Gite e weekend nel Comasco

Un viaggio tra località e alpeggi dal Triangolo Lariano alla Valle d’Intelvi

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Un viaggio tra località e alpeggi dal Triangolo Lariano alla Valle d’Intelvi
Turismo 14 Luglio 2022 ore 17:22

Gite e weekend nel Comasco: è possibile fare esperienze, godere dell’enogastronomia, essere accompagnati sui percorsi da guide esperte, pernottare. Scaricate l’App OltreLario per conoscere itinerari, proposte e punti di interesse!

Dal Triangolo Lariano alla Valle d’Intelvi

Scarponcini ai piedi, e via! Iniziamo il nostro cammino attraversando un ponticello in pietra e inforchiamo la ciclabile: siamo tra Visino e Maisano, storiche frazioni di Valbrona. Visino ci apre le porte della valle delle sorgenti tagliata dal torrente Foce e racconta di un popolo che filava la lana e coltivava bachi da seta.
Maisano è un’antica frazione nata grazie ai frati bonificatori benedettini, fautori del primo nucleo abitativo, per proteggere la popolazione dalle invasioni barbariche del 400 d.C. Arrivarono i “Roncari”, i frati, e costruirono la prima baita vicino al lavatoio, iniziarono la bonifica e crearono Cascine Ossa, Caprante, l’Alpe di Monte. La baita divenne casa e convento e sorpassando, oggi, Maisano verso l’Alpe di Monte la vediamo ancora in piedi e intatta con al di sopra del portone l’affresco dei santi protettori del monastero.

La mulattiera piega a sinistra e il percorso si staglia in salita con fondo ben cementato verso l’Alpe di Monte. Tratti ombreggiati da gelsi, distese fiorite, alberi di sambuco ci accompagnano lungo il percorso fino a giungere a un’area attrezzata dove sostare: riposàti, ripartiamo. Cappelle di devozione, leggende di stregoneria e tradizioni rurali si susseguono fino all’entrata nel minuscolo borgo d’alpeggio dell’Alpe di Monte: la Cappella della Sacra Famiglia amabilmente affrescata, il tumolo della strega Stefano creato con grossi lastroni di granito a croce perfetta lì dal 1500, la ghiacciaia profonda fino a 8 metri usata come antico frigorifero.
Da qui si domina il lago di Como sia verso la punta di Bellagio sia verso il ramo lecchese. Possiamo, se abbiamo bambini sotto i 12 anni, rientrare verso Maisano seguendo il sentiero 14 del Cai e goderci la discesa fino al laghetto di Visino allestito con giochi d’acqua e aree attrezzate.

Passo dopo passo, invece con ragazzi sopra i 12 anni, seguendo le indicazioni targate OltreLario, giungiamo attraverso i boschi alla Conca di Crezzo, antico punto di confine tra Lasnigo e Barni, il laghetto omonimo è un punto naturalistico eccezionale con alle spalle il massiccio delle Grigne. Possiamo qui sostare e provare l’esperienza di mettere le mani nella pasta di caprino per amalgamarla con erbe spontanee raccolte in compagnia di Michela. Possiamo scegliere di seguire le indicazioni verso Lasnigo e in discesa su strada asfaltata raggiungere il borgo, dove il granito diviene arte tra architetture medioevali e immagini di devozione. Antichi caratteri tipografici ci accolgono, insieme a Paolo, per diventare protagonisti di un'opera d'arte sperimentando la stampa tipografica con l'uso di torchi manuali.

La strada riprende in direzione Alpe di Megna con una facile mulattiera immersa nel verde, al pascolo possiamo banchettare con un picnic e scoprire l’arte dei casari. Se siamo fortunati possiamo assistere al galoppo di un branco di cavalli, mentre, placide le mucche sono sdraiate all’ombra degli alberi. Seguiamo ora per Visino, facendo sempre attenzione a chiudere i fili di recinzione del pascolo e ritorniamo al punto di partenza.
In alternativa da Crezzo possiamo salire al Monte Megna, per ridiscendere verso la sua Alpe e rientrare poi a Visino. A chi si inerpica fino alla vetta, si offre uno spettacolo a 360°: dal Monte Palanzone ai Corni di Canzo, a sud i laghi di Pusiano e Annone e ad est il Resegone.

Dal Belvedere di Pigra al Pizzo Pasquella fino all’Alpe di Blessagno

Un tracciato andata e ritorno da Pigra, un gruzzolo di case alle pendici del monte Costone con una storia di gatti e un belvedere sul lago di Como da capogiro: gli abitanti del borgo un tempo erano infatti chiamati “gatti di Pigra”.
Camminando per scalinate e viuzze, è possibile visitare una mostra a cielo aperto raffigurante gatti di ogni sorta. Perfino il logo della Società Operaia, operante un tempo in paese, ha in essere un gatto a simboleggiare quanto l’identità locale permeasse ogni ambito culturale.

Il “cason”, sede della Società Operaia, è senz’altro meritevole di una visita guidata con Elio, il presidente, che può raccontare quegli aneddoti e quelle storie che parlano di paese, di grafie fitte, di disegni tecnici, di mutuo soccorso. È lì, dal belvedere, che inizia il nostro cammino con un panorama che spazia fino al Monte San Primo, alle Grigne, al Pizzo dei Tre Signori e al Monte Legnone. Seguiamo le indicazioni per “Strada ai Monti/Alpe di Colonno”, passiamo la località “Su Frecia”, incrociamo la croce di cemento di “Crusia Piana” e proseguiamo fino a una biforcazione, circa due km dalla partenza, prendendo la salita verso la bocchetta di Pigra. Qui proseguiamo in cresta fino al Monte Pasquella per godere di una spaziosa vista su Bellagio, l’Isola Comacina, fino ad arrivare sulla bassa Valle con Pigra e Schignano. Scendiamo ora all’Alpe di Blessagno, dove non mancano i momenti indimenticabili: possiamo passeggiare con i lama, fare un’esperienza di lama agility e diventare amici di un asino.

Se abbiamo bambini piccoli possiamo intraprendere un percorso più diretto che collega Pigra all’Alpe di Blessagno. Dal Belvedere raggiungiamo il campo sportivo di Pigra e imbocchiamo la mulattiera n° 8 “Circolare Pizzo Pasquella”, che ci condurrà dolcemente tra i boschi fino all’Alpe di Blessagno.

L’idea in più? Usiamo le e-bike!

Partiamo da Canzo. Noleggiamo una e-bike e via alla volta di Visino di Valbrona. Attraversiamo il ponte, percorriamo la ciclabile, poi Maisano, Alpe di Monte, laghetto di Crezzo. Qui ci fermiamo: assaporiamo la quiete.
Riprendiamo la salita e ci dirigiamo prima verso Barni e poi su di una mulattiera verso Magreglio. Volendo possiamo, lasciando le bici all’area attrezzata sulla strada deviare e salire a piedi al Castel del Leves, antica torre di segnalazione di Barni, dal quale si gode uno spettacolo mozzafiato sull’azzurro del lago di Como. A Magreglio al Ghisallo ci immergiamo nella storia della bicicletta: al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo ci attende una visita guidata, che ci racconta di bici e maglie, che narrano storie e aneddoti, campioni e gregari che si sono susseguiti nel tempo. Grazie ad Antonio possiamo anche assistere alla fabbricazione di un cerchio in legno per bicicletta.

Ora si sale verso Pian Rancio raggiungendo il punto panoramico alla Croce di Magreglio e poi giù verso la foresta di Abeti rossi e Larici che ospita la sorgente del Lambro: la Menaresta, perché “va” e poi “resta” con un flusso intermittente.
Se siamo interessati alla geologia o alle leggende tramandate, facciamo una capatina ai massi erratici, tra glaciazioni e diavoli burloni che scagliano palle infuocate. Lasciamo questa atmosfera da Contea per rientrare in Magreglio e le sue pittoresche viuzze fino a imboccare la mulattiera per Barni.
Seguiamo le frecce OltreLario e su di nuovo alla Conca di Crezzo e giù verso Lasnigo per arrivare all’Alpe di Megna. Pit stop e via verso Visino, imbocchiamo la Provinciale e dopo qualche centinaio di metri una mulattiera sulla sinistra, seguiamo per Colletta dei Corni, sentiero Spaccasassi e raggiungiamo Canzo tra terrazzamenti e muretti a secco.

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