approfondimento dei dati ha isolato quattro fattori critici su cui intervenire. Il primo è l’appropriatezza prescrittiva: in alcune regioni l’uso del codice P (120 giorni) è anomalo, superando l’80% delle prescrizioni.

In secondo luogo, il 20% dei pazienti rifiuta la prima data proposta, finendo fuori soglia. Inoltre, in tre regioni si registrano difficoltà di accesso al CUP e, a livello nazionale, solo il 50,3% delle prime visite e il 54,4% degli esami prescritti si trasforma in una prenotazione effettiva nel SSN.

Verso una nuova governance

Le buone pratiche individuate includono la centralizzazione delle agende, l’apertura degli ambulatori nei weekend e il recall dei pazienti per ridurre i “no-show”. AGENAS pubblicherà un bollettino trimestrale per garantire trasparenza sui tempi di attesa regionali. L’obiettivo è un sistema che accompagni le persone senza lasciarle sole:

“L’anziano e la persona già in carico non devono andare a CUP, perché il sistema li conosce e li accompagna. Per loro, prenota chi prescrive”.