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Da dipendenti a proprietari

Il capo va in pensione, in tre rilevano l'azienda e riassumono tutti i colleghi

Hanno vinto la loro scommessa in piena pandemia: una favola moderna.

Il capo va in pensione, in tre rilevano l'azienda e riassumono tutti i colleghi
Top News 17 Giugno 2021 ore 08:58

Sembra una bella favola, una di quelle che quando finisci di leggerla pensi: "Sì, ma nella vita reale queste cose non succedono mai". E invece ogni tanto è lecito anche sperare. Nello stabilimento Mpm Mechanics di via Boccioni a Monza si lavora a pieno regime fin dal primo mattino. Chi al tornio, chi impegnato con la fresatrice. A supervisionare ci sono Gerardo Petruzziello, Muharemi Djabir e Salvatore Minnella che, armati di coraggio, determinazione e competenza, hanno deciso di fare il grande salto, rilevando l’azienda per la quale lavoravano (attiva nell’ambito della meccanica di precisione) dal loro ormai ex capo Angelo De Franco che è andato in pensione a marzo del 2020, dopo oltre 40 anni di contributi. Una scommessa vinta la loro, come racconta Prima Monza, soprattutto anche verso i colleghi che hanno deciso di riassumere.

Il titolare va in pensione, loro rilevano l'azienda e riassumono tutti i colleghi

"Abbiamo di fatto riassunto i nostri colleghi", hanno spiegato. Tredici dipendenti tutti con contratto a tempo indeterminato, tra i quali vi è anche Luciana Franzosi, la moglie dell’ex titolare, "perché non potevamo certo fare a meno della sua competenza", hanno commentato. Gerardo Petruzziello è il decano: lavora in azienda dal 2001. Muharemi Djabir, italiano di origini serbe, ha invece iniziato come tornitore nel 2007. Minnella è il più giovane dei tre, è arrivato 12 anni fa. Di esperienza sul campo ne hanno accumulata molta.

Ma anche tante difficoltà

"Certo però non eravamo preparati alle difficoltà burocratiche - hanno ammesso - Le banche ci hanno chiuso le porte in faccia e abbiamo faticato a trovare una soluzione. Forse, in piena pandemia, la nostra idea poteva sembrare folle. Ma noi credevamo e crediamo tuttora nel valore della nostra impresa. Gli ordini continuavano ad arrivare anche nel momento in cui è scoppiata l’emergenza sanitaria e quindi quando Angelo ci ha comunicato la sua volontà di andare in pensione, noi ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che avremmo dovuto fare qualcosa per portare avanti l’azienda".

L'ex titolare in pensione ma non abbandona i "suoi ragazzi"

Ciliegina sulla torta, insieme a loro c’è lo stesso De Franco, che ha ammesso di volersi godere la pensione (anche perché ha iniziato a lavorare ad appena 14 anni), ma che non rinuncia a far visita a quelli che chiama "i miei ragazzi". Una storia imprenditoriale che affonda le radici agli inizi degli anni Novanta quando - dopo decenni di esperienza e di diverse esperienze professionali - De Franco ha avviato l’impianto.

"Ho costruito tutto da zero - ha spiegato - Ci sono stati momenti difficili, in cui con una mano mi asciugavo le lacrime e con l’altra continuavo a lavorare. Ricordo poi la crisi del 2008. Quella sì che che si è fatta sentire. Avevo dovuto mettere tutti in cassa integrazione. C’erano dei giorni in cui venivo qui in azienda ed ero da solo. Sono contento che l’abbiano rilevata i miei tre ragazzi più bravi. Certo... bravi... fanno un po’ dannare. Mi fossi presentato io al lavoro con la barba da giovane il mio capo mi avrebbe cacciato".

De Franco ha cresciuto professionalmente i neo imprenditori, così come tutti gli altri lavoratori dello stabilimento ai quali ha trasmesso una rigorosa etica del lavoro.

"Mi ricordo ancora il mio primo giorno di lavoro - ha spiegato - Era il 4 luglio del 1974. Era un lunedì e ricordo ancora che c’era il sole. Ho cominciato in una ditta di carpenteria meccanica a Muggiò. E poi ho fatto un po’ di tutto. La mia ambizione mi ha portato a cambiare spesso. Ho lavorato anche a Bresso dove realizzavano pompe per impianti petroliferi. Mi sono quindi messo in proprio, prima a Milano, poi a Monza, qui in via Boccioni".

Una storia imprenditoriale di successo che prosegue ora grazie all’intraprendenza di tre uomini che non hanno mai smesso di rimboccarsi le maniche e hanno scommesso non soltanto su sè stessi, ma anche sui loro colleghi.