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Perché una partita di calcio giovanile finita 40-0 ha fatto tanto scalpore

La goleada del Fanum Orosei contro La Caletta nel campionato Giovanissimi ha scatenato dibattiti e polemiche. E la Federazione pensa di aprire un'inchiesta.

Perché una partita di calcio giovanile finita 40-0 ha fatto tanto scalpore
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Quaranta a zero. Un risultato clamoroso, fin troppo. E sulla partita del campionato di calcio categoria Giovanissimi tra Fanum e La Caletta monta la polemica. Perché un conto è vincere - anche stravincere - un altro è invece umiliare gli avversari.

Fanum-La Caletta, la partita da 40-0

Lo scenario è quello del campionato Giovanissimi, che vede in campo ragazzini under 15. Da una parte il Fanum, che si gioca la vittoria del campionato con i Lupi del Goceano, dall'altra La Caletta, squadra di una piccola frazione, nata soprattutto per far giocare i ragazzi del paese.

Una premessa va fatta: pochi giorni prima era toccato ai Lupi segnare una valanga di gol contro La Caletta: 22-0 il risultato finale. E, essendo le due squadra appaiate in testa al girone, al Fanum serviva una vittoria extra-large (almeno 35 reti di scarto) per prevalere per la differenza reti. Nasce da questa motivazione la super goleada, messa a segno contro una formazione presentatasi in campo con soli dieci giocatori (tra cui una ragazzina), più piccoli d'età, e dunque già in condizioni di inferiorità rispetto all'avversario.

La sfida è stata dunque senza storia, e si è conclusa con una valanga di segnature.

Le reazioni

Il risultato clamoroso ha fatto sì che la partita tra ragazzini diventasse un caso nazionale. Luigi Secci, presidente della Figc di Nuoro fino a  un mese fa, ha commentato con una certa amarezza l'accaduto:

"Non si può accettare una cosa del genere. Si aprono le scuole di calcio, si organizzano i tornei giovanili per educare i giovani al rispetto. Non per umiliarli".

La Federazione sta anche valutando la possibilità di aprire un'inchiesta sull'accaduto, anche se è difficile riuscire a trovare responsabilità nei protagonisti della partita.

Peraltro - come hanno spiegato dal Fanus - sia la squadra vincitrice sia i Lupi avevano chiesto di disputare uno spareggio per decidere la vincitrice del campionato, cosa che avrebbe evitato la duplice umiliazione per La Caletta. Ma non è stato possibile cambiare le norme.

In un comunicato ufficiale la società sarda ha anche respinto le accuse di tipo "morale" che le sono piovute addosso da mezza Italia:

"Anche l’A.S.D. FANUM OROSEI crede fermamente nei principi e negli insegnamenti dello sport, quelli più autentici della lealtà, del rispetto, della correttezza e dell’amicizia, ed è ciò che promuovono e praticano da anni e quotidianamente nella loro opera di volontari i suoi Dirigenti, i Tecnici e gli Atleti, come nella partita in questione, dove tutto si è svolto secondo regolamento e nell’assoluto rispetto degli avversari e del Direttore di gara.
Il risultato maturato nelle note proporzioni -per altro non nuovo in questo campionato e in tanti altri del settore giovanile- è solo frutto di plurime, sfortunate e concomitanti circostanze che lo hanno determinato al di la della reale volontà dei giocatori in campo, del Tecnico e della Società, e che certamente non ha la valenza che la notizia di stampa gli attribuisce, né con riguardo ai vincitori, né con riguardo agli sconfitti.
Nelle settimane precedenti la gara di cui si discute l’A.S.D. FANUM OROSEI e i Lupi del Goceano ponevano all’attenzione della F.I.G.C. la concreta possibilità che tra queste si sarebbe giunti all’epilogo del campionato a parità di punti, e che, per tale ragione, sarebbe stato preferibile, d’accordo gli sfidanti, disputare una gara di spareggio, proprio per evitare il ricorso al criterio della differenza reti; ma ciò veniva ripetutamente negato dalla Federazione perché non previsto dal regolamento, innescando così un perverso meccanismo di competizione improntato soprattutto sul numero di reti segnate.
A ciò si aggiunga che l’avversario di turno, la Società La caletta, giungeva alla gara con soli dieci calciatori, e che la stessa si svolgeva in concomitanza con quella della concorrente al titolo (prevista dal calendario ufficiale il giorno prima), perché posticipata su specifica richiesta delle Società sfidanti Lupi del Goceano e Bittese, così che non era dato modo di conoscerne in anticipo il risultato.
Quanto alla gara A.S.D. FANUM / La Caletta, questa, sia pure in un rapporto di forze evidentemente e gravemente squilibrato a favore dei padroni di casa, si svolgeva in una competizione serena, leale, corretta, rispettosa dell’avversario ed assolutamente regolare, come certamente testimoniato dal referto dell’Arbitro, dagli stessi Dirigenti e dai Tecnici degli ospiti e dal pubblico presente.
Nessuna polemica, contestazione o recriminazione in campo e fuori dal campo si manifestava nell’occasione da parte di alcuno, avendo i locali perseguito legittimamente il proprio obiettivo sportivo, che certo non poteva essergli impedito (ancor meno con l’organizzazione di un biscotto, come da qualcuno auspicato), e non avendo gli avversari, che da subito comprendevano e accettavano la situazione, subito alcun torto, ingiustizia e tanto meno umiliazioni di sorta. Nel dopo partita, infatti, giocatori, Dirigenti e Tecnici di entrambe le squadre si ritrovavano a consumare un rinfresco e a complimentarsi a vicenda in un clima di reciproca armonia e amicizia.
Nessun fatto grave, dunque, nessuna irregolarità o scorrettezza o comportamento sleale e antisportivo da parte dell’A.S.D. FANUM OROSEI nella gara contestata, motivo per cui siamo pronti a confrontarci in ogni sede e con chiunque per valutare gli accadimenti rimproverati, e se del caso, per avviare un confronto e una riflessione comune sulla necessità di cambiare alcune regole, come più volte suggerito ed auspicato".

Dibattito aperto: giusto segnare valanghe di gol o meglio fermarsi?

L'accaduto riapre un dibattito che da sempre c'è nel calcio (anche dei professionisti): quando una squadra è nettamente superiore cosa deve fare? E' giusto infierire sull'avversario o è meglio fermarsi? E' più umiliante perdere 40-0 oppure vedere l'avversario che fa "melina" tutto il tempo senza farti prendere la palla?

Un dibattito che si accende ogni volta  che - anche a livello professionistico - si vedono partite dai risultati squilibrati. L'ultima in ordine di tempo addirittura in un ottavo di Champions League, quando il Bayern Monaco ha rifilato ben 7 reti al Salisburgo.

Difficile dire quale sia la strada giusta. Nelle categorie più giovani (Esordienti e Pulcini) la Federazione ha fatto una scelta diversa: tre tempi di gioco, che valgono ciascuno un punto, di modo che al massimo a referto la partita possa finire  al massimo 3-0.  Ma anche su questo ci sono scuole di pensiero diverse: può davvero una sconfitta (o una serie di sconfitte) clamorosa far perdere a un ragazzino l'amore per il calcio (o lo sport in generale, dato che anche nella pallacanestro si vedono partite giovanili finire 100 a 2)? Una domanda dalla risposta

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