La guerra continua

USA-Iran proseguono gli attacchi. Khamenei: “Firma sul memorandum priva di valore”. Trump: “Non me ne frega”

Morti due militari statunitensi in Giordania a causa degli attacchi dell'Iran. Gli USA replicano con un'offensiva su aree strategiche vicino a Hormuz. Teheran non indietreggia

USA-Iran proseguono gli attacchi. Khamenei: “Firma sul memorandum priva di valore”. Trump: “Non me ne frega”

Per l’ottava notte consecutiva Stati Uniti e Iran si sono lanciati attacchi reciproci. L’intesa raggiunta nelle scorse settimane sembra essere definitivamente saltata. Le più recenti dichiarazioni dei loro leader vanno verso quella direzione.

La firma del presidente Trump è priva di valore. Non è valida” ha affermato, come riferito dai media iraniani, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei.

Non me ne può fregare di meno” ha replicato il Presidente USA Donald Trump riguardo la decisione di Teheran di annullare il memorandum d’intesa siglato a Islamabad (Pakistan).

Gli attacchi USA per vendicare due militari uccisi

Gli avvicendamenti delle ultime ore riferiscono che due militari statunitensi sono rimasti uccisi in Giordania durante attacchi missilistici balistici e dei droni iraniani.

“E’ una cosa triste – ha commentato Trump – È doloroso assistere a tutto ciò. È un sacrificio compiuto al servizio del nostro Paese”.

Conseguenza di ciò è stata l’offensiva lanciata dal Comando Centrale degli USA. Attacchi “progettati per indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz e per punire rapidamente le Guardie Rivoluzionarie Islamiche“.

“Le forze del CENTCOM hanno colpito con successo strutture iraniane di sorveglianza costiera e difesa aerea, assetti marittimi e depositi di missili e droni, proseguendo nell’opera di indebolimento delle capacità militari iraniane. Le forze militari americane hanno inoltre preso di mira i reparti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica responsabili degli attacchi contro il personale statunitense in Giordania, avvenuti il ​​17 luglio.

Oltre 50.000 uomini e donne in uniforme degli Stati Uniti sono attualmente operativi in ​​tutto il Medio Oriente; essi mantengono un livello elevato di vigilanza e concentrazione, oltre a una spiccata capacità offensiva e alla massima prontezza operativa”.

Nel dettaglio, un attacco militare USA ha colpito una zona vicina a Sirik, località portuale iraniana situata in una posizione strategica nei pressi dello Stretto di Hormuz. Esplosioni sono state udite anche nella città portuale di Bandar Abbas e sull’isola di Qeshm (che ha una posizione geografica cruciale all’interno del Golfo Persico, vicino a Hormuz).

L’offensiva dell’Iran

Dall’altro lato, invece, Al Jazeera informa che l’esercito iraniano ha sferrato un attacco con droni contro due strutture militari statunitensi in Kuwait. Colpito un deposito di munizioni a Camp Al Adiri e sistemi Patriot e radar di difesa aerea nella base aerea di Ali Al Salem.

L’esercito del Kuwait ha infatti reso noto di aver intercettato missili e droni iraniani diretti verso il Paese, affermando che le esplosioni avvertite dalla popolazione sono il risultato dell’azione dei sistemi di difesa aerea contro “attacchi ostili”.

Ali Abdollahi, comandante del Comando centrale Khatam al-Anbiya, ha riferito:

“Le forze armate iraniane daranno una risposta decisiva e devastante a qualsiasi aggressione e atto di barbarie da parte del nemico. Infliggeremo loro costi molto più pesanti di quelli sostenuti nelle loro recenti guerre contro l’Iran”.

Anche in Bahrein, bersaglio da diversi giorni di attacchi iraniani contro i suoi vicini alleati degli Stati Uniti, sono risuonate le sirene antiaeree.