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Movimento febbrile

Bagarre M5S sul nuovo capogruppo al Senato: in bilico fra Conte e Grillo

Nella notte è arrivato il via libera a Castellone, passo indietro di Licheri.

Bagarre M5S sul nuovo capogruppo al Senato: in bilico fra Conte e Grillo
Top News 05 Novembre 2021 ore 11:03

E' bagarre nel M5S. Se Atene piange, Sparta non ride. Il vecchio proverbio che prende origine da una citazione dell'opera teatrale Aristodemo di Vincenzo Monti calza a pennello in questi giorni per descrivere il termometro politico interno di Movimento 5 Stelle e Lega. Perché se Matteo Salvini ha il suo bel daffare per difendere la sua leadership, anche Giuseppe Conte è impegnato a tenere a bada le "anime ribelli" del movimento.

Bagarre, M5S, percorso a ostacoli

L'ultimo capitolo di quello che è diventato ormai da qualche tempo un lungo e insidioso percorso a ostacoli ha riguardato l'elezione del nuovo capogruppo al Senato. Dove la candidata outsider Maria Domenica Castellone ha costretto al "ballotaggio", allo "spareggio" il coordinatore uscente Ettore Licheri (nella foto di copertina) prendendo i suoi stessi voti, 36.

Alla fine, nella notte è arrivato il via libera a Castellone, passo indietro di Licheri, dunque.

Bagarre M5S, il contraccolpo per l'ex premier

Il contraccolpo per l'ex premier è comunque evidente per un due motivi, uno più importante. Il primo, evidentemente d'immagine: dissidi, lotte intestine, dispettucci non fanno che indebolire agli occhi dell'opinione pubblica, degli altri partiti, ma soprattutto degli elettori l'attuale fisionomia pentastellata già alle prese con crisi di identità e incertezze sulle strategie non di poco conto.

Il secondo, ben più importante, è che la fumata nera (prima appunto del passo indietro di Licheri) per il capogruppo al Senato rappresenta una sorta di schiaffo all'ex presidente del Consiglio. Perché a Conte era stato assicurato (o forse raccontato) che i parlamentari al Senato fossero tutti allineati con lui.

Alla Camera non va meglio

Né più, né meno lo stesso problema che potrebbe presentarsi (e che anzi a livello umorale si è già presentato) alla Camera dove si dovrà provvedere all'elezione del capogruppo al posto di Davide Crippa, esponente vicinissimo a Beppe Grillo. Gli si era stato chiesto di lasciare la sua carica anticipatamente. Ufficialmente per meglio iniziare a imbastire i ragionamenti sull'elezione del presidente della Repubblica.

L'idea di Conte (sempre ufficialmente) era quella di avere in contemporanea i due nuovi referenti di Camera e Senato. Una strategia che sarebbe andata di pari passo con la recente nomina dai suoi "vice" alla segreteria del Movimento.