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Impagnatiello, la Procura chiede appello bis: “Premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano”

La decisione della Cassazione potrebbe modificare in modo significativo il quadro giuridico dell’intera vicenda

Impagnatiello, la Procura chiede appello bis: “Premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano”

Oggi, 8 aprile 2026, Alessandro Impagnatiello, l’ex barman condannato all’ergastolo per il femminicidio della sua compagna Giulia Tramontano, è al centro di una nuova udienza in Cassazione, con la Procura generale che ha chiesto un processo di appello bis per il riconoscimento della premeditazione, aggravante che era stata esclusa in appello.

Impagnatiello: chiesto appello bis per la premeditazione

Il femminicidio, avvenuto il 27 maggio 2023 nell’appartamento di Senago, provincia di Milano, ha sconvolto l’opinione pubblica: Impagnatiello uccise la fidanzata incinta di sette mesi, infliggendole 37 coltellate, e il corpo venne ritrovato solo quattro giorni dopo. Nonostante la gravità dell’omicidio, la Corte d’Assise d’Appello aveva escluso la premeditazione, mentre nei primi due gradi di giudizio l’imputato era stato condannato all’ergastolo, con riconoscimento di altre aggravanti.

Impagnatiello: chiesto appello bis per la premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano
Giulia Tramontano

Nel corso della requisitoria davanti alla prima sezione della Suprema Corte, il sostituto procuratore generale Elisabetta Ceniccola ha ribadito che “quello di Giulia Tramontano fu un agguato, un omicidio premeditato”, sottolineando la gravità della condotta e i dettagli che secondo la Procura confermano la pianificazione dell’omicidio.

“Dall’arma già scelta, alla rimozione del tappeto, tutti elementi che erano stati valorizzati nella sentenza di primo grado, emerge chiaramente la premeditazione. Tra il progetto e il compimento dell’omicidio c’è stato tutto il tempo per riflettere. Impagnatiello era arrivato alla conclusione di quella che sarebbe stata la propria azione”, ha spiegato la pg Ceniccola.

Durante l’udienza, il sostituto procuratore ha anche chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso della difesa di Impagnatiello, che mirava a escludere l’aggravante della crudeltà e a ottenere il riconoscimento delle attenuanti generiche. La pg ha sottolineato come “molti punti della confessione contrastano con gli elementi di fatto acquisiti” e che la Corte d’Assise d’Appello avesse argomentato in maniera coerente e dettagliata sul tema della crudeltà.

Impagnatiello: chiesto appello bis per la premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano
Tramontano incinta

Il tema centrale del processo odierno riguarda quindi la premeditazione, esclusa in appello lo scorso giugno 2025. Nelle motivazioni della sentenza, la Corte d’Assise d’Appello spiegava che non vi erano prove sufficienti a retrodatare il proposito omicida rispetto al giorno dell’aggressione. Secondo i giudici, l’aver somministrato un topicida alla fidanzata nei mesi precedenti aveva lo scopo di provocare un aborto spontaneo, una “drastica soluzione” al figlio che l’uomo considerava un ostacolo per la sua carriera e la sua vita. La Corte aveva quindi distinto tra il tentativo di aborto e l’omicidio della madre, escludendo la premeditazione.

Rivalutazione degli elementi

La richiesta di appello bis avanzata oggi dalla Procura generale della Cassazione punta a rimettere al centro del dibattito giudiziario l’aggravante della premeditazione, valutando nuovamente tutti gli elementi raccolti durante le indagini e il primo grado di giudizio. L’esito della decisione potrebbe modificare in modo significativo il quadro giuridico dell’intera vicenda, confermando o meno la natura pianificata dell’omicidio.

La sentenza della Cassazione, che potrà confermare l’appello bis, è attesa nelle prossime ore.