L‘influenza stagionale non è ancora entrata pienamente nel vivo, ma il numero di italiani alle prese con raffreddore, mal di gola, tosse e febbre è già in aumento. Il motivo, spiegano gli esperti, è che in questa fase stanno circolando molti virus respiratori autunnali, mentre l’influenza in senso stretto potrebbe arrivare più avanti.
Secondo Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano, per questa stagione bisogna aspettarsi una fase influenzale di intensità medio-alta. La stima complessiva è significativa: si parla di 12-14 milioni di casi tra influenza e sindromi simil-influenzali.

Perché l’influenza è in ritardo
Uno dei fattori che starebbe rallentando la partenza dell’epidemia è il clima ancora mite. Le temperature elevate, rispetto alla media stagionale, possono modificare i tempi di diffusione del virus influenzale, ma non eliminarlo.
Gli specialisti ricordano che il freddo non “crea” l’influenza: favorisce piuttosto le condizioni in cui i virus circolano meglio, perché si trascorre più tempo in ambienti chiusi e poco ventilati. In questo momento, quindi, il vero protagonista è il mix di rhinovirus, coronavirus stagionali, Sars-CoV-2, adenovirus, virus parainfluenzali e, progressivamente, anche virus respiratorio sinciziale. Tradotto: molti italiani si stanno già ammalando, ma non sempre si tratta di influenza. Anche l’Istituto Superiore di Sanità ricorda che i dati settimanali diffusi durante la stagione riguardano spesso le infezioni respiratorie acute nel loro complesso, e non soltanto i casi di influenza confermata.
Il picco
Il fatto che l’ondata influenzale vera e propria sia in ritardo non significa che ci si possa rilassare. Al contrario. Pregliasco invita a non aspettare il momento in cui “classi e uffici saranno decimati” per correre ai ripari. La stagione è solo partita in modo più lento, ma potrebbe accelerare nelle prossime settimane e raggiungere il suo culmine nel cuore dell’inverno, come spesso accade.
Vaccino antinfluenzale
Sul fronte della prevenzione, l’Aifa ha autorizzato 9 vaccini antinfluenzali per la stagione 2026-2027. Si tratta di soluzioni diverse per età e caratteristiche cliniche: alcuni sono destinati agli adulti, altri anche ai bambini a partire dai 6 mesi, uno è in spray nasale per bambini e adolescenti, mentre esistono vaccini adiuvati o potenziati pensati in particolare per le persone più anziane.
Il Ministero della Salute raccomanda la vaccinazione soprattutto a:
- bambini dai 6 mesi ai 6 anni
- over 60
- donne in gravidanza
- operatori sanitari
- persone di qualunque età con patologie croniche
- soggetti più fragili, esposti a un rischio maggiore di complicanze
La campagna vaccinale è partita a inizio ottobre e il messaggio delle autorità sanitarie è semplice: vaccinarsi resta la forma più efficace per ridurre il rischio di malattia grave e complicanze.
Non solo vaccino: le regole da seguire
Oltre alla vaccinazione, restano fondamentali alcune misure di buon senso: lavarsi spesso le mani, coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, arieggiare i locali, evitare contatti ravvicinati se si hanno sintomi e non abusare di antibiotici, che non servono contro i virus.
Il consiglio degli esperti è di muoversi ora: proteggersi prima del picco è la scelta più utile.