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Sars-Cov-2: che differenza c'è tra variante Delta, Delta plus e Kappa

Il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) ha dichiarato che per la fine di agosto la variante Delta sarà responsabile del 90% dei contagi europei.

Sars-Cov-2: che differenza c'è tra variante Delta, Delta plus e Kappa
Top News 24 Giugno 2021 ore 13:49

La variante Delta si sta diffondendo sempre più a macchia d'olio e comincia a preoccupare.

Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), la variante Delta entro la fine di agosto rappresenterà il 90% di tutti i virus SARS-CoV-2 in circolazione nell'Unione europea.

A aumentare le preoccupazioni si è aggiunto anche il fatto che per tale ceppo siano già stati rilevati i sottotipi Delta Plus (o Delta+) e Kappa, ulteriore segnale che il virus Sars-Cov-2 è in continua evoluzione.


La domanda comune che ci si pone di fronte a tali cambiamenti è quindi: qual é la differenza tra variante Delta, Delta plus e Kappa?

Variante Delta, Delta+ e Kappa, quali sono le differenze?

Innanzitutto si deve precisare che dal 1° giugno 2021 l'Organizzazione mondiale della Sanità ha deliberato di cambiare il nome delle varianti di Sars-Covd-2, almeno per la loro denominazione comune, adottando il sistema delle lettere dell'alfabeto greco al posto della provenienza geografica per evitare scorrettezze e discriminazioni.

Variante Delta e Kappa

Le varianti Delta e Kappa del virus Sars-Cov-2 rappresentano due sottotipi della variante indiana (termine scientifico B.1.617), rilevata nella nazione asiatica a ottobre 2020 e diffusasi velocemente nel Regno Unito, Stati Uniti e Israele, causa principale dell'aumento dei contagi nei mesi di aprile e maggio scorso.

Il ceppo che include queste due varianti porta con sé le mutazioni E484Q (presenti anche nelle varianti gamma e beta, ossia in quelle giapponese e sudafriacana) e la L452R (rilevata anche nella variante epsilon californiana). La seconda mutazione interessa la proteina spike e potrebbe rendere il virus più infettivo, mentre la prima sembra rendere il virus meno suscettibile agli anticorpi sviluppati in seguito a una precedente infezione e forse anche a quelli prodotti dopo la somministrazione del vaccino.

La comunità scientifica è abbastanza concorde nel considerare Delta e Kappa come le varianti più contagiose e pericolose tra quelle scoperte finora.

Variante Delta plus (o Delta+)

La variante Delta plus (nota anche con la terminologia Delta+) rappresenta la mutazione successiva della mutazione Delta. Il nuovo ceppo è stato identificato in India dall’Istituto di genomica del Consiglio nazionale delle ricerche e risulta presente in tre stati indiani. Il Consorzio indiano ha lanciato l'allarme e ha parlato anche della facilità con cui la Delta plus si lega più facilmente alle cellule polmonari ed è anche potenzialmente resistente alla terapia con gli anticorpi monoclonali.

La variante Delta dilaga in Europa

Si diffonde rapidamente la variante Delta in Gran Bretagna e i nuovi contagi sono oltre 16mila in un solo giorno, il numero più alto dal 2 febbraio 2021. Questa mutazione del coronavirus rappresenta ormai circa il 98% delle nuove infezioni nel Regno Unito anche se i ricoveri ospedalieri, per ora, registrano un incremento più contenuto grazie ai vaccini.

Il Primo Ministro inglese, Boris Johnson, si mostra prudente, sottolinea come la decisione di rinviare l’ultima tappa delle riaperture post lockdown dal 21 giugno al 19 luglio sia stata molto importante, in uno scenario che vede i contagi tornare a correre. Il Premier sembra ottimista sul rispetto delle scadenze, ma senza escludere del tutto nuove restrizioni nei mesi autunnali se dovesse essere necessario.

In Portogallo, seconda nazione europea con il maggior numero di contagi da variante Delta dopo il Regno Unito, circa un mese dopo che il Paese ha riaperto ai visitatori dell’Unione Europea e della Gran Bretagna, si è registrato un incremento di casi.

La situazione in Italia

Anche in Italia sono stati rilevati diversi casi di focolai da variante Delta. Come raccontato da "Prima Lodi", 4 soggetti residenti nel Cremonese, 19 nel Piacentino e 2 nel Lodigiano hanno riscontrato la positività alla variante Delta del Covid-19. Si tratta di persone, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, che non hanno ancora ricevuto il vaccino. Tra i positivi non si registrano casi gravi e solo uno ha necessitato di ospedalizzazione, ma non in terapia intensiva

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Nelle ultime settimane, inoltre, nell’area del Vesuviano si sono registrati 83 casi di questa mutazione del Covid-19,  anche se fortunatamente nessun caso ha però necessitato finora di ricovero ospedaliero. 44 casi sono stati individuati anche a Torre del Greco, il comune con più abitanti dell’Asl Napoli 3.