Cammini

Toscana, sulle orme degli antichi pellegrini

Alla scoperta delle Vie Matildica, Romeo Strata e di San Francesco

Toscana, sulle orme degli antichi pellegrini
Turismo 30 Giugno 2022 ore 15:52

Il vecchio “bordone”, il bastone del pellegrino medievale, ha lasciato il posto ai moderni bastoncini da nordic walking. Ma lo spirito che guidava i viandanti di allora e quelli di oggi in molti casi è ancora lo stesso. Come praticamente uguali sono le strade che attraversano la Toscana su cui si avventurano gli attuali “pellegrini”.


Sono sette i cammini proposti in questa regione, uno più interessante dell’altro sotto tutti i punti di vista, da quello naturalistico a quello paesaggistico, da quello artistico a quello gastronomico. Però, visto il periodo piuttosto caldo, abbiamo pensato di focalizzarci su tre itinerari, quelli maggiormente immersi nella frescura dei boschi.

Via Matildica del Volto Santo, nel cuore della Garfagnana

Dalle montagne del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano attraverso le valli della Garfagnana fino alla bellissima Lucca. E’ il tratto che attraversa la Toscana della Via Matildica del Volto Santo, il cammino che porta alla scoperta dei territori di Matilde di Canossa, e che prende il via praticamente dal Passo delle Radici, sul confine tosco-emiliano, poco sopra San Pellegrino in Alpe, da cui la vista può spaziare dal Cimone al Libro Aperto al monte Giovo e dove si trova anche il Museo Etnografico della Montagna Don Luigi Pellegrini, che raccoglie oltre quattromila oggetti a testimonianza dei costumi e delle attività della vita contadina. Ci si addentra nel cuore della Garfagnana, terra di boschi di castagni e piccoli borghi antichi dove la natura domina incontrastata. Si incontra Castiglione di Garfagnana, circondato da una cinta muraria medievale ancora intatta, e Castelnuovo, un po’ il “capoluogo” di questo territorio, con la Rocca Ariostesca che domina la piazza principale del centro storico, dalla quale il poeta Ludovico Ariosto governava la Garfagnana.


Una sosta prolungata la merita Barga, insignita con la Bandiera Arancione conferita dal Touring Club e inserita nella lista dei Borghi più belli d’Italia stilata da ANCI per i suoi numerosi luoghi di interesse culturali e per il suo centro storico: si veda il Castello situato su uno sperone roccioso, si passeggi tra i vicoli e le piccole piazze e si ammiri il romanico Duomo di San Cristoforo che somiglia quasi a una fortezza con la sua facciata in pietra.
Prima di giungere a Lucca, segnaliamo il paese di Borgo a Mozzano, famoso per la presenza del Ponte della Maddalena, magnifica e un po’ visionaria struttura medievale, è il vero simbolo della Valle e di tutta la Lucchesia, meglio noto come Ponte del Diavolo: il suo profilo singolare, con la grande arcata a tutto sesto affiancata agli altri tre archi minori, ha ispirato numerosi artisti.

Via Romea Strata, sugli Appennini pistoiesi e nelle terre di Leonardo

Tra le strade che congiungevano alla Via Francigena per andare a Roma, i pellegrini dell’est d’Italia scendevano dalla Romea Strata, tagliando l’Emilia Romagna da nord a sud ed entrando in Toscana attraverso gli Appennini della Montagna Pistoiese.

In mezzo alle sue foreste di conifere, non sarà difficile trovare funghi porcini e mirtilli, avvistare un’aquila reale o scorgere una marmotta. Lungo questi pendii si incontrano località che meritano una sosta sul cammino. Come il pittoresco borgo di Cutigliano, con il suo palazzo dei Capitani della Montagna noto per la facciata ricca di stemmi in pietra e terracotta policroma, o San Marcello Piteglio, dove potreste approfittarne per visitare l'Antica Ferriera Papini in località Maresca, la più antica della Toscana, attiva fino agli anni '80 del Novecento. Una tappa più prolungata va, in ogni caso, prevista a Pistoia per godervi la bellissima Piazza Duomo con la Cattedrale di San Zeno, il Battistero di San Giovanni in Corte e il Palazzo del Comune, oggi anche sede del Museo Civico. Poco fuori Pistoia vi ritroverete di nuovo a camminare in mezzo al verde, tra i boschi e i campi coltivati a vite e a ulivi che caratterizzano le colline del Montalbano. Sul tragitto troverete Anchiano, città natale di Leonardo da Vinci: è d’obbligo la visita alla Casa Natale e alla casa colonica adiacente, oggi adibite a museo, che ospitano, tra le altre cose, la riproduzione digitale ad alta definizione de l’Ultima Cena.

Prima di giungere a Fucecchio e immettersi sulla Francigena, un’ultima sosta a Cerreto Guidi per ammirare la straordinaria Villa Medicea e la vicina Pieve di San Leonardo ricca di opere d’arti.

Via di Francesco, da Firenze a La Verna

La Via di Francesco è un insieme di cammini che collega i tanti luoghi legati alla vita di San Francesco d’Assisi in Toscana. Qui ci focalizziamo su quello che dalla Basilica di Santa Croce in Firenze, la chiesa francescana più grande del mondo, porta al rinomato Santuario della Verna dove Francesco ricevette le stigmate. O meglio dire “quelli”, perché sono due gli itinerari, una nord e una sud, che portano da Firenze a La Verna, entrambi ricchi di località e monumenti degni di nota.
La direttrice nord, passata Pontassieve, è caratterizzata per lo più da boschi e si addentra, dopo Stia, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Tanti i luoghi pieni di fascino che si incontrano: dalla bellissima Pieve di San Giovanni a Rèmole in località Le Sieci (Pontassieve), nota già nel 955, alla Pieve di Santa Maria Assunta a Stia fino all’Eremo di Camaldoli, complesso monastico che ospita alcune tavole di Giorgio Vasari.

La direttrice sud conduce i pellegrini fuori da Firenze seguendo il fiume Arno sulla sponda sinistra e ha come punti tappa Rignano sull’Arno, l’Abbazia di Vallombrosa, Montemignaio, Poppi e Santa Maria del Sasso, poco fuori Bibbiena. In parte, questo tracciato corrisponde alla Via Florentia romana, antica via importante anche in epoca medievale sia per il numero di pellegrini che la percorrevano sia per gli scambi commerciali legati ai rapporti tra la potente famiglia dei Conti Guidi e Firenze.
Alcune attrazioni che si trovano sul cammino sono lo Spedale del Bigallo, nei dintorni di Bagno a Ripoli, esempio dei tanti Spedali medievali dediti all’accoglienza di pellegrini e viandanti; l’imponente Abbazia di Vallombrosa, importante centro religioso che ancora oggi offre accoglienza; l’antico Castel Leone e l’Oratorio di Santa Maria delle Calle a Montemignaio; e il castello dei Conti Guidi a Poppi.

Con Vetrina Toscana i piatti e i prodotti della tradizione

Un viaggio nel gusto iniziato oltre 22 anni fa quello di Vetrina Toscana (www.vetrina.toscana.it), il progetto di Regione e Unioncamere Toscana tra i primi esempi di turismo enogastronomico che lega territorio, ristoranti, botteghe e prodotti ad itinerari all’insegna del gusto.
E il cammino è il mezzo ideale per assaporarli appieno, un turismo lento che consente di godere delle mille sfumature di paesaggio e di sapori.


A pochi km di distanza, tra un borgo e l'altro, cambiamo gli ingredienti o il semplice modo di assemblarli, ogni frazione ha la sua ricetta tra mille declinazioni di gusto e storie generazionali.
Sulla Via di Francesco, nei boschi di Michelangelo si raccoglie il Marrone di Caprese Michelangelo Dop. Si caratterizza per il colore chiaro e striato e il sapore di vaniglia con sentori di mandorla. Caratteristiche conferite dalla “terra castagnina”. Le prime piante documentate risalgono al 1300, erano selvatiche e furono innestate dai Monaci Benedettini.
Seguendo la via Matildica del Volto Santo, consigliamo di festeggiare l'arrivo a Lucca con una bella fetta di Buccellato, un dolce tipico che si consuma in qualsiasi periodo dell’anno, ma in particolare durante le manifestazioni dell'Esaltazione della Santa Croce e del Palio della Balestra.


Il Buccellato deriva il proprio nome dal latino buccella, cioè boccone. Così come per gli antichi romani anche per i lucchesi il buccellato aveva originariamente la forma di una ciambella che si trasportava infilata nel braccio, come se fosse un bracciale, soprattutto la domenica, dopo la Messa. Al giorno d’oggi il Buccellato di Lucca può avere anche una forma dritta, che ricorda quella di un filoncino di pane. La ricetta è semplice: senza uova nell’impasto ma semplicemente arricchito di uva passa e semi di anice, si tratta di un dolce leggero adatto all’inzuppo ma decisamente aromatico.

Nel tratto toscano della Via Romea Germanica, camminando dal Casentino alla Valdichiana, vi consigliamo di gustare un bel piatto di pici. I pici sono una pasta fresca, simile agli spaghetti, che si realizza con acqua, farina e sale, un piatto "povero" legato alla cucina contadina. Sembra che l'origine dei pici risalga all'epoca etrusca, il nome forse deriva dal gesto che si compie con il palmo della mano, nel momento in cui si dà la forma al picio: gesto che, nel gergo culinario toscano, è "appicciare".

 

 

 

 

 

 

 

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