Il prossimo 11 giugno 2026 avranno il via i Mondiali di calcio di Stati Uniti, Messico e Canada. La nostra Nazionale, come purtroppo risaputo, è uscita sconfitta dai playoff contro la Bosnia e quindi non si è qualificata. Ma a poco più di un mese dall’inizio della Coppa del Mondo, per gli Azzurri sembra ancora esserci una piccola speranza residua di partecipare chiamata ripescaggio.
Una possibilità che ovviamente ha a che fare con l’Iran, Paese in guerra con gli USA, principale organizzatore dei Mondiali. Le tensioni internazionali potrebbero infatti rappresentare un pericolo per la delegazione iraniana che dovrà disputare le tre partite del suo girone G contro Belgio, Egitto e Nuova Zelanda proprio negli Stati Uniti.
La FIFA conferma la partecipazione dell’Iran
A garantire la regolare partecipazione dell’Iran alla Coppa del Mondo 2026, però, ci ha pensato Gianni Infantino, Presidente della FIFA:
“Ai prossimi Mondiali l’Iran sarà presente. E naturalmente giocherà negli Usa come da calendario. Il motivo è molto semplice, ossia perché il calcio deve unire” ha dichiarato in apertura del Congresso FIFA che si è svolto a Vancouver il 30 aprile 2026.
Parole semplici e dirette, alle quali hanno fatto seguito anche quelle del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump:
“Beh, se l’ha detto Gianni, per me va bene. Gianni è fantastico e se lo ha detto lui credo che si debba lasciarli giocare”.
Ma l’Iran deve far sapere se intende partecipare
Nonostante ciò, l’ipotesi ripescaggio per l’Italia non è ancora tramontata. Il motivo non riguarda tanto un’esclusione dell’Iran da parte della FIFA, quanto piuttosto la volontà degli iraniani di non prendere parte ai Mondiali, appunto perché ritengono sia un rischio giocare negli Stati Uniti, ragione per la quale hanno provato a chiedere uno spostamento delle partite del girone G in Messico.
L’agenzia Associated Press fa sapere che mercoledì 20 maggio 2026, a Zurigo, la FIFA incontrerà i responsabili della Federcalcio iraniana, per comunicare loro la decisione definitiva di far disputare i match dell’Iran negli USA. A seguito di quell’incontro, la delegazione di Teheran comunicherà se giocare o meno i mondiali.
Questo summit si verificherà a seguito dell’incidente diplomatico avvenuto proprio a margine del Congresso FIFA a Vancouver. Di tutte le 211 federazioni che hanno partecipato, solo quella iraniana non si è presentata, perché è stata respinta all’ingresso in Canada. Questo perché il presidente Taj aveva avuto un ruolo di dirigente delle Guardie della Rivoluzione, i pasdaran, che il Canada ritiene organizzazione terroristica.
L’ipotesi ripescaggio non è ancora tramontata
Qualora l’Iran si facesse da parte, la FIFA sarebbe quindi costretta a trovare una Nazionale che la sostituirebbe. Ma il criterio di questa decisione non è stabilito dal regolamento, perché prima di ora non si è mai venuta a verificare una situazione del genere a livello dei mondiali di calcio.
Ecco perché relativamente a un ripescaggio si tengono ancora aperte diverse piste:
- La prima riguarda l’ammissione di un altro Paese asiatico al posto dell’Iran, in questo caso gli Emirati Arabi Uniti, usciti sconfitti dai playoff
- La seconda è quella che considera gli Azzurri, in quanto Nazionale più in alto nel ranking mondiale
- La terza, più democratica, ma di difficile attuazione, prevede uno spareggio tra Nazionali sconfitte ai playoff