Prima il video realizzato con l’intelligenza artificiale dove Gaza era stata “immaginata” come le Hawaii o le Maldive, ora, sempre con l’ausilio della tecnologia, una nuova bufera politica e mediatica dopo un video condiviso dallo stesso presidente degli Stati Uniti e poi cancellato
Un filmato dal contenuto apertamente offensivo e a sfondo razzista è infatti apparso per alcune ore sull’account Truth del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, per poi essere rimosso.

Da ex presidente e first lady a…scimmie
Nel video, realizzato come detto con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, i volti di Barack e Michelle Obama (ex presidente degli Stati Uniti e sua moglie) sono stati sovrapposti ai corpi di due scimmie immerse, manco a dirlo, in un’ambientazione da giungla.

Ma perché tanto accanimento, caratterizzato anche da connotazioni evidentemente razziali?
Subito gli osservatori politici del mondo a stelle e strisce hanno subito ricondotto la “trampata” al contesto delle accuse (in realtà negli anni mai dimostrate), di brogli elettorali nelle elezioni presidenziali del 2020 nel Michigan.
Uno scenario su cui Trump continua a insistere nonostante come detto l’assenza di prove.
La “trampata” delle scimmie, le reazioni sdegnate (anche dei Repubblicani)
Inutile dire che il contenuto del video ha suscitato reazioni indignate.
Più sorprendente che giudizi decisamente negativi siano arrivati anche da ambienti tradizionalmente vicini al mondo repubblicano.
Anzi, a segnalare per primi il video sono stati i “Repubblicani contro Trump”, un popolare account su X (ex Twitter) seguito da circa un milione di utenti, che ha parlato di un nuovo, inquietante punto di non ritorno nel linguaggio politico.
L’ondata di critiche ha rapidamente superato la visibilità del video stesso, spingendo la Casa Bianca a intervenire.
Offese all’ex presidente, la retromarcia di facciata della Casa Bianca
In un primo momento, da Washington ci si è rifugiati in una giustificazione “di comodo” e così come spesso accade, la diffusione del filmato è stata liquidata come un errore attribuibile a un membro dello staff.
Nel frattempo, però, il video continuava a rilanciare accuse infondate contro Dominion Voting Systems, la società incaricata del conteggio dei voti, già al centro di numerose teorie complottiste smentite dai tribunali.
Tutti contro The Donald, il fronte democratico
Le prese di posizione più dure sono arrivate dal fronte democratico.

L’ufficio stampa del governatore della California Gavin Newsom ha definito l’episodio “un comportamento spregevole”, invitando apertamente i repubblicani a condannarlo senza ambiguità.
Tono altrettanto netto quello di Ben Rhodes, ex consigliere per la sicurezza nazionale durante l’amministrazione Obama, che ha contrapposto l’eredità storica degli Obama all’immagine di Trump come una pagina oscura della storia americana.

La rimozione del video, ma il “colpevole” rimane uno
In risposta al divampare delle polemiche, la Casa Bianca ha inizialmente ancora ridimensionato la vicenda, descrivendo il filmato come un semplice meme circolato online, in cui Trump veniva rappresentato come il “Re della Giungla” e i democratici come personaggi ispirati al Re Leone.
Anzi, in una nota diffusa a Newsweek, si invitava a superare quella che veniva definita una “indignazione artificiale” per concentrarsi su temi più rilevanti per i cittadini.
Poche ore dopo, però, è arrivato il dietrofront definitivo: il video è stato rimosso. A motivare la decisione, ancora una volta, la Casa Bianca, che ha ribadito come la pubblicazione sia avvenuta per errore da parte di un membro dello staff.
Le “non scuse” di The Donald (che però condanna il razzismo)
Alla fine Trump non si è scusato per l’accaduto. Lo ha ribadito ai giornalisti a bordo dell’Air Force One che gli chiedevano se l’avrebbe fatto.
Pur spiegando di condannare il post, il razzismo e ogni sua forma il presidente Usa ha osservato:
“Non ho commesso alcun errore, non ho visto la parte offensiva del video, avevo visto solo la prima parte…Condanna alle immagine razziste? Certo che sì”.