Il sonno non è uno stato uniforme, ma un processo complesso che si articola in più momenti distinti, ciascuno caratterizzato da una diversa attività elettrica del cervello. Durante la notte, il nostro organismo attraversa ciclicamente fasi più attive e fasi più profonde, fondamentali per il recupero fisico e mentale. In particolare, queste tappe si suddividono in sonno Non-REM e sonno REM, che si alternano più volte fino al risveglio. L’alternanza equilibrata di tutte queste fasi è essenziale per un sonno di qualità. Ogni interruzione prolungata o alterazione del ciclo può incidere negativamente sul benessere quotidiano, dimostrando quanto il riposo notturno sia un elemento centrale della salute complessiva.
L’addormentamento e il rallentamento dell’attività cerebrale
La prima fase del sonno, appartenente al Non-REM, coincide con l’addormentamento. In questo momento iniziale la mente passa gradualmente dallo stato di veglia al sonno vero e proprio: l’attività cerebrale rallenta, i muscoli iniziano a rilassarsi e la percezione dell’ambiente esterno si attenua.
Il sonno leggero e la transizione dalla veglia
Segue una fase di sonno leggero, sempre Non-REM, durante la quale il cervello mostra onde simili a quelle della veglia, ma più regolari. È una condizione intermedia, in cui ci si può svegliare facilmente, ma che rappresenta un passaggio necessario verso le fasi più profonde del riposo.
Il recupero energetico del sonno profondo
Con la terza fase Non-REM si entra nel sonno profondo. Questa è una delle tappe più importanti dell’intero ciclo notturno, soprattutto nella prima parte della notte. È qui che il corpo recupera buona parte delle energie consumate durante il giorno, grazie a un rallentamento marcato delle funzioni vitali e a un’intensa attività di riparazione dei tessuti.
La rigenerazione dell’organismo
La quarta fase del sonno Non-REM è quella del sonno molto profondo, talvolta definito sonno effettivo. In questa fase l’organismo si rigenera in modo più completo, ripristinando le riserve metaboliche e rafforzando il sistema immunitario. Il risveglio in questo momento può risultare più difficile e accompagnato da una sensazione di disorientamento.
I sogni e il ruolo della memoria
L’ultima fase è il sonno REM, caratterizzato dai rapidi movimenti oculari da cui prende il nome. È in questa fase che sogniamo e che l’attività cerebrale torna a essere intensa, seppur diversa dalla veglia. Il sonno REM è più lungo nella seconda parte della notte ed è fondamentale per l’elaborazione delle emozioni e per la memoria procedurale, quella che ci permette di ricordare come svolgere determinate azioni o compiti.