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Decreto sicurezza entro domani voto definitivo, poi correttivo in Cdm su “Bonus remigrazione agli avvocati”

Meloni: "Lo abbiamo previsto per rendere chiari i criteri di accesso e il meccanismo di distribuzione dei fondi". Schlein: "Clamoroso pasticcio istituzionale"

Decreto sicurezza entro domani voto definitivo, poi correttivo in Cdm su “Bonus remigrazione agli avvocati”

Mercoledì 22 aprile 2026, la Camera ha approvato la fiducia posta dal governo sul decreto Sicurezza con 203 voti favorevoli, 117 contrari e tre astenuti. Il voto finale è atteso per domani, venerdì 24 aprile.

Decreto sicurezza entro domani voto definitivo

Negli scorsi giorni, il Parlamento ha visto intensificarsi le discussioni sul Decreto sicurezza, provvedimento centrale per il governo in materia di ordine pubblico e gestione dei flussi migratori.

L’attenzione non si è concentrata solo sulle norme principali, che mirano a rafforzare controlli e procedure, ma anche su misure accessorie come il cosiddetto “Bonus remigrazione agli avvocati”, un incentivo pensato per agevolare gli avvocati che seguono pratiche legali di ricongiungimento familiare o l’assistenza a cittadini rientrati dall’estero.

Una decisione che arriva dopo lo ‘stop’ del Quirinale alla norma sugli avvocati. Il Capo dello Stato ha detto chiaramente che la norma, così com’era, non poteva andare. Da qui la necessità di intervenire.

Nel pomeriggio di lunedì 20 aprile 2026, infatti, Mattarella ha convocato al Quirinale il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per parlare dei problemi del decreto, in particolare il passaggio del testo in si introduce un compenso economico, una sorta di premio, agli avvocati che assistono le persone migranti nelle pratiche di rimpatrio volontario, se il rimpatrio va a buon fine.

Decreto sicurezza entro domani voto definitivo, poi correttivo in Cdm su "Bonus remigrazione agli avvocati"
Sergio Mattarella

La misura, finanziata con 246mila euro per il 2026 e 492mila euro annui per il 2027 e il 2028, ha suscitato forti critiche anche dalle opposizioni.

Inoltre, il Consiglio nazionale forense, ha dichiarato di non essere stato consultato e ha chiesto di essere escluso.

Il correttivo

Il governo, con le spalle al muro e i tempi stretti, ha quindi annunciato un decreto correttivo, pur confermando l’impianto della norma. La premier Giorgia Meloni ha precisato che “la norma rimane” nella sua sostanza, ma che saranno recepiti i rilievi tecnici arrivati dal Colle e dall’avvocatura.

La maggioranza ha sottolineato la necessità di accelerare l’iter del decreto, definendolo uno strumento indispensabile per garantire sicurezza e protezione dei cittadini, soprattutto nelle aree urbane con maggiore pressione migratoria. Meloni ha sottolineato:

“Abbiamo previsto il correttivo per rendere chiari i criteri di accesso e il meccanismo di distribuzione dei fondi”.

Il correttivo, messo a punto dopo i rilievi del Colle, dovrà arrivare contemporaneamente alla conversione in legge: nella tarda mattinata di venerdì, quando è previsto il voto finale, il Consiglio dei ministri si riunirà proprio nella sala del governo a Montecitorio, per varare un nuovo decreto che modificherà l’articolo sui rimpatri.

Il correttivo è basato sulle “osservazioni che ci sono pervenute dal Quirinale. Come abbiamo sempre fatto, noi teniamo in massima considerazione le osservazioni del Colle – esplicita il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi –. La norma comunque mantiene una sua utilità e nobiltà che noi volevamo conferirle, e cioè rilanciare un tema, quello dei rimpatri volontari assistiti che già si fanno insieme a organizzazioni umanitarie, quindi lo faremo secondo le osservazioni che ci sono pervenute”.

Decreto sicurezza entro domani voto definitivo, poi correttivo in Cdm su "Bonus remigrazione agli avvocati"
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

In queste ore l’attenzione dei tecnici è tutta focalizzata sulle coperture dal momento che si amplia la platea dei destinatari del contributo (615 euro per ogni procedimento) estendendola, oltre agli avvocati, anche ad altri mediatori ed associazioni che potranno intervenire. Questo contributo sarà erogato anche se la pratica di rimpatrio volontario non andrà a buon fine.

E anche per questo motivo i costi inevitabilmente saliranno.

“Ci stiamo lavorando – risponde il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti -. Non posso dire quale sarà l’esito dell’esame della Ragioneria, che sarà come sempre rigoroso e serio”.

Decreto sicurezza entro domani voto definitivo, poi correttivo in Cdm su "Bonus remigrazione agli avvocati"
Il ministro del Mef Giancarlo Giorgetti

L’appuntamento di domani

Domani, 24 aprile 2026, il Parlamento sarà chiamato al voto definitivo sul Decreto sicurezza, ultimo passaggio prima che il provvedimento torni in Cdm per l’approvazione del correttivo relativo al bonus per gli avvocati. Il governo punta a chiudere rapidamente l’iter, rendendo operative le nuove norme nei prossimi mesi e chiarendo definitivamente i criteri di accesso al bonus.

Meloni ha ribadito che l’obiettivo è garantire sicurezza, trasparenza e gestione responsabile delle risorse pubbliche, sottolineando che il correttivo non modificherà gli obiettivi principali del decreto, ma servirà a rendere più chiari i meccanismi di distribuzione dei fondi e a rafforzare la fiducia nel provvedimento.

L’attenzione resta alta, sia per le tensioni parlamentari sia per le pressioni dell’opinione pubblica, ma il governo vuole chiudere rapidamente l’iter legislativo e portare a compimento uno dei suoi provvedimenti chiave.

Opposizioni sul piede di guerra

Le opposizioni – intanto – sono sul piede di guerra.

E’ l’ennesimo “decreto propaganda”, attacca la segretaria Dem Elly Schlein che osserva anche come a questo si aggiunga un “clamoroso pasticcio istituzionale: stanno correndo per approvare una norma che un minuto dopo dovranno correggere con un’altra norma e il tutto grazie all’intervento del Colle altrimenti avrebbero tirato dritto”.

Giuseppe Conte, leader pentastellato:

“Meloni ha detto che” quella sugli incentivi per i rimpatri “è una norma di buon senso'”, mentre configura “due reati: patrocinio infedele” e “corruzione. State costringendo gli avvocati a commettere due reati! Questo è il tentativo disperato di rimediare ai vostri fallimenti” sulla “gestione dei flussi” con “320 mila sbarchi”, sui “salvataggi, sui rimpatri e sui centri in Albania…”.

E’ “un ulteriore sfregio della carta costituzionale”, rincara il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

Per Gianangelo Bof della Lega “non è un reato ma una parificazione. Diamo il gratuito patrocinio a chi vuol fare ricorso per rimanere nel nostro paese anche se non ne ha diritto e, però, poi ci scandalizziamo se diamo un contributo per aiutare le pratiche” per “chi liberamente sceglie di tornare a casa propria”.

Più cauta Forza Italia: “A nostro avviso era giusto ascoltare il parere degli avvocati che non hanno detto cose sbagliate. Ora, ribadisco, valuteremo nel merito la nuova proposta”, dice il portavoce Raffaele Nevi. 

Intanto l’Aula di Montecitorio si prepara ad affrontare altre ore di fuoco prima del necessario via libera finale al dl sicurezza perché diventi finalmente legge.