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Voli e turbolenze: le rotte più instabili del 2025 secondo Turbli

Dove l’aria è più mossa e perché alcune tratte fanno più paura di altre

Voli e turbolenze: le rotte più instabili del 2025 secondo Turbli

La turbolenza è uno degli aspetti del volo che più preoccupa i passeggeri, anche se raramente rappresenta un reale pericolo. Per fare chiarezza, Turbli, piattaforma specializzata nell’analisi dei dati atmosferici applicati all’aviazione, ha pubblicato la sua tradizionale classifica delle rotte aeree più turbolente del 2025, basandosi su dati storici e modelli meteorologici avanzati. Lo studio prende in esame migliaia di voli in tutto il mondo e offre una panoramica utile sia ai viaggiatori curiosi sia a chi soffre particolarmente i sobbalzi in quota.

Come Turbli misura la turbolenza

Turbli utilizza l’Eddy Dissipation Rate (EDR), un indice scientifico che misura l’intensità della turbolenza atmosferica. Questo valore consente di stimare quanto l’aria sia instabile lungo una determinata rotta. Più l’EDR è elevato, maggiore è la probabilità di incontrare turbolenze percepibili durante il volo. L’analisi non si concentra su singoli episodi isolati, ma su una media annuale, rendendo i dati più affidabili e rappresentativi.

Le rotte più turbolente del mondo nel 2025

Secondo Turbli, le tratte che nel 2025 hanno registrato i livelli medi di turbolenza più alti si trovano prevalentemente in aree montuose o caratterizzate da forti correnti atmosferiche. In cima alla classifica compare la Mendoza-Santiago, una rotta breve ma notoriamente instabile per l’attraversamento della cordigliera delle Ande. Seguono diverse tratte interne alla Cina, come Xining-Yinchuan e Chengdu-Xining, che attraversano zone ad alta quota e soggette a forti variazioni di pressione. Anche altre rotte sudamericane e asiatiche confermano come la combinazione tra altitudine e orografia giochi un ruolo determinante.

Le rotte più turbolente per continente

Oltre alla classifica globale, Turbli ha individuato anche le tratte più turbolente suddivise per area geografica. In Sud America spicca ancora la Mendoza-Santiago, mentre in Nord America la rotta Denver-Jackson risulta la più instabile. In Europa, la tratta Nizza-Ginevra è quella con il valore medio di turbolenza più elevato, mentre in Asia dominano le rotte interne cinesi. Per Africa e Oceania, le tratte più mosse risultano rispettivamente Durban-Johannesburg e Christchurch-Wellington.

Perché le montagne incidono così tanto

Dai dati Turbli emerge un elemento ricorrente: molte delle rotte più turbolente attraversano catene montuose importanti. Le montagne influenzano il flusso dell’aria, creando correnti ascensionali, discendenti e turbolenze improvvise, soprattutto quando si combinano con forti venti in quota. Questo spiega perché tratte relativamente brevi possano risultare più “movimentate” di voli molto più lunghi.

Cosa significa per i passeggeri

Essere inseriti tra le rotte più turbolente non rende un volo meno sicuro. Gli aerei sono progettati per sopportare sollecitazioni ben superiori a quelle causate dalla turbolenza e i piloti dispongono di strumenti avanzati per evitarne le zone più intense quando possibile. I dati Turbli vanno quindi letti come informazioni statistiche, utili per capire dove la turbolenza è più probabile, ma non come un campanello d’allarme.