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La proposta di Confindustria giovani: “1000 euro in più nel primo anno di lavoro ed esenzione Irpef”

Lo ha detto la presidente Anghileri ieri durante il convegno in corso a Rapallo. "L'Italia deve dar motivo ai giovani per restare"

La proposta di Confindustria giovani: “1000 euro in più nel primo anno di lavoro ed esenzione Irpef”

Un’Italia capace di offrire opportunità concrete alle nuove generazioni, di valorizzarne il talento e di restituire fiducia nelle prospettive di crescita personale e professionale.

E’ l’appello, l’ennesimo, lanciato al Governo (in precedenza nelle scorse settimane era toccato all’Europa) dal mondo dell’imprenditoria.

In questo caso da da Maria Anghileri, presidente dei Giovani di Confindustria, intervenuta al tradizionale convegno di Rapallo, che ha riunito rappresentanti del mondo economico e leader politici in vista della prossima stagione elettorale.

Maria Anghileri, presidente dei Giovani di Confindustria

E Anghileri ha messo sul tavolo proposte concrete da adottare nel più breve tempo possibile.

Su tutte, 1000 euro in più nel primo anno di lavoro ed esenzione Irpef.

Nuove generazioni, il Paese rischia di perderle

Al centro del suo intervento la condizione delle nuove generazioni, descritte come una risorsa che il Paese rischia di disperdere.

Secondo Anghileri, molti giovani vivono una situazione di stallo che alimenta sfiducia e frustrazione, rendendo sempre più difficile immaginare il proprio futuro in Italia.

Da qui la richiesta rivolta al mondo della politica: avviare una stagione di riforme in grado di rilanciare la crescita economica e creare le condizioni per un maggiore dinamismo sociale e produttivo.

Il nodo della crescita, gli incentivi fiscali e l’Irpef

Per la leader degli industriali under 40, il nodo principale resta infatti la debolezza della crescita italiana, che limita opportunità, investimenti e sviluppo.

Tra le proposte avanzate durante il convegno spicca quella di introdurre un incentivo fiscale destinato ai lavoratori sotto i 35 anni.

L’idea prevede una progressiva esenzione dall’Irpef per i primi cinque anni di attività lavorativa, con un beneficio massimo nel primo anno e una riduzione graduale nel tempo.

L’obiettivo è aumentare il reddito disponibile dei giovani all’inizio del percorso professionale e rendere più attrattivo l’ingresso nel mercato del lavoro:

“Le persone sono le terre rare di questo mondo. Non si comprano sui mercati. Si formano in decenni ma si perdono in un momento. Questa è la nostra promessa di futuro”.

La fotografia del Paese, occhio anche alla spesa pubblica

Guardando al quadro economico generale, Anghileri ha evidenziato la necessità di ridurre il peso di alcune criticità strutturali che gravano sulle imprese, a partire dalla complessità burocratica, dalla pressione fiscale e dai costi energetici:

“Alleggerire questi oneri consentirebbe alle aziende di destinare maggiori risorse a investimenti, innovazione e crescita della produttività, con effetti positivi anche sui livelli retributivi”.

Infine, un passaggio è stato dedicato alla composizione della spesa pubblica:

“Occorre riequilibrare le priorità del Paese, aumentando le risorse destinate a istruzione, ricerca, innovazione e sostegno alle giovani famiglie. Una sfida che richiede scelte coraggiose e una revisione delle attuali politiche di spesa, con l’obiettivo di rafforzare il peso degli investimenti sul futuro rispetto alle voci più legate alla gestione del presente”.

Le altre proposte, la “borsa per l’imprenditorialità”

Oltre agli incentivi fiscali, i Giovani imprenditori hanno presentato ulteriori iniziative per favorire la nascita di nuove attività.

Tra queste, una sorta di “borsa per l’imprenditorialità”, ispirata ai percorsi di ricerca accademica, destinata a sostenere chi intende sviluppare un progetto innovativo.

Sul fronte della semplificazione amministrativa, è stata proposta la realizzazione di una piattaforma digitale unica che consenta di gestire in modo integrato l’avvio di un’impresa, l’accesso agli incentivi pubblici e le procedure di garanzia.

La partecipazione democratica dei giovani, il voto a distanza

Nel dibattito è emersa anche la questione della partecipazione democratica dei giovani.

Gli industriali under 40 hanno infatti sollecitato l’introduzione di modalità di voto a distanza per milioni di cittadini che studiano o lavorano lontano dal luogo di residenza.

Un tema attuale di cui si parla da tempo, ma dal vertice di Rapallo è arrivata la richiesta che la questione venga affrontata senza ulteriori rinvii.

Le reazioni della politica, le picconate di Renzi

La misura ha trovato attenzione anche tra diversi esponenti politici presenti all’incontro.

Il vicepremier Antonio Tajani ha rilanciato il tema degli incentivi agli investimenti nelle start-up innovative, sostenendo la necessità di favorire la nascita e il consolidamento di nuove imprese guidate da giovani imprenditori.

Consensi sono arrivati anche da Matteo Renzi, che ha ricordato analoghe proposte avanzate in passato da Italia Viva e ha duramente attaccato il Governo Meloni:

Apprezzamento all’intervento della presidente dei Giovani di Confindustria anche dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha sottolineato l’importanza di strumenti dedicati alle start-up, soprattutto nelle aree più fragili del Paese.