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Da 6 mesi a un anno

Sì al Green pass europeo, le scadenze e tutte le restrizioni nei Paesi Ue

Se hai fatto Astrazeneca... sei più fortunato in termini di tempi. Tutte le scadenze a seconda dei casi.

Sì al Green pass europeo, le scadenze e tutte le restrizioni nei Paesi Ue
Top News 21 Maggio 2021 ore 12:00

Novità importanti sul Green Pass, la certificazione verde introdotta dal decreto riaperture del 22 aprile 2021 utile a consentire una ripresa per spostamenti, turismo e partecipazione ad eventi. Nella serata di ieri, il premier Mario Draghi, ha firmato il testo finale del nuovo decreto legge Covid che dispone che il Green Pass sia rilasciato “anche contestualmente alla somministrazione della prima dose di vaccino” e che sia valido dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione fino “alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale”.

Ma le novità non si limitano a questo, la durata della certificazione, infatti, varia a seconda del vaccino al quale si è sottoposti.


Come funziona il Green Pass

Partiamo dal chiarire chi ha diritto al Green Pass: coloro che sono in possesso di certificato di avvenuta vaccinazione, coloro che sono guariti dal Covid-19 o si sono sottoposti a tampone molecolare con esito negativo al massimo 48 ore prima della partenza.

Come si richiede?

Può richiedere la certificazione di avvenuta vaccinazione anche chi è già stato immunizzato nelle scorse settimane, ma non ha ancora una documentazione che lo attesti.

In caso di avvenuta malattia: la certificazione è rilasciata in formato cartaceo o digitale, su richiesta dell’interessato, dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione, da quella dove si è stati curati oppure, per i pazienti che non hanno avuto bisogno di ricovero, dal medico di base.

In caso di tampone negativo: la certificazione rilasciata a seguito di un tampone negativo viene invece erogata dalle strutture presso cui si è effettuato il test: strutture sanitarie pubbliche, private autorizzate e accreditate, farmacie, ecc.

Per i vaccinati: come riportato dal Decreto-Legge 22 aprile 2021, n. 52, coloro che abbiano già completato il ciclo di vaccinazione e non abbiano ancora ricevuto alcuna forma di certificazione, possono richiederla alla struttura che ha erogato il trattamento sanitario oppure alla Regione Provincia autonoma in cui ha sede la struttura stessa.

È stato inoltre deciso di rilasciare la certificazione dopo la somministrazione della prima dose di vaccino, con validità dal “15° giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale”.

Qual è la durata del certificato in generale?

Ma quanto dura la certificazione?

In caso di guarigione dal Covid rimane di 6 mesi, a partire dalla data di avvenuta guarigione.

In caso di tampone negativo (molecolare o antigenico), il certificato ha una validità di 48 ore dall’esecuzione del test.

La durata del Green Pass per i vaccinati varia invece a seconda del tipo di siero ricevuto. Per chi riceve il vaccino AstraZeneca (il cui richiamo avviene dopo circa 3 mesi dalla prima dose), il Green Pass ha una validità di quasi un anno. Per chi viene immunizzato col vaccino monodose Johnson&Johnson, la durata della certificazione è di 9 mesi. I vaccini a Rna messaggero hanno invece tempi intermedi. Se consideriamo infatti che, fino a qualche settimana, l’intervallo di tempo tra prima e seconda dose di Pfizer e Moderna era rispettivamente di 21 e 28 giorni, ma una circolare del ministero della Salute ha previsto l’estensione fino a 42 giorni, le cose potrebbero cambiare. Non trattandosi inoltre di un obbligo e ogni Regione potrebbe procedere diversamente. In linea di massima per Pfizer e Moderna, laddove fosse previsto il richiamo dopo 42 giorni, il green pass vale per 28 giorni prima della seconda dose e quasi 10 mesi in tutto.

Si ricorda che il Green Pass italiano è valido solo per spostarsi in Italia.

Il Digital Green Certificate comunitario

E ci sono importanti novità anche per il Digital Green Certificate comunitario. Accordo raggiunto ieri, giovedì 20 maggio 2021, tra le istituzioni Ue (Consiglio, Parlamento e Commissione) sul cosiddetto 'green pass' che dovrebbe facilitare gli spostamenti tra i 27 Paesi dell'Unione.

Il testo sarà votato dalla commissione europarlamentare Libertà civili il 26 maggio e poi sottoposto all'approvazione finale della plenaria durante la prossima sessione, dal 7 al 10 giugno a Strasburgo. Dopo l'approvazione finale anche da parte del Consiglio Ue entrerà in vigore immediatamente, trattandosi di un regolamento comunitario che non ha bisogno di essere recepito negli ordinamenti nazionali. Il certificato consentirà comunque di spostarsi da un Paese all'altro dell'Unione senza ulteriori adempimenti, si applicherà anche ai cittadini Ue che risiedono fuori dall'Ue e che sono stati vaccinati con vaccini riconosciuti dall'Ema.

Ma come ci si può spostare ora in Europa?

Altro elemento da tenere presente è la profonda disomogenità fra regole e avanzamento del virus che permane nei diversi Paesi europei.

In Francia, per esempio, la situazione pare in netto miglioramento grazie agli oltre 30 milioni di cittadini vaccinati. Dal 16 maggio e fino al 31 luglio gli italiani potranno andare in Francia senza la necessità di una motivazione ma alla frontiera dovranno esibire un test molecolare effettuato nelle 72 ore precedenti al viaggio. Anche Oltralpe ci si sta organizzando per le riaperture e l'ammorbidimento del coprifuoco che dovrebbe essere eliminato dal 30 giugno.

Prima del rientro in Italia è necessario sottoporsi a tampone molecolare o antigenico nelle 48 ore antecedenti al viaggio, che è messo a disposizione gratuitamente dal Governo francese per incentivare il turismo.

Ottimale la situazione in Grecia, dove quasi il 28% della popolazione è ormai vaccinato. La nazione a forte vocazione turistica ha scelto di immunizzare subito chi lavora nel settore, per rilanciarlo. A partire dal 16 maggio e fino al 31 luglio gli italiani potranno andare in Grecia senza la necessità di una motivazione ma alla frontiera dovranno soddisfare una delle tre seguenti condizioni: essere vaccinati, avere effettuato un test molecolare di tipo PCR-RT effettuato nelle 72 ore precedenti al viaggio oppure mostrare un certificato di guarigione da Covid-19 negli ultimi 9 mesi. Lì la vita è quasi tornata alla normalità, in tutto il Paese il coprifuoco scatta alle 00.30 e dura fino alle 5:00 ma le misure restrittive variano da regione a regione. La Grecia è stata il primo Paese ad aprire ai turisti vaccinati e ad attuare l’immunizzazione a tappeto degli abitanti delle isole in modo da renderle Covid-free.

Cambiano da regione a regione le misure in vigore in Spagna. Secondo gli ultimi dati del ministero della Sanità, il 33,67% della popolazione ha ricevuto una dose di vaccino e il 15,95% è totalmente immunizzato. Per superare la frontiera serve un test molecolare negativo fatto entro 72 ore prima del viaggio e compilare un modulo sul sito Spain Travel Health che permetterà di entrare in possesso di un codice QR da mostrare alla frontiera.

Chi rientra in Italia dalla Spagna deve, oltre a compilare un’auto-dichiarazione, informare del proprio ingresso in Italia il Dipartimento di Prevenzione della ASL competente, sottoporsi a test molecolare o antigenico, effettuato a mezzo di tampone e risultato negativo, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso nel territorio italiano.

Bene anche il Portogallo, dove cala l'emergenza e il 31,2% della popolazione ha ricevuto almeno la prima dose. A Lisbona non vige il sistema a semafori della Ue ma ne ha uno proprio: per i viaggiatori provenienti da area Schengen e da Paesi con meno di 500 casi per 100 mila abitanti negli ultimi giorni, e quindi fra questi anche per i viaggiatori dall’Italia, l’obbligo è solo di un test Pcr negativo effettuato al massimo 72 ore prima della partenza.

Meno positiva la campagna vaccinale in Croazia, dove solo il 26% ha ottenuto la prima dose. Qui non c'è la distinzione per motivazioni del viaggio (turismo o ragioni essenziali sono ugualmente validi). A fare la differenza è il Paese da cui si arriva, sulla base del sistema a semafori in vigore nella Ue: chi arriva da Paesi verdi passa senza controlli, per gli altri, viaggiatori italiani compresi, è necessario fornire prova di una guarigione dal Covid (tampone positivo vecchio di almeno 11 giorni, seguito da uno negativo), di essere stati vaccinati o di avere eseguito nelle ultime 72 ore un tampone, con esito negativo.

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