Mondiali

La FIFA sospende l’espulsione di Balogun: l’attaccante USA giocherà contro il Belgio. L’ombra della telefonata di Trump

E' la prima volta che accade nella storia della Coppa del Mondo. L'indiscrezione del New York Times: "Una grazie richiesta dal Presidente degli Stati Uniti". Trump: "Ribaltata una grande ingiustizia"

La FIFA sospende l’espulsione di Balogun: l’attaccante USA giocherà contro il Belgio. L’ombra della telefonata di Trump

Mentre proseguono le partite dei Mondiali 2026, arrivate ora agli ottavi, turno che ha visto la clamorosa uscita del Brasile contro la Norvegia, sulla Coppa del Mondo è scoppiato un caso diplomatico che mai era si era verificato nella storia della massima competizione di calcio per Nazionali.

Il caso Balogun

La vicenda ha a che fare con Folarin Balogun (in copertina), attaccante e bomber degli Stati Uniti, che nel match dei sedicesimi, vinto 2-0 dagli USA contro la Bosnia, è stato espulso per un grave fallo di gioco.

Il fallo di Balogun su Muharemovic che gli è costato il rosso diretto in USA-Bosnia

Il regolamento internazionale del calcio sancisce una squalifica di uno o più turni per il calciatore ha preso un cartellino rosso, con quest’ultimo che non potrà scendere in campo per il numero di partite equivalente alla sospensione. Secondo la prassi, dopo l’espulsione rimediata contro la Bosnia ai sedicesimi, Balogun non potrebbe disputare gli ottavi contro il Belgio, in programma martedì 7 luglio 2026 alle 2 di notte italiane.

Ma il condizionale, in questo caso, non è sbagliato da usare, perché nella serata di domenica 5 luglio 2026 la FIFA ha diramato un comunicato nel quale ha fatto sapere che il cartellino rosso a Balogun è stato sospeso. Per questo motivo, l’attaccante USA potrà essere schierato contro il Belgio.

“Domenica la Commissione Disciplinare della FIFA ha fornito un aggiornamento sulla situazione dell’attaccante 25enne, autore di tre gol con la maglia degli Stars & Stripes in questa edizione del torneo – si legge nella nota della FIFA – ‘Ai sensi dell’articolo 27 del FDC, l’applicazione della squalifica automatica per il calciatore statunitense Folarin Balogun è sospesa per un periodo di un (1) anno'”.

Una decisione della Commissione Disciplinare FIFA che non era mai avvenuta prima nella storia dei Mondiali e che ora genera un precedente importante. Prima di oggi, solo nel 1962 era avvenuto un caso analogo, ma diverso nella forma: il brasiliano Garrincha fu espulso nella semifinale contro il Cile per un fallo di reazione, ma non scontò la squalifica e in quel caso fu vera e propria grazia.

Scoppia la polemica

Fin da quando l’arbitro brasiliano Raphael Claus, su supporto del VAR, aveva deciso di espellere Balogun nel match contro la Bosnia, sul cartellino rosso era scoppiata la polemica negli USA, che consideravano la scelta del direttore di gara troppo severa. All’improvviso, però, è arrivata la “grazia” da parte della FIFA.

La decisione dell’organizzazione internazionale del calcio, presieduta da Gianni Infantino, è stata commentata così dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo social Truth:

Grazie alla FIFA per aver fatto la cosa giusta e per aver posto fine a una grande ingiustizia!“.

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Donald Trump, presidente degli Stati Uniti

La sospensione dell’espulsione di Balogun, uno dei giocatori più forti degli Stati Uniti, che non avrebbe dovuto giocare contro il Belgio, ma che ora potrà essere schierato in campo, ha immediatamente acceso le contestazioni, prima tra tutte quella della Federazione belga.

“La Reale Federazione Calcistica Belga (RBFA) è sbalordita dalla decisione della FIFA basata sull’Articolo 27 del Codice Disciplinare Fifa. Tale disposizione stabilisce che la Commissione Disciplinare della Fifa può decidere di sospendere l’esecuzione di una sanzione disciplinare precedentemente inflitta. Tuttavia, l’Articolo 66.4 dello stesso Codice Disciplinare Fifa prevede chiaramente che un cartellino rosso (espulsione) comporta automaticamente una squalifica per la partita successiva della squadra, come è avvenuto per tutti i precedenti cartellini rossi mostrati durante questa Coppa del Mondo Fifa. Inoltre, e a prescindere da quanto sopra, la decisione è in diretto contrasto con le disposizioni del Regolamento della Competizione della Coppa del Mondo Fifa 2026, come stabilito dall’Articolo 10.5.

La natura automatica di tale squalifica è stata inoltre esplicitamente ribadita nella Circolare n. 16 della Coppa del Mondo Fifa 2026, distribuita a tutte le federazioni affiliate partecipanti il 12 maggio 2026. La stessa regola viene ribadita in ogni riunione di coordinamento delle partite della Coppa del Mondo Fifa 2026 prima di ciascun incontro ed è inclusa in tutte le presentazioni dei workshop della Coppa del Mondo Fifa 2026. Al fine di tutelare i legittimi diritti di tutte le squadre partecipanti e di proteggere i principi fondamentali del fair play nel nostro sport, sia in questa Coppa del Mondo Fifa sia nelle future edizioni del torneo, la RBFA sta valutando tutte le possibili opzioni“.

Molto più al veleno le parole di Rudi Garcia, CT del Belgio (in Italia ha allenato Roma e Napoli), che in conferenza stampa ha dichiarato:

Non sapevo che per la FIFA il 5 luglio fosse il primo d’aprile. È il pesce d’aprile. Voglio fare riferimento anche al comunicato della federazione, lì c’è scritto tutto. La federazione non difende solo se stessa, ma anche il calcio in generale, l’integrità e l’etica. Credo sia la prima volta nella storia che viene presa una decisione del genere”.

L’ombra della telefonata di Trump

In merito alla storica decisione della FIFA su Balogun, fin da subito si è ipotizzato che dietro a questa scelta ci fosse una qualche influenza da parte del Presidente degli Stati Uniti. Uno scenario ovviamente potenziale, ma che qualche ora dopo il comunicato FIFA sarebbe stato confermato da un’indiscrezione del New York Times.

La testata giornalistica statunitense, infatti, sostiene che la richiesta di revocare il rosso sarebbe stata avanzata, nei giorni scorsi, direttamente da Trump a Infantino.

Gianni Infantino, presidente della FIFA

A riguardo, in molti ritengono che il Presidente FIFA abbia acconsentito a questa decisione a causa del rapporto di amicizia che lo lega al capo della Casa Bianca. Per lo stesso motivo, chi polemizza per il “caso Balogun” sostiene che forse per altre Nazionali non sarebbe stata attuata un’analoga sospensione dell’espulsione. Il Belgio, in primis, potrebbe essere beffato laddove l’attaccante USA segnasse una rete contro di loro, che poi varrebbe la qualificazione degli Stati Uniti ai quarti.

L’amicizia Trump-Infantino

Nei mesi che hanno preceduto l’inizio dei Mondiali di USA, Canada e Messico, diversi sono stati gli episodi che hanno manifestato pubblicamente il buon rapporto che intercorre tra Trump e Infantino.

A dicembre 2025, il Presidente FIFA, durante la cerimonia di sorteggio dei gironi della Coppa del Mondo, aveva dato a Trump un premio per la Pace. Lo stesso Infantino, poi, aveva preso parte a febbraio alla prima riunione del “Board of Peace” organizzato dagli USA. A giugno, poco prima della primo match dei Mondiali, Trump aveva definito Infantino un “capo fantastico“.

Nel mezzo, infine, c’è stata anche la questione della Federazione dell’Iran. Come si sa, la Repubblica islamica è in guerra da mesi in Medio Oriente contro gli USA, ma la sua Nazionale si era giustamente qualificata per la Coppa del Mondo negli Stati Uniti. Il problema è stato che alcuni membri della Federazione iraniana non hanno potuto ottenere il visto per entrare negli USA e oltre a ciò non era chiaro che tipo di accoglienza avrebbero avuto i calciatori iraniani, palesando un possibile caso sicurezza.

La decisione FIFA è stata di mettere la sede del ritiro dell’Iran a Tijuana, in Messico, sul confine con la California: i giocatori dell’Iran però sarebbero potuti entrare negli USA solo per disputare le partite del girone, per poi immediatamente uscire dagli Stati Uniti una volta terminati i match.

“Dopo la partita, ci hanno detto: ‘Dovete partire immediatamente’ – aveva dichiarato il CT iraniano Amir Ghalenoei al termine del match contro la Nuova Zelanda – Non ci hanno nemmeno dato il tempo di recuperare. Per noi è molto importante avere tempo per recuperare, ma ci viene chiesto di salire su un aereo e tornare al nostro ritiro a Tijuana, e questo ci preoccupa molto. Siamo la squadra più maltrattata di tutto il Mondiale”.

“Dobbiamo lasciare Los Angeles subito, e non è una buona cosa per noi. Penso che la Fifa debba aiutarci di più. … In realtà, per noi è tutto un disastro” aveva aggiunto Mehdi Taremi, capitano dell’Iran.