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Guerra Iran, Trump: “Cessate il fuoco ormai moribondo”

Teheran fa spallucce, il presidente Usa cerca la sponda della Cina

Guerra Iran, Trump: “Cessate il fuoco ormai moribondo”

Torna a salire la tensione sul conflitto in Medio Oriente dopo la risposta dell’Iran alla proposta avanzata dagli Stati Uniti per chiudere la guerra.

Il presidente americano Donald Trump ha definito “inaccettabile” la replica di Teheran, sostenendo che il cessate il fuoco sia ormai “moribondo” e “attaccato alle macchine per sopravvivere”.

Ha l’1% di possibilità di reggere”, ha dichiarato il Capo della Casa Bianca, lasciando intendere che Washington starebbe valutando anche la ripresa dell’operazione “Project Freedom” nello Stretto di Hormuz.

Apertura diplomatica

Nonostante i toni durissimi, Trump continua però a considerare “molto possibile” una soluzione diplomatica alla crisi, pur definendo “indegna” la leadership della Repubblica islamica.

Anche il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha aperto alla possibilità di negoziati, precisando però che eventuali trattative dovranno svolgersi “da una posizione di dignità, saggezza e opportunità”.

Pezeshkian

Secondo Teheran, qualsiasi accordo dovrà rispettare “gli interessi del popolo iraniano” e le indicazioni della Guida Suprema.

Le richieste iraniane

La Repubblica islamica ha definito “eccessive” le richieste avanzate dagli Stati Uniti, sostenendo che il piano americano avrebbe comportato “la sottomissione di Teheran.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha invece descritto le proposte iraniane come “generose e razionali.

Tra le richieste avanzate da Teheran figurano la fine immediata della guerra, la revoca delle sanzioni, il termine del blocco navale statunitense e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz.

Sul programma nucleare, l’Iran non ha assunto impegni preliminari immediati, pur confermando la disponibilità a discutere nei successivi 30 giorni di negoziato la diluizione di parte dell’uranio arricchito e il possibile trasferimento in un Paese terzo.

Replicando a Trump, anche Ghalibaf, Presidente del parlamento iraniano, sui social ha detto:

“Le nostre forze armate sono pronte a rispondere e a dare una lezione per qualsiasi aggressione. Una cattiva strategia e decisioni sbagliate portano sempre a risultati negativi. Il mondo lo sa già. Non c’è alternativa se non accettare i diritti del popolo iraniano come delineati nella proposta a 14 punti. Qualsiasi altro approccio sarà completamente inconcludente; nient’altro che un fallimento dopo l’altro”.

Ghalibaf

Attesa per incontro Trump-Xi Jinping

Secondo indiscrezioni riportate dalla CNN, i negoziati tra Stati Uniti e Iran difficilmente registreranno progressi significativi prima dell’atteso incontro tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping previsto a Pechino nei prossimi giorni.

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Xi Jinping

La visita viene considerata decisiva anche per gli equilibri del conflitto mediorientale, soprattutto per il ruolo diplomatico ed economico assunto dalla Cina nella regione.

Teheran ha già espresso sostegno al piano in quattro punti promosso da Xi Jinping per favorire pace e stabilità in Medio Oriente.

La proposta cinese si basa su principi generali come la coesistenza pacifica, il rispetto della sovranità nazionale e il coordinamento sulla sicurezza internazionale.

Parallelamente, Pechino e Pakistan hanno elaborato anche un piano più dettagliato presentato nei mesi scorsi, confermando il crescente coinvolgimento del Dragone nella crisi regionale.

Per Trump, il viaggio in Cina potrebbe quindi trasformarsi in un passaggio decisivo per ottenere il sostegno di Pechino e provare a sbloccare il negoziato con l’Iran.