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Decreto Covid

L'obbligo di vaccinazione per medici e operatori sanitari è legge

Vale per il personale che svolge la sua attività nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private, nelle farmacie, para-farmacie e studi professionali.

L'obbligo di vaccinazione per medici e operatori sanitari è legge
Top News 27 Maggio 2021 ore 16:35

Adesso è legge. Dopo l'ok del Senato arriva anche il via libera definitivo, il 25 maggio, dell'Aula della Camera al Decreto Covid. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 311 voti favorevoli, 47 contrari e due astenuti. Durante la seduta alcuni deputati di Lega e Fratelli d'Italia hanno presentato tre emendamenti identici con i quali miravano a sopprimere dal testo l'obbligo alla vaccinazione per gli esercenti le professioni sanitarie. Su tali emendamenti il Governo aveva espresso parere contrario e sono stati respinti dalla maggioranza.

Il Decreto Covid è legge

Ma cosa prevede il Dl Covid? Non solo le misure di contenimento dell'epidemia applicate nel periodo dal 7 aprile al 30 aprile 2021, ma soprattutto la limitazione della responsabilità penale degli esercenti la professione sanitaria durante il periodo dell'emergenza Covid.

Il provvedimento disciplina inoltre un obbligo di vaccinazione per il personale sanitario e socio-sanitario che svolge la sua attività nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali pubbliche e private, nelle farmacie, para-farmacie e studi professionali.

Inoltre, l'articolo 5, regola la manifestazione del consenso al vaccino contro il Covid-19, per i soggetti che versino in condizioni di incapacità naturale.

Lo scudo penale

Oltre a esentare i somministratori del vaccino dalla responsabilità penale per omicidio colposo o lesioni personali colpose, qualora tali eventi si producano in conseguenza della vaccinazione (articolo 3), l'articolo 3-bis prevede che:

"Durante lo stato di emergenza epidemiologica da Covid-19, i fatti di cui agli articoli 589 e 590 del codice penale, commessi nell'esercizio di una professione sanitaria e che trovano causa nella situazione di emergenza, sono punibili solo nei casi di colpa grave. Ai fini della valutazione del grado della colpa, il giudice dovrà tenere conto, tra i fattori che ne possono escludere la gravità, della limitatezza delle conoscenze scientifiche al momento del fatto sulle patologie da Sars-Cov-2 e sulle terapie appropriate, nonché della scarsità delle risorse umane e materiali concretamente disponibili in relazione al numero dei casi da trattare, oltre che del minor grado di esperienza e conoscenze tecniche possedute dal personale non specializzato impiegato per far fronte all’emergenza."

Tanti (troppi) i casi in tutta Italia

Non uno, non quattro, bensì 15 gli infermieri rimasti contagiati. Era diventato un caso di portata nazionale – raccontato da Prima il Levante  – quello del Policlinico San Martino di Genova, dove 15 infermieri, che si erano rifiutati di sottoporsi alla vaccinazione contro il SARS-CoV-2, il virus all’origine del Covid-19, erano poi risultati positivi.

E che dire di quanto accaduto alla Rsa Pezzani di Voghera, racconta Prima Pavia, dove quasi la metà, circa 50 tra operatori sanitari e infermieri, si rifiutavano di fare il vaccino anti-Covid opponendosi anche al tampone di controllo. Uno di questi dipendenti, una operatrice sanitaria, è risultata pure positiva al virus ed è stata messa in quarantena e con lei anche il suo compagno, in quanto convivente, che lavora all’interno della stessa struttura.

Ma sono stati tanti (troppi) i casi in tutta Italia.

A fine marzo sentenza emblematica da Belluno

A fine marzo però era già arrivata una sentenza emblematica, dalla provincia di Belluno, in Veneto.

Due infermieri e otto operatori sociosanitari dipendenti di due Rsa, raccontava Prima Belluno, erano stati messi in ferie forzate dalla direzione dopo aver rifiutato la somministrazione del vaccino Pfizer a febbraio.

La motivazione che ha permesso alla direzione di sospendere senza stipendio i sanitari dal lavoro è stata la dichiarazione del medico che li ha definiti “non idonei al servizio”.

Gli operatori che avevano rifiutato il vaccino avevano deciso di fare ricorso. Ma il Tribunale di Belluno ha poi detto no: il giudice ha ribadito che è fondamentale evitare che ci siano operatori non vaccinati sul posto di lavoro, essendo ampiamente accertata l’efficacia del vaccino.

Nell'occasione, altrettanto emblematica la dichiarazione della senatrice di FI Licia Ronzulli, che invocando la legge che ora è stata approvata, disse:

“È inconcepibile che un medico si rifiuti di fare il vaccino. È come fare il pompiere e avere paura del fuoco o arruolarsi nell’esercito e avere paura delle armi”.