Una ferita aperta

Mondiali, guardare le convocazioni delle altre Nazionali fa “rosicare” ancor di più per l’Italia che non c’è

Basta vedere l'entusiasmo del Brasile alla notizia della convocazione di Neymar per capire quanto la Coppa del Mondo sia qualcosa di diverso: il rimpianto per gli azzurri è tanto

Mondiali, guardare le convocazioni delle altre Nazionali fa “rosicare” ancor di più per l’Italia che non c’è

Mentre tutto lo Stivale resta appigliato a una speranza quasi impossibile di ripescaggio al posto dell’Iran, in questi giorni di metà maggio tutte le altre Nazionali stanno gradualmente diramando le liste dei giocatori convocati ai prossimi Mondiali di Calcio FIFA che si disputeranno dall’11 giugno al 19 luglio 2026 in Messico, Canada e Stati Uniti.

Anche se mancano ancora alcuni giorni prima dell’inizio, già in questa fase si comincia a percepire la fibrillazione che inevitabilmente scaturisce dalla Coppa del Mondo. Questo perché l’estate in cui si giocano i Mondiali non è uguale a quelle che si vivono ogni anno. Tutto il mondo, in particolare le nazioni qualificate, fa esperienza di un sentimento collettivo fatto di passione ed euforia, che scalda i cuori e accresce il tasso emotivo di quei giorni di giugno e luglio. Nell’estate della Coppa del Mondo è come se si vivesse più intensamente, tanto che sembra più facile ricordarsi con esattezza con chi si è, dove ci si trova e cosa si sta facendo.

Una sensazione magica, che purtroppo, per la terza volta consecutiva, qui in Italia dovremo vivere tifando una Nazionale che non è la nostra, dato che gli azzurri non si sono qualificati, sconfitti ai playoff di marzo dalla Bosnia. Anche al solo scrivere questa cosa, l’amarezza è tanta. Ma il rimpianto si fa ancora più grande nello stare a guardare impassibili l’entusiasmo degli altri Paesi nello scoprire le convocazioni dello loro Nazionali.

Il caso più eclatante riguarda ovviamente il Brasile, tra l’altro allenato da Carlo Ancelotti. Lunedì 18 maggio 2026, il CT italiano ha annunciato in conferenza stampa i 26 calciatori verdeoro che giocheranno ai Mondiali, con tutto il Paese che ha atteso questo momento con fermento e trepidazione. Per tutti gli appassionati di calcio, è stato commovente lo scatto di gioia della gente brasiliana (e persino dei giornalisti in sala stampa), incollata a qualsiasi schermo, teleschermo o radio, quando Ancelotti ha pronunciato il nome di Neymar Jr, in questi anni il giocatore più rappresentativo della Seleção.

 

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Nonostante l’attaccante ex Barcellona e PSG stia vivendo anni complicati a causa di gravi infortuni, non si è mai spenta la fiducia verso “O’Ney“, considerato il calciatore più talentuoso dai tempi di Ronaldo o Pelè. Ecco perché i brasiliani, con la presenza di Neymar in rosa (che giocherà il suo quarto Mondiale), sentono crescere la speranza di poter alzare al cielo la loro sesta Coppa del Mondo.

 

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Un sogno che però alimenta anche i cuori di tutte le altre Nazionali, come ad esempio Argentina e Portogallo, i cui CT non hanno potuto non convocare i due più forti calciatori della storia: Messi e Cristiano Ronaldo.

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Messi

A 39 e 41 anni disputeranno (probabilmente) il loro ultimo Mondiale. Una notizia del genere non può che spezzare i cuori e “aprire i rubinetti” delle lacrime, non solo di argentini e portoghesi, ma anche di tutti gli appassionati di calcio, che in questi anni hanno vissuto le gesta, i gol e le imprese di due campioni leggendari. Messi proverà a bissare la vittoria della Coppa del Mondo a Qatar 2022, mentre CR7 andrà alla ricerca del suo primo successo.

Cristiano Ronaldo

Di fronte a queste storie, si può provare solo rammarico per la mancata qualificazione dell’Italia. Si deve addirittura “rosicare” per il fatto di non partecipare allo spettacolo del Mondiale, per la terza volta consecutiva. A non poter competere contro Francia, Spagna, Germania e tutte le altre Nazionali, in un trofeo che ci ha visto trionfare in quattro edizioni, la più recente nel 2006.

In Messico, Canada e Stati Uniti si fronteggeranno 48 Paesi, la prima Coppa del Mondo con un numero così grande di nazioni. Tra gli Stati partecipanti, anche nazionali che giocheranno per la prima volta come Uzbekistan, Giordania, Capo Verde e Curaçao, ma anche Paesi che hanno preso parte una sola volta come Qatar, Panama, Haiti, Bosnia, Repubblica Democratica del Congo e Iraq.

Anche per questo motivo, i Mondiali 2026 vivranno di storie uniche, come quella del difensore Stopira, uno dei tanti calciatori che militano in categorie inferiori (lui gioca nella seconda divisione portoghese), ma che all’improvviso si ritroveranno a giocare le partite della Coppa del Mondo.