Meno di due settimane dopo il primo abbordaggio avvenuto a Creta, le barche della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria per Gaza, sono state intercettate dalla marina israelina al largo di Cipro, di nuovo in acque internazionali.

Ne danno notizia gli attivisti della Flotilla:
“Le navi militari stanno intercettando la nostra flotta e le forze IDF stanno imbarcando la prima delle nostre navi in pieno giorno. Chiediamo un passaggio sicuro per la nostra missione umanitaria legale e non violenta. I governi devono agire ora per fermare questi atti illegali o pirateria volti a mantenere l’assedio genocida di Israele su Gaza. La normalizzazione della violenza dell’occupazione è una minaccia per tutti noi. TESTIMONE È PROTEZIONE. FATE PRESSIONI AI VOSTRI GOVERNI”.
Anche dalle imbarcazioni dei nostri connazionali si sta verificando lo stesso abbordaggio:
“Navi militari stanno intercettando la flotta e militari IOF salgono sulle nostre barche alla luce del sole. La nostra è una missione umanitaria non violenta. I governi devono agire adesso. Siate testimoni, fate pressione sui vostri governi”.
Anche i media israeliani riportano l’accaduto. In particolare il Times of Israel ha mostrato, in una diretta streaming, i soldati dell’IDF che hanno bloccato e sono saliti su alcune barche. La Global Sumud Flotilla ha dichiarato di avere perso il contatto con 23 imbarcazioni.
Il ministero degli Esteri di Israele, in una nota pubblicata su X, si è espresso con queste parole:
“Ancora una volta, una provocazione fine a se stessa: un’altra cosiddetta ‘flottiglia di aiuti umanitari’ senza alcun aiuto umanitario. Questa volta, due violenti gruppi turchi – Mavi Marmara e IHH, quest’ultimo designato come organizzazione terroristica – fanno parte della provocazione”.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani in merito all’intercettazione delle barche della Global Sumud Flotilla, alcune delle quali con bandiera italiana e su cui stanno viaggiando anche 35 nostri connazionali, ha dichiarato:
“Anche oggi stiamo seguendo minuto per minuto l’evoluzione di tutte le vicende della Flottiglia attraverso l’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri e le nostre Ambasciate in Israele, Turchia e Cipro. A Tel Aviv hanno già svolto, su mia indicazione, tutti gli ulteriori passi necessari per chiedere alle autorità israeliane di garantire la sicurezza e l’incolumità dei cittadini italiani coinvolti“.
Il primo abbordaggio, gli attivisti incarcerati e la ripartenza dalla Turchia
Ricordiamo che la seconda missione della Global Sumud Flotilla era già stata intercettata nella notte tra il 29 e il 30 aprile 2026, quando alcune imbarcazioni sono state bloccate e danneggiate dalle unità navali israeliane: quella stessa notte 175 persone sono state detenute su una nave dell’IDF per poi essere liberate.
I due attivisti Thiago Ávila e Saif Abu Keshek, accusati rispettivamente di attività illegali e di appartenenza a un gruppo terroristico, erano stati portati in un carcere israeliano, dove sono rimasti fino allo scorso 10 maggio 2026, quando sono stati liberati.
Dopo il primo abbordaggio, le imbarcazioni che non sono state fermate dall’esercito di Israele si sono riorganizzate in Turchia. Da lì, 53 barche della Global Sumud Flotilla, su cui viaggiano circa 500 attivisti di oltre 40 Paesi, sono ripartite il 14 maggio verso Gaza, nel tentativo di rompere il blocco navale israeliano.