Israele ha espulso Saif Abukeshek e Thiago Ávila, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati nei giorni scorsi dopo l’intercettazione di oltre venti imbarcazioni dell’iniziativa pro-Palestina dirette verso Gaza.
A renderlo noto è stato il ministero degli Esteri israeliano attraverso un messaggio pubblicato su X, nel quale il governo ha spiegato che i due attivisti sono stati allontanati dal Paese dopo il completamento delle indagini.
La posizione israeliana
Nel comunicato diffuso sui social, il ministero ha definito i due membri della Flotilla “provocatori professionisti” e ha ribadito la linea dura sul blocco navale imposto alla Striscia di Gaza.
“Dopo il completamento delle indagini, i due provocatori professionisti, appartenenti alla flottiglia delle provocazioni, sono stati espulsi oggi da Israele. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza”, si legge nella nota ufficiale.
L’arresto in mare
Saif Abukeshek e Thiago Ávila erano stati fermati dopo l’intercettazione delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali. Gli attivisti erano rimasti in stato di detenzione per oltre una settimana.
Nei giorni successivi all’arresto, il ministero degli Esteri israeliano aveva inoltre respinto le accuse mosse dagli attivisti, che avevano denunciato presunti maltrattamenti durante la detenzione.
Secondo la versione fornita da Israele, “contrariamente alle false e infondate affermazioni preparate in anticipo, Saif Abu Keshek e Thiago Avila non sono mai stati torturati”.
Le accuse respinte
Il governo israeliano ha sostenuto che gli interventi delle forze di sicurezza si sarebbero resi necessari dopo “un violento scontro fisico contro i membri dell’equipaggio israeliano”, aggiungendo che il personale sarebbe intervenuto “per fermare tali azioni”.
Le dichiarazioni ufficiali arrivano mentre resta alta la tensione internazionale attorno alle iniziative via mare organizzate da gruppi pro-Palestina per raggiungere Gaza nonostante il blocco imposto da Israele. Il resto delle imbarcazioni che non era stato abbordato dalla marina militare israeliana, dopo giorni di riorganizzazione a Creta, è salpata di nuovo, raggiungendo la Turchia. Qui le file della Flotilla (bis) si “rimpolperanno” con nuove barche che prenderanno parte alla missione umanitaria per Gaza.
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Il ruolo della Spagna
Nelle ultime ore anche il governo spagnolo si era attivato per favorire il rientro di Saif Abukeshek, attivista di origini palestinesi residente a Barcellona e in possesso della cittadinanza spagnola.
Il ministro degli Esteri José Manuel Albares aveva parlato di “un momento di grande felicità”, assicurando il massimo impegno diplomatico per garantire il ritorno dell’attivista “il prima possibile”.
Abukeshek aveva inoltre avviato uno sciopero della fame il 30 aprile scorso dopo che un tribunale israeliano aveva prorogato la sua detenzione per diversi giorni, circostanza che aveva suscitato preoccupazione sulle sue condizioni di salute.