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Proposta all'Anci

Riapertura delle scuole a settembre: le regole per asili, elementari e medie

Il Coni ha già storto il naso, temendo che per sopperire alla carenza di aule alla fine si utilizzeranno le palestre con buona pace dell'ora di ginnastica.

Riapertura delle scuole a settembre: le regole per asili, elementari e medie
Top News 16 Giugno 2020 ore 11:24

La scuola riparte. Il ministro Azzolina ha promesso niente plexiglas fra un banco e l'altro (in copertina l'ormai famosa foto dell'esperimento andato in scena poco tempo fa in un liceo di Bergamo), ma si riparte: il 14 settembre 2020, presumibilmente, se le Regioni diranno ok. Anche se per salvaguardare il distanziamento, gli istituti andranno alla ricerca di tutti gli spazi possibili e c'è già chi ha storto il naso, come il Coni, temendo che per sopperire alla carenza di aule alla fine si utilizzeranno le palestre con buona pace dell'ora di ginnastica.

La proposta pervenuta ad Anci

All'Associazione dei Comuni lombardi è pervenuta una proposta operativa. Alcune semplici regole per orientare la ripresa dopo il suono della prima campanella (a metterla a punto l'ufficio scolastico provinciale lecchese).

Regole per le scuole dell’infanzia:

  • Lezioni solo al mattino
  • Riduzione della numerosità dei gruppi di bambini
  • Ingressi scaglionati
  • I genitori non potranno accompagnare i loro bambini all’interno della scuola
  • Eventuali pasti andranno consumati in aula predisponendo adeguatamente le aule

La disponibilità di spazi e le misure da adottare con bambini così piccoli potrebbero precludere la frequenza costante nell’anno di tutti i bambini.

Regole per le scuole primarie:

  • Lezioni solo al mattino
  • Frequenza da lunedì a sabato per 4 ore e senza servizio mensa
  • Solo ove possibile, le scuole potrebbero programmare alcune attività pomeridiane
  • Alunni verrebbero suddivisi in classi a numerosità ridotta, indicativamente metà classe
  • Ogni gruppo avrebbe due insegnanti che coprirebbero l’orario per 3 giorni ciascuno (il docente di religione rimarrebbe l’unico insegnante in comune tra molte classi).

La soluzione richiederebbe l’utilizzo di circa il doppio delle attuali aule, da qui la richiesta agli enti locali di aiutare le scuole ad individuare tutti gli spazi che potrebbero essere adibiti ad aule presenti all’interno degli edifici scolastici e, ove non fossero sufficienti, ad aiutare le scuole nell’individuare opportune soluzioni.

Regole per le scuole secondarie di primo grado:

  • Lezioni modulari di 45 minuti, che il docente terrebbe in aula con metà gruppo classe, mentre l’altra metà del gruppo classe potrebbe seguire la lezione da remoto attraverso l’utilizzo di connessione internet in altra aula, in cui è presente un secondo docente che guida il gruppo
  • I gruppi si potrebbero scambiare regolarmente, in modo da uniformare la proposta per tutti gli studenti
  • L’orario di lezione giornaliero si accorcia quindi sensibilmente e il tempo di lavoro dei docenti che viene ricavato, unito all’organico di sostegno e all’organico potenziato dovrebbe condurre alla copertura del tempo scuola

Questa organizzazione garantisce alle famiglie che tutti i ragazzi siano seguiti a scuola da docenti e non siano lasciati alla propria autonomia nel seguire la DAD, come è accaduto nei mesi della primavera 2020.

  • Cambio degli orari di entrata e/o uscita, con conseguenze sul trasporto che vanno analizzate nel singolo plesso.
  • Non si prevedono tempi prolungati e quindi non si dovrebbero generare necessità di servizi mensa (nel caso in cui fosse comunque necessario attivarli, si chiede la possibilità di individuare figure di assistenza diverse dai docenti, poiché le ore di docenza andrebbero concentrate sull’orario scolastico dei ragazzi)
  • Le scuole devono essere dotate di linee di accesso a internet potenti e, per quanto possibile, veloci: anche in questo caso si chiede la collaborazione ad individuare soluzioni opportune insieme alle singole scuole.

Quando la riapertura?

Il Governo ha deciso che le elezioni regionali e amministrative si terranno sabato 20 e domenica 21 settembre 2020.

“La scelta del 20 è infelice, avevamo chiesto di votare prima, il 6 o il 13, ma a questo punto allora facciamo partire le lezioni prima del voto e poi le sospenderemo laddove ci sono i seggi”, ha detto Cristina Grieco, coordinatrice della commissione istruzione per la Conferenza delle Regioni.

Quindi la ripresa il 14 sembra lo scenario più probabile, anche perché l'election day andrà a interessare solo un numero limitato di plessi.

E la ginnastica?

A causa del distanziamento, alcune scuole potrebbero essere costrette a dover fare delle scelte riguardo lo spostamento degli studenti all’interno della palestra. Così Sandro Colangeli, fiduciario Coni:

“Siamo molto attenti alla situazione scolastica di settembre e siamo pronti a lanciare un grido d’allarme che speriamo non serva. A seguito della riforma della scuola, a causa del distanziamento degli alunni, c’è il pericolo che vengano sfruttate anche le palestre: è a rischio l’ora di educazione motoria, ma non solo perché il 50% delle società usano le palestre delle scuole tramite delle convenzioni con il Comune e le Province. A settembre ci sarà la massima attenzione in maniera precisa e cinica su questo aspetto, non vorremmo che i plessi scolastici debbano fare una scelta e tagliare lo sport. Ricordiamo che lo sport è prevenzione, è salute, lo sport è educazione. Non bisogna sottovalutare lo sport che è importantissimo per i ragazzi di età adolescenziale”.