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Altolà ai tarocchi: dopo il Prosek croato, ora l'aceto balsamico della Slovenia

E' un'eccellenza italiana che dal 2009 vanta il certificato Igp. Italia pronta a ricorrere alla Corte di Giustizia UE.

Altolà ai tarocchi: dopo il Prosek croato, ora l'aceto balsamico della Slovenia
Top News 06 Novembre 2021 ore 14:45

Tutti uniti in difesa dell'aceto balsamico Igp di Modena. E' la richiesta avanzata al Governo dalle Conferenza delle Regioni attraverso il suo presidente, Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli. Insomma, un'altra polemica che vede al centro un'eccellenza agroalimentare nostrana dopo quella fra Italia e Croazia a proposito del Prosek, il vino con bollicine scopiazzato oltre confine protagonista di un tira e molla anche in sede europea.

Aceto balsamico, eccellenza italiana da difendere

Della strenua difesa delle eccellenze italiane si è parlato nella Conferenza delle Regioni. Da qui la stesura di un documento, un vero e proprio Ordine del giorno, condiviso che punta a sollecitare un'(energica) azione del Governo Draghi e del Ministro alle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli.

Aceto balsamico, Italia contro Slovenia

Nella fattispecie, il gruppo di lavoro delle Regioni chiede al Governo di attivarsi immediatamente per:

"avviare la procedura di contestazione sulla norma tecnica nazionale emanata dal governo Sloveno in materia di produzione e commercializzazione di aceti, che introduce una nuova denominazione/categoria di aceti (non contemplata né dalle regole comunitarie, né dalla precedente normativa slovena) definita come aceto balsamico e riferita ad aceti miscelati con mosto concentrato, ovvero a prodotti aventi gli stessi ingredienti dell'aceto balsamico di Modena IGP, senza tuttavia specificarne limiti compositivi e modalità produttive, come avviene per quest'ultimo".

Si finirà davanti alla Corte di Giustizia dell'UE?

Nel frattempo, la sollecitazione avanzata dalla Conferenza delle Regioni è già stata raccolta dal sottosegretario alle Politiche Agricole, il leghista Gian Marco Centinaio che ha addirittura avanzato l'ipotesi di percorrere la strada della Corte di Giustizia dell'Unione Europea:

"Faremo di tutto per difendere l'aceto balsamico di Modena, Modena contro qualsiasi indebito attacco che possa in qualche modo pregiudicarlo. Seguiremo passo passo l'evolversi della vicenda e nel caso siamo pronti a un ricorso diretto all'Istituzione con sede in Lussemburgo".

Aceto balsamico di Modena, storia di un'eccellenza

L'Aceto Balsamico di Modena ha ottenuto il marchio di Indicazione geografica protetta (IGP) il 3 luglio 2009. Si produce secondo varie ricette. Il disciplinare di produzione IGP lascia ampio margine di azione, prevedendo l'utilizzo di mosto di uva (anche non proveniente dalle province di Modena e Reggio Emilia) in percentuali tra il 20 e il 90% e di aceto di vino dal 10 all'80%. È consentito l'uso di caramello, fino al 2%.

La lettura dell'etichetta può fornire utili informazioni sugli ingredienti usati e sui metodi di lavorazione. Non sono previsti i prelievi e i rincalzi, tipici del prodotto tradizionale: gli ingredienti, una volta miscelati, devono essere tenuti per almeno 60 giorni in contenitori di legno. È ammessa la dicitura "invecchiato" per il prodotto di almeno 3 anni. Già dal 1993 era invece nato il Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, su iniziativa dei maggiori e più vecchi produttori, proprio per la valorizzazione del prodotto, la sua difesa e la diffusione della conoscenza a livello mondiale.

CONTINUA: Prosek: perché l'Europa dice sì al tarocco "Prosecco della Croazia"?