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La maestra sospesa da scuola per aver fatto recitare il Padre Nostro e l'Ave Maria in classe

Marisa Francescangeli, maestra elementare di San Vero Milis (Oristano), sospesa per 20 giorni con taglio di stipendio. La questione arriva fino in Parlamento

La maestra sospesa da scuola per aver fatto recitare il Padre Nostro e l'Ave Maria in classe
Scuola 06 Aprile 2023 ore 17:05

Il dibattito sul crocifisso in aula va avanti da tempo, ogni anno torna la questione delle recite di Natale e di recente una scuola di Modena ha vietato la benedizione pasquale, e in provincia di Oristano c'è una scuola che ha aggiunto un altro capitolo alla vicenda sulla religione a scuola. Lì una maestra è stata sospesa per 20 giorni (con tanto di decurtazione dello stipendio). La sua colpa? Ha fatto recitare prima di Natale il Padre Nostro e l'Ave Maria ai bambini.  (foto di copertina repertorio)

Maestra sospesa da scuola per aver fatto recitare il Padre Nostro e l'Ave Maria

Il fatto incriminato - raccontato da L'Unione Sarda - è avvenuto il 22 dicembre 2022, l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale. Marisa Francescangeli, maestra nella scuola primaria di San Vero Milis, in provincia di Oristano, stava sostituendo un collega in un'altra classe, una terza elementare. Ha pensato fosse un'idea carina, proprio per la vicinanza con il Natale, far realizzare un piccolo rosario ai piccoli e prima di salutarli recitare insieme il Padre Nostro e l'Ave Maria.

 

La scuola primaria di San Vero Milis

Due mamme si lamentano e lei si scusa

Pensava - come ha raccontato in seguito - di aver fatto qualcosa di carino. Anche perché, ha confermato, nessuno dei suoi studenti ha mai rinunciato ad avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica a scuola.

Marisa Francescangeli

Ma evidentemente si sbagliava. Già, perché due mamme sono andate a lamentarsi dal preside. E così un paio di settimane più tardi la docente è stata convocata e nell'ambito di una riunione ha chiesto scusa per aver evidentemente ferito la sensibilità di qualcuno.

La sospensione

Finita qui? No, nemmeno per sbaglio. All'inizio di marzo Marisa Francescangeli viene convocata in direzione per firmare la notifica di sospensione da parte del dirigente Alessandro Cortese e dell’Ufficio scolastico provinciale. Un colpo al cuore per lei, 56 anni, più della metà dei quali passata in aula con i suoi bambini.

In quel momento, peraltro, la donna era a casa in malattia e nella comunicazione c'era scritto che il provvedimento sarebbe iniziato nel giorno del rientro previsto. E dunque al momento Marisa è ancora a casa e potrà rientrare in classe solo dopo il 16 aprile.

Tra le contestazioni - oltre al rosario e alla preghiera - c'è anche l'aver "terrorizzato" gli studenti spiegando loro le conseguenze negative del fumo. 

La questione arriva in Parlamento

La questione è arrivata anche in Parlamento. Il deputato Francesco Mura (Fratelli d'Italia) ha presentato un'interrogazione urgente al ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara:

"Considero assurda e aberrante la decisione, assunta dal dirigente e dall’Ufficio scolastico regionale, di infliggere una punizione a d una maestra per il solo fatto di aver recitato una preghiera in classe con i propri alunni. Se il timore è quello che la parola di Dio possa condizionare negativamente la crescita e lo sviluppo dei nostri bambini, ciò potrebbe valere anche per lo studio del pensiero di personaggi come Gramsci o D’Annunzio o di chiunque altro abbia contribuito alla crescita intellettuale della civiltà occidentale e quindi della nostra Nazione. L’Italia è un Paese laico la cui storia democratica non può prescindere dalle sue radici cattoliche".

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