La proposta

Meritocrazia Italia propone l’istituzione di una Rete nazionale del mentoring sanitario

Per non disperdere le esperienze con i pensionamenti

Meritocrazia Italia propone l’istituzione di una Rete nazionale del mentoring sanitario

L’iniziativa promossa a Bologna, dove un gruppo di medici in quiescenza ha scelto di mettere volontariamente la propria esperienza al servizio delle persone più fragili, rappresenta un esempio di grande valore umano e professionale. Una notizia che merita attenzione non solo per il gesto di generosità che racconta, ma soprattutto per la riflessione che suggerisce.

È fondamentale evitare un equivoco. Il volontariato non può e non deve diventare la risposta alle carenze strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, né può sostituire il dovere delle istituzioni di garantire un numero adeguato di professionisti, investendo nella programmazione, nel ricambio generazionale e nella valorizzazione delle professioni sanitarie. Questa esperienza, però, pone una domanda che la politica non può ignorare: cosa accade all’immenso patrimonio di competenze, conoscenze ed esperienza maturato da un professionista quando termina la propria carriera?

Ogni anno il nostro Paese vede lasciare il servizio migliaia di medici, infermieri e professionisti sanitari che hanno dedicato una vita intera alla cura delle persone. Con il pensionamento rischia di uscire dal sistema non soltanto una professionalità, ma anche una preziosa memoria clinica, organizzativa e umana, costruita in decenni di lavoro, di decisioni, di relazioni e di capacità di affrontare situazioni complesse. In natura nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma. Anche l’esperienza professionale dovrebbe seguire questo principio. Non disperdersi con il pensionamento, ma trasformarsi in conoscenza condivisa, guida e formazione per chi raccoglie il testimone.
La vera innovazione non nasce dalla contrapposizione tra esperienza e cambiamento, ma dalla loro integrazione. I giovani professionisti portano entusiasmo, nuove competenze e padronanza delle tecnologie; chi ha maturato una lunga esperienza porta equilibrio, capacità di giudizio, visione d’insieme e quella sensibilità clinica che nessun algoritmo potrà mai sostituire. È da questo dialogo che può nascere una sanità più forte, più moderna e più vicina ai cittadini.

Occorre saper costruire un ponte stabile tra generazioni, trasformando il pensionamento da momento di uscita dal sistema a nuova forma di partecipazione e trasmissione del sapere. Non per sostituire il lavoro dei professionisti in servizio, ma per affiancarlo attraverso attività di mentoring, tutoraggio, formazione, supporto organizzativo ed educazione sanitaria, con particolare attenzione ai percorsi dedicati alle persone più fragili. Fragilità significa molto più che malattia. Significa disabilità, cronicità, solitudine, disagio sociale, difficoltà economiche, perdita di autonomia. Significa, spesso, avere bisogno non soltanto di una prestazione sanitaria, ma di qualcuno che sappia orientare, ascoltare, accompagnare e mettere la propria esperienza al servizio della persona. In questo, il patrimonio umano e professionale dei medici senior può rappresentare un valore aggiunto straordinario.

Meritocrazia Italia propone l’istituzione di una Rete Nazionale del Mentoring Sanitario, composta da professionisti del Servizio Sanitario Nazionale in quiescenza che, su base volontaria e all’interno di un quadro organizzativo definito, possano mettere a disposizione il proprio patrimonio di esperienza per accompagnare le nuove generazioni di professionisti e sostenere, con funzioni di orientamento, tutoraggio e formazione, i percorsi di presa in carico delle persone fragili.

Una proposta di questo tipo non può fondarsi esclusivamente sulla buona volontà dei singoli. Deve prevedere un riconoscimento istituzionale del valore sociale svolto da questi professionisti: adeguata copertura assicurativa, aggiornamento professionale, rimborso delle spese sostenute e, laddove l’impegno richiesto sia continuativo e qualificato, forme di riconoscimento economico proporzionate e trasparenti.

Non uno strumento per creare nuove opportunità di lavoro, ma un modo per valorizzare un contributo di elevato interesse pubblico, evitando al tempo stesso qualsiasi sovrapposizione con il lavoro dei professionisti in servizio. Investire nella trasmissione delle competenze significa investire nella qualità del Servizio Sanitario Nazionale. Un giovane professionista affiancato da un mentore esperto cresce più rapidamente; una migliore condivisione delle conoscenze può contribuire a ridurre errori evitabili, migliorare l’organizzazione dei servizi, rafforzare la continuità assistenziale e rendere più efficace la presa in carico delle persone fragili. Benefici che si traducono non solo in una migliore qualità delle cure, ma anche in un utilizzo più efficiente delle risorse pubbliche.

Il futuro del Servizio Sanitario Nazionale non si costruisce scegliendo tra giovani ed esperienza. Si costruisce creando le condizioni affinché il sapere maturato in una vita professionale diventi patrimonio condiviso, capace di accompagnare la crescita delle nuove generazioni e di rafforzare, nel tempo, la qualità della sanità pubblica. Perché l’esperienza non è un capitolo che si chiude con il pensionamento. È un bene comune che un Paese lungimirante ha il dovere di custodire, valorizzare e trasmettere.

Stop war.