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Prima l’Italiano: come cambiano i programmi dei licei a partire dal settembre 2027

Fra le novità più rilevanti c’è l’ingresso dell’intelligenza artificiale, che non sarà una materia a sé, ma uno strumento trasversale a tutte le discipline

Prima l’Italiano: come cambiano i programmi dei licei a partire dal settembre 2027

La riforma dei programmi scolastici entra nella sua fase decisiva. Dopo la revisione già avviata per infanzia, primaria e medie, il Ministero dell’Istruzione si prepara a intervenire anche sui licei, con nuove Indicazioni nazionali che entreranno in vigore a partire dall’anno scolastico 2027/2028.

Il documento, elaborato da una commissione di oltre 130 esperti guidata dalla pedagogista Loredana Perla, è stato consegnato nelle scorse ore al ministro Giuseppe Valditara e rappresenta un aggiornamento profondo dei contenuti e dell’impostazione didattica delle scuole superiori.

Una riforma graduale: quando entrerà davvero in vigore

L’applicazione delle nuove indicazioni non sarà immediata per tutti. La riforma seguirà un percorso progressivo: nel 2026 partirà la sperimentazione nei primi anni di infanzia, elementari e medie, mentre i licei vedranno i cambiamenti solo dall’anno successivo.

Nel frattempo, nelle classi intermedie continueranno a valere i programmi attuali, con una transizione che si estenderà fino alla fine del decennio. Anche i libri di testo verranno aggiornati gradualmente, seguendo lo stesso calendario, per accompagnare il cambiamento senza stravolgere subito l’organizzazione scolastica.

Più italiano e nuovi linguaggi: cambia la didattica della letteratura

Uno degli assi portanti della riforma è il rafforzamento dello studio della lingua italiana, considerata centrale per la formazione culturale degli studenti. Il principio guida è quello del “primato dell’italiano”, inteso come strumento fondamentale per trasmettere identità, storia e patrimonio culturale.

Accanto ai testi tradizionali, entrano però anche nuovi linguaggi: nei programmi di letteratura troveranno spazio le graphic novel, i copioni teatrali e quelli cinematografici. L’obiettivo è avvicinare la scuola alle forme espressive contemporanee e rendere lo studio più vicino agli interessi delle nuove generazioni.

Addio geostoria: tornano storia e geografia separate

Una delle modifiche più evidenti riguarda l’organizzazione delle materie. Scompare la geostoria, introdotta nel 2010, e tornano due discipline distinte: storia e geografia, ciascuna con un proprio manuale.

Il cambiamento, però, non comporta un aumento delle ore: il monte complessivo resta invariato. Si tratta quindi di una scelta culturale più che quantitativa, che punta a restituire autonomia alla geografia senza modificare l’equilibrio dell’orario scolastico.

Storia: più attenzione all’Occidente, poi il resto del mondo

Anche il modo di insegnare la storia cambia. Nei nuovi programmi viene data maggiore centralità allo studio dell’Occidente, considerato il punto di partenza per comprendere le radici culturali e politiche del mondo contemporaneo.

Solo in un secondo momento l’attenzione si allargherà al resto del mondo. Una scelta che ha già suscitato dibattito, ma che secondo la commissione non rappresenta una chiusura, bensì un tentativo di costruire una conoscenza più solida delle proprie origini prima di affrontare scenari globali.

Filosofia più vicina alla realtà degli studenti

Nei licei cambia anche l’impostazione della filosofia, che verrà insegnata con un approccio più legato all’attualità. L’obiettivo è mettere in relazione il pensiero dei grandi autori con i problemi contemporanei e con i bisogni degli studenti.

Non si abbandona lo studio storico dei filosofi, ma si affianca una dimensione più interpretativa e applicativa, capace di rendere la disciplina meno astratta e più utile per leggere il presente.

Lingue straniere: più Clil e spazio a cinese e russo

Sul fronte delle lingue, la riforma punta a rafforzare l’approccio pratico. Si diffonde il metodo Clil (Content and Language Integrated Learning), che prevede l’insegnamento di alcune materie direttamente in lingua straniera.

Inoltre, vengono introdotte indicazioni specifiche per lingue finora poco strutturate nei programmi, come cinese e russo, a testimonianza di una maggiore attenzione agli equilibri globali e alle nuove esigenze del mercato del lavoro.

L’intelligenza artificiale entra in classe

Tra le novità più rilevanti c’è l’ingresso dell’intelligenza artificiale, che non sarà una materia a sé, ma uno strumento trasversale a tutte le discipline.

Come cambiano i programmi dei licei a partire dal settembre 2027
Studenti, intelligenza artificiale a scuola

Le nuove indicazioni prevedono un utilizzo consapevole dell’AI come supporto allo studio e alla didattica, accompagnato però da riflessioni critiche sui suoi limiti e sulle implicazioni etiche. L’obiettivo è preparare gli studenti a un mondo in cui queste tecnologie saranno sempre più presenti.

Scuola-lavoro e formazione anche all’estero

Un altro elemento innovativo è l’apertura internazionale. Gli studenti avranno più possibilità di svolgere attività di formazione e alternanza scuola-lavoro all’estero, ampliando le esperienze e le competenze in contesti internazionali.

Si tratta di un passo verso una scuola più connessa con il mondo del lavoro e con le dinamiche globali.

Un nuovo modello di scuola, tra consenso e critiche

La riforma ha già suscitato reazioni contrastanti. Da un lato, i dirigenti scolastici sottolineano il valore di un aggiornamento necessario, capace di rendere la scuola più attuale e in linea con le competenze richieste dal futuro.

Dall’altro, alcune voci critiche mettono in dubbio l’impostazione culturale della riforma, ritenendola poco attenta alle innovazioni didattiche sviluppate negli ultimi decenni.

Indicazioni, non imposizioni

Un aspetto fondamentale chiarito dalla commissione è che le nuove linee guida non sono regole rigide, ma indicazioni di riferimento. Ogni scuola manterrà un margine di autonomia nella costruzione del proprio percorso didattico, adattando i contenuti alle esigenze degli studenti.