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Pelle dopo l’estate, perché è un buon momento per controllarla

Dopo mesi di esposizione al sole può essere utile osservare con attenzione nei e macchie e prestare attenzione alle eventuali modificazioni

Pelle dopo l’estate, perché è un buon momento per controllarla

Al termine dell’estate la pelle porta con sé i segni dei mesi trascorsi all’aperto. Abbronzatura, maggiore esposizione ai raggi ultravioletti e giornate trascorse al sole fanno di settembre un periodo adatto anche per dedicare qualche attenzione all’aspetto della cute. Non si tratta soltanto di una questione estetica: l’esposizione ai raggi UV rappresenta infatti uno dei principali fattori di rischio per i tumori della pelle.

Osservare la pelle

Un primo gesto di prevenzione consiste nel conoscere l’aspetto abituale della propria pelle. Controllare periodicamente nei e macchie permette di accorgersi più facilmente di eventuali cambiamenti. AIRC segnala, tra gli elementi da osservare, la comparsa di nuove lesioni e le modificazioni di quelle già presenti, come variazioni di dimensione, colore, forma o bordi. Il controllo non significa però fare una diagnosi autonomamente. Una lesione che appare diversa dal solito, soprattutto se cambia nel tempo, può essere sottoposta alla valutazione di un medico o di un dermatologo.

I danni del sole non finiscono con l’estate

Con l’arrivo dell’autunno diminuiscono le occasioni di esposizione intensa, ma questo non significa che la protezione dai raggi UV diventi improvvisamente irrilevante. I danni provocati dal sole non si limitano infatti alla scottatura: l’esposizione eccessiva può contribuire anche all’invecchiamento della pelle e aumentare nel tempo il rischio di tumori cutanei. La protezione deve quindi essere rapportata alle condizioni di esposizione, al periodo dell’anno, al luogo e alle caratteristiche individuali. AIRC sottolinea che non esiste una regola identica per tutte le persone e tutte le situazioni.

Quando è meglio farsi controllare

La presenza di un nuovo neo dopo i 40 anni o un cambiamento evidente di una lesione già esistente sono tra le situazioni per le quali AIRC indica l’opportunità di una valutazione dermatologica. Lo stesso vale per caratteristiche come bordi irregolari, variazioni di colore, crescita o sanguinamento. La frequenza dei controlli dipende inoltre dal profilo individuale. In assenza di particolari fattori di rischio, AIRC indica controlli dermatologici periodici; per chi presenta familiarità per tumori della pelle, una storia personale di tumori cutanei, pelle molto chiara o numerosi nei può essere necessario un monitoraggio più frequente, secondo le indicazioni dello specialista.