Borghi da scoprire e… gustare

Una gita a Varzi, dove oltre al salame c’è di più, e a Cervo Ligure, tra cielo e mare

Una gita a Varzi, dove oltre al salame c’è di più, e a Cervo Ligure, tra cielo e mare
Turismo 04 Novembre 2022 ore 16:04

Varzi, oltre il salame c’è di più

Non so se è più conosciuta per il suo salame, per il suo centro storico medievale o per la Via del Sale che gli passava a fianco. Certo è che Varzi, in provincia di Pavia, sta acquistando sempre maggiore notorietà. E visitatori. Perché passeggiare in questo borgo, tra le sue vie strette, tra palazzi storici e portici che ricordano gli antichi mercati vuol dire immergersi in un’atmosfera medievale. Suggeriamo di partire dalla chiesa dei Cappuccini, la più antica pieve della valle Staffora, che, salendo da Voghera, si trova appena fuori dell’abitato. L’edificio attuale risale alla fine del XII secolo, nelle forme proprie del romanico, come testimonia la facciata a salienti che, nella metà inferiore, presenta un rivestimento in pietra arenaria a fasce orizzontali bicrome, mentre la parte superiore resta in cotto a vista con archetti pensili nella cuspide centrale, come nel romanico padano. Molto bello l’unico portale che si apre al centro della facciata con protiro aggettante su due slanciate colonne che poggiano su plinti con teste d’ariete angolari.


Ci addentriamo nel centro storico e raggiungiamo piazza Umberto I, sulla quale si trovano i principali edifici istituzionali: sul lato est il settecentesco palazzo Tamburelli-Malaspina, ora sede del Municipio, mentre sul lato nord abbiamo la mole nobile e severa del Castello Malaspina. Sulla destra è la Torre che si alza imponente dal castello per 29 metri: salendo i 41 gradini esterni e gli 89 interni ai muri, si raggiunge la sommità, dalla quale si gode una vista spettacolare sul borgo e sul paesaggio che lo circonda. Nel 1460, all’epoca dell’Inquisizione, vi furono rinchiusi 25 donne e alcuni uomini accusati di stregoneria e per questo poi arsi nella pubblica piazza; da qui il nome di Torre delle Streghe. Molto bella è anche la parallela Via di Dentro, fra le due torri - Torre di Porta Sottana e Torre di Porta Soprana, che - in poche decine di metri, racchiude alcuni degli edifici più belli e prestigiosi di Varzi perché vi abitavano le famiglie più importanti: in particolare palazzo Mangini, l’ex Ospizio dei Pellegrini, la chiesa di S. Germano e la chiesa dei Bianchi, unica nel suo genere perché il suo interno è fatto a forma di quadrifoglio, a imitazione delle grandi cattedrali.

Dopo questa lunga passeggiata è il momento della merenda che, a Varzi, vuol dire pane e salame: la micca, la pagnotta a forma di treccia di pasta dura, e il ben noto salame di Varzi Dop, prodotto da tutte le parti nobili del maiale, prosciutto, guanciale, pancetta, coppa, lombo e filetto, e che richiede una lunga stagionatura.

Cervo Ligure, tra cielo e mare

Tra cielo e mare. Cervo Ligure è davvero un borgo immerso nel blu del golfo di Diano Marina e non c’è nessuno dei residenti che non abbia avuto a che fare col mare.

Quella che ci aspetta è una visita in salita che parte quasi dal mare e arriva al castello in cima al borgo dopo aver attraversato impervie e strette viuzze che, a volte, lasciano spazio a straordinarie vedute sul mare, come quella che si gode dalla piazzetta a metà di via Matteotti.
Prima, però, si incontra il seicentesco palazzo Morchio, ora municipio, con un portale d’ardesia di stile genovese, appartenuto a Tommaso Morchio, ammiraglio comandante di dieci galee genovesi, che nel 1371 conquistò l’isola di Malta e la città di Mazara in Sicilia. Procedendo, s’incontrano le imponenti mura che costituivano gli spalti del castello nei secoli XV-XVI e la piazza dove si apre la maestosa chiesa di San Giovanni Battista, detta “dei Corallini” perché edificata con i proventi dei pescatori di corallo, che domina un ampio braccio di mare. Originale è la sua facciata concava, mentre il suo interno è riccamente barocco: risaltano l’altare maggiore del Pittaluga, con il suo tabernacolo di scuola lombarda dell’inizio del XVI secolo e il pulpito in marmo bianco con bassorilievo della Pietà (sec. XVI), gli affreschi sul coro del Carrega e il crocifisso ligneo sopra l’altar maggiore, un capolavoro intagliato e scolpito del Maragliano.
Si sale per la gradinata a sinistra della chiesa e s’imbocca via Grimaldi-Salineri, dal fascino medievale per gli archivolti ogivali o a tutto sesto che ornano le entrate delle abitazioni. In breve siamo davanti al castello che nel XII secolo i marchesi di Clavesana edificarono come propria dimora dotandola di tre torrioni a pianta circolare e inglobando l’originaria torre alto-medievale: oggi è sede del Museo Etnografico.
Scendendo, consigliamo uno sguardo all’oratorio di Santa Caterina, chiuso tra costruzioni medievali, un classico esempio di struttura romanica in origine a croce latina.
E, si raccomanda, non andatevene senza aver assaggiato il prodotto principe di Cervo: l’olio extravergine di oliva prodotto con i frutti degli ulivi che crescono rigogliosi alle spalle del borgo medievale. E magari portatevene a casa una bottiglia per condire i vostri piatti migliori o da assaporare su una bruschetta.

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