crollo dei consensi

Anche i MAGA scaricano Trump, la teoria del complotto: “L’attentato in Pennsylvania fu messinscena”

Il referendum in Virginia ridefinisce i collegi elettorali e spinge molti fedelissimi a voltare le spalle a Trump, complicando il suo cammino verso le elezioni di midterm

Anche i MAGA scaricano Trump, la teoria del complotto: “L’attentato in Pennsylvania fu messinscena”

Non sono tempi facili per Donald Trump che sembra perdere consensi anche tra i suoi più fedeli sostenitori. In queste settimane, mentre la guerra in Iran e le ricadute economiche suscitano critiche crescenti, è emersa una nuova teoria del complotto: secondo alcuni esponenti del mondo Maga, il fallito attentato del 13 luglio 2024 a Butler, Pennsylvania, sarebbe stato in realtà una messinscena orchestrata dallo stesso Trump per incrementare il sostegno popolare.

Anche i MAGA scaricano Trump, la teoria del complotto: "L'attentato in Pennsylvania fu messinscena"
Attentato a Trump

Anche i MAGA si rivoltano contro Trump

Questa ipotesi, inizialmente circolata tra i progressisti, ora si è diffusa tra gli ex ferventi sostenitori radicali, delusi dalle scelte internazionali del presidente e dall’impatto economico della guerra. La frustrazione di questi gruppi si manifesta nella convinzione che Trump abbia pianificato l’attentato per ottenere visibilità e consenso, tentando poi di insabbiare i dettagli come avvenuto con i documenti legati a Jeffrey Epstein.

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La sparatoria di Butler, che ha visto la morte di Thomas Crooks e il ferimento di altre tre persone prima che il tiratore fosse neutralizzato dal Secret Service, è diventata rapidamente simbolo e motivo di speculazioni. L’immagine del magnate che alza il pugno con l’orecchio sanguinante mentre viene portato via dalla sicurezza, seguita dai giorni successivi in cui indossava una grossa benda, ha alimentato la fantasia e il sospetto di chi interpreta la vicenda come un elemento di propaganda elettorale, simile alle teorie nate dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

Media e podcast

A riportare in auge la teoria della messinscena è stato Tucker Carlson, ex commentatore di Fox diventato critico verso Trump. Sul suo podcast, Carlson ha insinuato senza prove che l’FBI avrebbe insabbiato dettagli della sparatoria, rilanciando sospetti tra i sostenitori più radicali.

Anche Joe Kent, ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo dimessosi in segno di protesta contro la guerra in Iran, ha confermato in una recente apparizione sul podcast che le indagini sull’attentato sono state archiviate senza adeguata trasparenza da parte dell’amministrazione.

Il clima di sospetto si è rapidamente diffuso: secondo Wired, molti podcaster e influencer del mondo Maga oltranzista accusano Trump di essere diventato un “burattino di Israele“. Tra questi c’è Tim Dillon, che ha dichiarato apertamente di sospettare che l’attentato sia stato inscenato per mostrare al pubblico la dedizione di Trump e spronare i cittadini a votare per lui.

Gli utenti dei social hanno commentato con ironia: c’è chi paragona la vicenda a una produzione televisiva di Mark Burnett, chi scherza sulla rapidità con cui l’orecchio di Trump sarebbe guarito, evocando personaggi come Wolverine. Questi commenti contribuiscono a rendere virale la narrazione del possibile complotto tra i seguaci più radicali.

Elezioni di midterm e conseguenze politiche

Mentre il dibattito sul presunto complotto alimenta divisioni interne, la politica reale continua a muoversi. I democratici hanno recentemente vinto il referendum per la ridefinizione dei collegi elettorali in Virginia, modificando la mappa congressuale. Questo cambiamento potrebbe spostare l’equilibrio delle elezioni di midterm di novembre a favore dei democratici, penalizzando ulteriormente il partito di Trump.

La combinazione di delusione interna, speculazioni cospirazioniste e prospettive elettorali sfavorevoli rende la posizione di Trump instabile. Alcuni dei suoi sostenitori più ferventi sembrano ormai propensi a scaricarlo, amplificando la frattura all’interno del mondo Maga e generando un clima di incertezza senza precedenti.