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Come funziona la Biennale di Venezia: l'Esposizione internazionale d'arte 2022

Fino al 27 novembre 2022 è possibile ammirare la mostra diffusa, che si articola in più sedi: l'Arsenale, i Giardini e i 36 padiglioni sparsi per la città.

Come funziona la Biennale di Venezia: l'Esposizione internazionale d'arte 2022
Turismo 05 Agosto 2022 ore 14:04

Con la definizione “Biennale di Venezia” si indica generalmente l'Esposizione internazionale d'arte di Venezia, organizzata dal 1895 dall’omonima Fondazione con cadenza biennale e dedicata alle arti figurative.

La Fondazione, oltre all'omonima esposizione d'Arte, organizza tuttavia anche altre esposizioni dedicate alla musica, al cinema, al teatro, all'architettura e alla danza (il Festival internazionale di musica contemporanea, la Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il Festival internazionale del teatro, la Mostra internazionale di architettura di Venezia, infine il Festival internazionale di danza contemporanea).

BIENNALE ARTE: 23 aprile - 27 novembre 2022
BIENNALE TEATRO: 24 giugno - 3 luglio 2022
BIENNALE DANZA: 22 luglio - 31 luglio 2022
BIENNALE CINEMA: 31 agosto - 10 settembre 2022
BIENNALE MUSICA: 14 settembre - 25 settembre 2022

L'Esposizione internazionale d'arte 2022

L'Arsenale

La differenza fondamentale rispetto a un classico museo statico, cioè che propone sempre (o quasi) la medesima esposizione, è il fatto che le mostre all’interno della Biennale cambiano quindi in continuazione nel tempo, anche se il termine “Biennale” è diventato per antonomasia sinonimo di grande evento internazionale ricorrente a prescindere dalla cadenza.

La sede istituzionale della Fondazione si trova a palazzo Ca' Giustinian, a due passi da San Marco (ma non vi troverete mostre). In realtà l'Esposizione internazionale d'arte di Venezia è una mostra diffusa, che si articola in più sedi: l'Arsenale, i Giardini e i 36 padiglioni sparsi per la città.

La più importante sono i cosiddetti Giardini della Biennale (o giardini Napoleonici), ovvero i giardini pubblici di Venezia, situati nel sestiere di Castello nell’estremità più orientale della città sull’acqua, verso il Lido. Sul viale centrale si affacciano le diverse architetture novecentesche dei 28 padiglioni delle nazioni che partecipano in modo permanente alle varie esposizioni (hanno una lunga storia e sono equiparati a delegazioni di rappresentanza estera, godendo anche di extraterritorialità).

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Dal 1980 è stata inaugurata una seconda sede istituzionale all'Arsenale (in copertina, una delle prime sale). Se la prima parte della mostra principale è allestita al Padiglione Centrale dei Giardini, la seconda si trova proprio all'Arsenale, dove è collocato anche il Padiglione Italia (nelle Tese delle Vergini).

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Poi vi sono partecipazioni nazionali fuori dalle due sedi principali, con 36 padiglioni sparsi per la città (sono in tutto 85 i Paesi partecipanti alla Biennale Arte).

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Biennale di Venezia: il tema dell'edizione 2022

La 59esima esposizione, inaugurata la primavera scorsa, a cura di Cecilia Alemani, si intitola “Il latte dei sogni” e prende spunto da un libro per bambini di Leonora Carrington (1917–2011), in cui l’artista surrealista racconta storie oniriche di creature ibride e mutanti in grado di terrorizzare grandi e piccini. Le favole di Carrington descrivono un mondo magico nel quale la vita viene costantemente reinventata attraverso il prisma dell’immaginazione e nel quale è concesso cambiare, trasformarsi, diventare altro o altri da sé. La Mostra sceglie le creature fantastiche di Carrington come compagne di un viaggio immaginario attraverso le metamorfosi dei corpi e le definizioni dell’umano.

“Non siamo né invincibili né autosufficienti, ma parte di una rete simbiotica di interdipendenze che ci lega gli uni agli altri, alle altre specie e al pianeta nel suo complesso”.

La mostra raccoglie le opere di 213 artiste e artisti provenienti da 58 Paesi e si concentra attorno a tre aree tematiche che si intrecciano attraverso il Padiglione Centrale e l’Arsenale.

La Mostra è ancorata da cinque “capsule del tempo” (Arsenale, padiglione centrale) a carattere storico che riuniscono opere d’arte e oggetti provenienti da diverse aree geografiche e movimenti dal XIX secolo in poi.

Visita per immagini: l'Arsenale

L'Arsenale è una delle aree storiche di per sè più interessanti di Venezia. La struttura principale, lunga e stretta, ospita in serie la gran parte delle opere.

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Ma anche gli spazi esterni conservano un fascino speciale:

ALCUNE DELLE OPERE IN MOSTRA:

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Visita per immagini: i Giardini

Nei giardini napoleonici, oltre al padiglione centrale, è bellissimo passeggiare, incontrando i vari padiglioni nazionali.

Fra quelli che colpiscono maggiormente l'immaginario, l'esposizione della Danimarca, dove s'incontrano essere mitologici di un realismo impressionante.

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Altra installazione che affascina è quella dell'Australia: è l'unica nella quale giornalmente l'artista che l'ha creata si fa protagonista dal vivo di una performance con una chitarra elettrica distorta che crea suoni incredibili:

Ecco invece il tecnologico padiglione della Croazia:

Nel padiglione centrale una fra le più d'impatto è la mostra fotografica di Aneta Grzeszykowska, che ritrae la propria figlia mentre interagisce con una bambola di silicone con le fattezze dell'artista polacca stessa:

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Visita per immagini: gli eventi collaterali esterni

Sono davvero tantissimi e sparsi ovunque nella città lagunare.

Uno dei punti di maggior interesse sono le gallerie dell'Accademia di Belle arti, un edificio splendido, che ospita opere altrettanto favolose.

ALCUNE DELLE OPERE ESPOSTE:

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All'Accademia si trova anche la prima parte di un'esposizione davvero mozzafiato. Si tratta della mostra di Anish Kapoor, scultore britannico di origine indiana ed ebreo irachena considerato uno degli artisti più influenti del nostro tempo. A dominare le sue installazioni è il rosso, che simboleggia il sangue sì, ma è anche il colore che la tradizione indiana abbina alla vitalità e all'energia positiva.

L'artista 68enne ha poi brevettato una tecnica che "attira la luce" e consente di far "sparire" e rendere bidimensionali sculture cerate in realtà in 3D.

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Ma le opere più spettacolari di Kapoor sono ospitate nel quartiere di Cannaregio, poco oltre il ghetto ebraico, in un edificio storico, Palazzo Manfrin (Fondamenta Venier), che lo stesso artista ha acquistato per farne sede della sua personale Fondazione.

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Da ultimo guardate questo video e provate a percepire l'esperienza distorsiva di questi specchi:

daniele.pirola@netweek.it

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