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Episodi controversi

Mondiali Qatar 2022, tutte le stranezze: recuperi infiniti, fascia arcobaleno e gaffe della Rai

E ancora il forte gesto dei calciatori dell'Iran, in silenzio durante l'inno, ma anche le stravaganti capigliature dei giocatori statunitensi...

Mondiali Qatar 2022, tutte le stranezze: recuperi infiniti, fascia arcobaleno e gaffe della Rai
Sport 22 Novembre 2022 ore 11:15

Dopo appena due giorni dall'inizio dei Mondiali in Qatar, sono già tantissimi gli episodi controversi avvenuti in sole quattro partite disputate: dai recuperi infiniti, alla diatriba sulla fascia arcobaleno, passando per la gaffe della Rai che ha sbagliato a scrivere l'abbreviazione di Stati Uniti. Mentre la competizione calcistica più ambita prosegue oggi con in campo l'Argentina di Lionel Messi, ecco qui raccolte tutte stranezze della prima Coppa del mondo disputata in inverno.

Mondiali Qatar 2022, maxi recuperi da almeno 10 minuti

Finora, dopo soli quattro match disputati, solo la partita d'esordio tra Qatar ed Ecuador si è salvata dai maxi recuperi concessi dagli arbitri.

Quattordici minuti di recupero in Inghilterra-Iran nel primo tempo

Nella sola giornata di ieri, lunedì 21 novembre 2022, infatti, in tre partite sono stati assegnati un totale di 60 minuti di recupero, ossia un'ora di gioco effettivo:

  • Inghilterra-Iran: 29 minuti
  • Senegal-Olanda: 14 minuti
  • Stati Uniti-Galles: 16 minuti

Ma per quale motivo una scelta simile? A prescindere da Inghilterra-Iran, dove nel primo tempo, causa un gravissimo infortunio al volto del portiere asiatico, si è perso veramente tantissimo tempo per le cure in campo, in tutte queste tre partite sono state seguite alla lettera le direttive imposte dal regolamento Fifa e redatte dal capo degli arbitri, ovvero il nostro Pierluigi Collina. Per i Mondiali in Qatar, infatti, si è deciso di essere molto più severi con le perdite di tempo

"Quello che abbiamo già fatto in Russia - afferma Pierluigi Collina - è stato calcolare in modo più accurato il tempo per essere risarcito. Abbiamo detto a tutti di non stupirsi se vedranno il quarto ufficiale alzare il tabellone elettronico con sopra un numero grande, sei, sette o otto minuti".

Il presidente della Commissione Arbitri della Fifa ha quindi sottolineato il motivo dei maxi recuperi:

"Se si vuole più tempo attivo, dobbiamo essere pronti a vedere questo tipo di tempo aggiuntivo concesso. Pensate ad una partita con tre gol segnati. Una celebrazione normalmente dura un minuto, un minuto e mezzo, quindi con tre gol segnati, perdi cinque o sei minuti".

La diatriba sulla fascia arcobaleno "One Love"

Il secondo caso spinoso della Coppa del Mondo invernale in Qatar riguarda la diatriba scoppiata sulla fascia arcobaleno "One Love" che le federazioni di Inghilterra, Galles, Belgio, Olanda, Germania, Svizzera e Danimarca avevano pensato di far indossare ai loro capitani per sensibilizzare sui i diritti della comunità Lgbtqia+.

E' accaduto però che tutte queste delegazioni hanno dovuto rinunciare alla fascia arcobaleno perché, come affermato dalla Fifa, chiunque l'avesse indossata, sarebbe stato colpito da una sanzione sportiva, ossia un'ammonizione.

"Non possiamo metterli in una posizione in cui potrebbero subire ammonizioni e quindi abbiamo chiesto ai nostri capitani di non indossarle - si legge nella dichiarazione congiunta - Eravamo pronti a pagare le multe che normalmente si applicano alle violazioni sul kit di gioco ma non possiamo esporre i calciatori al pericolo di essere ammoniti o addirittura cacciati dal campo. I nostri calciatori e i nostri tecnici sono delusi, sono grandi sostenitori dell'inclusività e troveranno il modo per esprimerlo".

Grande, ovviamente, la delusione per la scelta imposta dalla Fifa. A porsi però come paladina di questa battaglia ci ha pensato l'ex calciatrice della nazionale inglese, Alex Scott, ora inviata Bbc in Qatar, si è presentata in diretta da Doha indossando il simbolo a sostegno dei diritti civili sul braccio.

La giornalista inglese Alex Scott con al braccio la fascia arcobaleno "One Love"

L'atteggiamento del network britannico verso i mondiali di calcio è stato molto chiaro già durante la cerimonia d'apertura quando ha sorpreso tutti i propri telespettatori sparsi per tutto il globo ignorandola completamente (salvo per i primi due minuti) e proseguendo invece il dibattito sulla violazione dei diritti dei migranti nell'emirato.

"SUA-Gal", la gaffe del tabellone Rai e tutte le altre stranezze di Usa-Galles

Oltre ai maxi recuperi e alla fascia arcobaleno, tra le stranezze dei Mondiali in Qatar segnaliamo la gaffe della Rai durante la partita di ieri sera, lunedì 21 novembre 2022, tra Stati Uniti e Galles. Per quasi mezz'ora, infatti, il tabellone ha recitato "SUA-Gal" invece che "USA-Gal". In tanti sui social hanno pensato che la Rete Ammiraglia avesse voluto scrivere "Stati Uniti d'America" anziché il canonico "United States of America".

Sempre nel corso di questo match riportiamo altri due episodi particolarmente divertenti. Il primo riguarda l'acconciatura stravagante di alcuni calciatori statunitensti, tra cui lo juventino Weston Mckennie e il milanista Sergino Dest.

I capelli di Weston Mckennie

Il secondo, invece, ha a che vedere con la particolare posa del Galles durante la foto pre-partita. I giocatori gallesi, infatti, si posizionano in modo asimmetrico per la foto di squadra per una tradizione nata nel 2016. L'ex nazionale Joe Ledley aveva rivelato il retroscena:

"Semplicemente non siamo mai stati molto bravi a disporci per la foto, poi quando abbiamo visto il pessimo risultato abbiamo pensato di continuare a farle così"

Posa asimmetrica dei calciatori del Galles

I calciatori dell'Iran non cantano l'inno

Durante Inghilterra e Iran, infine, è da segnalare il gesto dei calciatori iraniani, i quali, prima della partita, hanno deciso di non cantare l'inno della loro nazione per protestare contro il regime di Teheran. Appena i tifosi si sono accorti di quanto accaduto hanno cominciato a subissarli con grida, urli e insulti. L'iniziativa dei giocatori dell'Iran, tuttavia, era stata anticipata dalle parole del difensore Ehsan Hajsafi che aveva dichiarato in conferenza stampa che la nazionale iraniana in questo mondiale rappresenterà "la voce del suo popolo".

Sugli spalti però sono comparsi anche alcuni cartelli con le scritte "Freedom for Iran" e "Woman Life Freedom" alzati al cielo sia da uomini che da donne iraniane.

Alessandro Balconi

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