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Turismo open air, crescita stabile ma è boom dei laghi tra Garda, Iseo e Como

Il settore conferma la solidità dopo anni di espansione: trainano le località lacustri e aumenta la domanda internazionale

Turismo open air, crescita stabile ma è boom dei laghi tra Garda, Iseo e Como

Il turismo open air si prepara al 2026 con un quadro di sostanziale stabilità, ma con segnali chiari di tenuta e qualità della domanda. A guidare il comparto sono soprattutto le destinazioni lacustri del Nord Italia, che si confermano tra le più richieste dai turisti europei, in particolare stranieri. È quanto emerge da una recente indagine di settore che fotografa l’andamento delle prenotazioni nei campeggi e nei villaggi turistici italiani.

Il lago traina la stagione 2026

Secondo l’indagine congiunturale realizzata da Questlab per Faita Federcamping su un campione di circa 200 strutture, dopo anni di crescita intensa il settore registra nel 2026 un andamento complessivamente stabile rispetto all’anno precedente. A fare la differenza è il segmento delle vacanze al lago. Le strutture situate nelle principali destinazioni lacustri del Nord Italia, dal Garda al Lago d’Iseo fino al Lago di Como, evidenziano un aumento della domanda straniera e una tenuta delle prenotazioni italiane. Un dato significativo riguarda anche la capacità di attrarre nuovi clienti, che supera quella degli ospiti fidelizzati, segnale di un mercato in continua evoluzione e capace di rinnovarsi.

Mercati esteri in crescita e turismo di prossimità

Le prenotazioni nel settore open air continuano a essere trainate da turisti tedeschi e italiani, seguiti da olandesi, francesi, svizzeri e austriaci. Tra i mercati emergenti si segnalano Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito e Paesi scandinavi, che stanno progressivamente aumentando la propria presenza nelle strutture italiane. Nel complesso, il comparto conferma una forte componente internazionale, ma anche un ruolo importante del turismo di prossimità, che contribuisce a stabilizzare la domanda interna.

Numeri in crescita per arrivi e fatturato

Le previsioni per il 2026 indicano una crescita media del 2,6% negli arrivi nelle località lacustri, accompagnata da un incremento dello 0,9% delle presenze e dell’1,6% del fatturato. Un andamento positivo che si inserisce in un contesto di consolidamento dopo anni di espansione, confermando la capacità del settore open air di mantenere livelli elevati di competitività. Secondo gli operatori, anche il recente ponte di giugno ha contribuito a rafforzare le aspettative positive, inaugurando una stagione con segnali di crescita rispetto al 2025 in molte destinazioni italiane.

Le dinamiche regionali del turismo open air

A livello territoriale, il Nord Est, il Sud e le Isole mostrano le performance più solide nelle prenotazioni per il 2026. Il Veneto si conferma la regione trainante del settore, con un’occupazione già elevata nelle strutture ricettive, in particolare per bungalow e mobil home. In Emilia-Romagna si registra invece una crescita dell’interesse per le piazzole tradizionali, sostenuta dall’aumento del turismo in camper, che ha spinto diverse strutture ad ampliare gli spazi dedicati. In Abruzzo si evidenzia una crescita della clientela straniera, soprattutto tedesca e polacca, anche se permangono criticità legate ai collegamenti infrastrutturali, che limitano il pieno sviluppo del potenziale turistico regionale. Nel Sud Italia, la Calabria registra livelli elevati di occupazione nei villaggi turistici, mentre nei campeggi cresce la domanda di soluzioni come case mobili e strutture glamping. In questo contesto, il turismo domestico resta prevalente, con soggiorni settimanali e una minore incidenza del turismo itinerante.

Un comparto strategico per il turismo italiano

Il turismo open air conferma il suo ruolo rilevante nell’economia nazionale. Nel 2025 le circa 2.600 aziende del settore hanno garantito ogni giorno oltre 1,3 milioni di posti letto, totalizzando più di 11,2 milioni di arrivi e circa 74 milioni di presenze. La permanenza media si attesta a 6,6 notti per ospite, mentre il fatturato complessivo, considerando anche l’indotto, supera gli 8 miliardi di euro. Numeri che evidenziano la solidità del comparto e la sua capacità di adattarsi ai cambiamenti della domanda turistica, puntando su qualità dei servizi, sostenibilità e valorizzazione delle destinazioni naturali, con i laghi italiani sempre più protagonisti delle scelte dei viaggiatori europei.